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martedì 26 novembre 2013

Il Tamoxifene e le scienze esatte

Ho intercettato questo articolo di Repubblica che non commento in quanto non sono un medico ma su cui rifletto come paziente (che tra l'altro ha scelto di NON fare la terapia ormonale consigliata dall'oncologa).
La medicina non è una scienza esatta.........

26 novembre 2013
"La pulce nell’orecchio sui rischi del tamoxifene"



Buongiorno,
sono sotto tamoxifene per prevenire le recidive di un tumore al seno e ho trovato online una notizia secondo cui in realtà l’uso prolungato del farmaco aumenta il rischio di sviluppare altri tipi di cancro nell’altro seno sano: tumori non ormonali e più aggressivi. Da quello che ho letto non riesco a capire bene le conclusioni e sono un po’ allarmata. Ho rintracciato lo studio citato nella notizia, “Adjuvant Hormonal Therapy for Breast Cancer and Risk of Hormone Receptor-Specific Subtypes of Contralateral Breast Cancer“. Mi può aiutare a capire? (Marina)

Cara Marina,
l’articolo che citi è pubblicato su una rivista scientifica seria (Cancer Research), e quindi è giusto che sollevi qualche perplessità. Si tratta però dell’unico studio che suggerisce un possibile rischio derivante dall’uso del tamoxifene: è una voce fuori dal coro che va contro corrente, e va preso un po’ con le pinze. Questo soprattutto perché è stato pubblicato ben quattro anni fa, e in tutto questo tempo non ha avuto molto seguito. Anzi, la comunità scientifica sta indicando, per alcuni casi selezionati, la direzione opposta: prolungare la terapia dai cinque anni standard attuali (sui cui benefici, sì, esistono moltissimi studi, portati avanti da tanti importanti centri e pubblicati su altrettanto importanti riviste scientifiche) ai dieci anni di trattamento, per diminuire ulterioremente il rischio di recidiva della malattia.
Andrea Sagona, Specialista in Ostetricia e Ginecologia e assistente presso la Breast Unit dell’Humanitas Cancer Center.

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