immagine

lunedì 18 novembre 2013

La mia cartella clinica è.... diversa

Quasi da subito, fin dalle prime carte che cominciavo a raccogliere via via, il referto della biopsia, i fogli della preospedalizzazione, la risonanza magnetica col contrasto, cominciai a sentire l'esigenza di avere una cartella clinica tutta mia. Sapevo benissimo che la faccenda sarebbe stata lunga, i 3 tumori al seno di mia madre parlavano chiaro, e quindi volevo che ciò che mi avrebbe accompagnato per anni fosse qualcosa di speciale e di personale.
Allora, i giorni precedenti l'intervento che poi sarebbe stata la mastectomia, presi un bel faldone, di quelli con le buste di plastica da aggiungere via via e cominciai a chiedermi come avrei voluto che fosse la copertina, doveva essere qualcosa di mio, fatto da me, non comprato.

L'ispirazione è arrivata praticamente subito.
Pur non essendo un'artista ed una gran disegnatrice, sono nati tantissimi fiori colorati.
L'ho disegnata piano piano, con le matite, aggiungendo via via i fiori.
Adesso la mia cartella clinica è famosa. In ospedale le infermiere mi chiedevano "ma che è questa roba?" e quando vado alle visite ed ai controlli i medici me la guardano, ma non dicono nulla. E questo è molto significativo. La sanità è un ambiente dove spesso l'elemento personale viene escluso, è troppo impegnativo. Io li capisco anche questi qua, il loro mestiere non lo farei mai, non ce la farei a stare a contatto tutti i giorni con la sofferenza e la morte. Posso comprendere che si debbano schermare. E non m'importa se a volte vedo che fanno finta di niente mentre i miei fiori sono lì sul loro tavolo. La vedono benissimo la mia cartella clinica, e lo so che una così forse non l'hanno proprio mai vista, ma fanno finta di niente ugualmente. Chiedermi qualcosa sarebbe troppo personale.
Ma non importa. La mia cartella clinica è diversa, e lo è solo per me. E' più che sufficiente.
Spero che tutti questi fiori mi portino bene e che i fogli brutti non ce l'abbiamo il coraggio di infilarsi là dentro in mezzo a tutto quel colore.

7 commenti:

  1. Che bella idea. Voglio provare anche io a rendere quella mia cartella meno minacciosa e più vicino ai miei sentimenti, alle speranze e/o dubbi. Perch´ogni volta che vedo certi documenti mi vengono in mente cose diverse e alcuni mi fanno rabbia, altri sono collegati a domande, ricordi positivi ecc. Grazie Daniela.

    RispondiElimina
  2. Su di me ha avuto un grande effetto positivo, mlto al di sopra delle aspettative e delle intenzioni. Poi, mal che vada, porta bene.....

    RispondiElimina
  3. Daniela, mi hai toccata. E' bello vedere, sentire e capire che la tua cartella clinica è diversa non solo perché è tua ma anche perché ci metti tutta te stessa... e questo a molti fa paura... ricordarsi l'umanità che tutti ci accomuna e la singolarità che ci divide e rende unici. Grazie per tutto questo colore, scalda il cuore.
    A presto, Beatrice

    RispondiElimina
  4. sono commossa. per la tua serietà, la tua leggerezza, la tua energia.
    sono qui, se posso esser in qualche modo utile, vicina.
    stefania

    RispondiElimina
  5. ciao daniela gran bella idea la tua penso che dovrebbe utilizzata in tutti gli ospedali un saluto affettuoso paolo

    RispondiElimina
  6. Ok, vabbè, deciso. Al prossimo incontro con la psiconcologa ed alla visita oncologica di gennaio proporrò questa variante come idea per le altre donne. Sarebbe fichissimo veder girare nell'ospedale le cartelle cliniche più pazzesche, non potrebbero più fare finta di niente

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ci crederai, Daniela, ma la mia cartella é color oro! Ed é vero: la maggior parte dei medici la guardano stupiti e stanno zitti. Le altre pazienti invece, spesso fanno un timido complimento, col l'aria stupita ma solidale. ciao.

      Elimina