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lunedì 30 giugno 2014

Tutto sulla risonanza magnetica mammaria

Afrodite K questo tipo di esame l'ha già fatto 2 volte quindi, visto che è un esame un tantinello più complicato di ecografia e mammografia, ho deciso di condividere alcune informazioni. Troverete una serie di notizie ed indicazioni mediche oltre le mie personali esperienze con il tipo di esame. Spero che ne abbiate bisogno il meno possibile, soprattutto se come me, questo esame non lo amate moltissimo!!!




La risonanza magnetica non è altro che un grosso magnete (calamita) generalmente a forma di grossa “ciambella”. Sono proprio le sue proprietà magnetiche a controindicare l'esame in alcune persone.
Non utilizza radiazioni quindi poi si può uscire tranquille senza "infettare" nessuno.

Le controindicazioni all'esame
A causa di alcune possibili controindicazioni prima dell'esame (soprattutto la prima volta) viene fatto compilare un questionario e/o fatta un'intervista che dovrà poi essere firmata per l'autorizzazione (consenso informato). Ecco le controindicazioni all'esame.
ASSOLUTE (non si può fare l’esame):
Clip ferromagnetiche vascolari, Pace-maker cardiaco, Catetere di Swan-Ganz, Elettrodi endocorporei, Impianti cocleari in cui siano presenti elettrodi o piccoli magneti ad alto campo o bobine RF, Protesi stapediali metalliche, Connettori metallici di shunt ventricolo-peritoneale, Filtri vascolari, stent vascolari metallici entro 6 settimane dall'impianto e spirali metalliche, Dispositivi endocorporei ad attivazione magnetica o elettrica (neurostimolatori, stimolatori di crescita ossea, pompe per infusione continua di farmaci, sfinteri ed impianti oculari magnetici), Protesi del cristallino con anse di titanio o platino, Corpi estranei ferromagnetici in sede nobile (intracranica, endoculare o vascolare)
RELATIVE (si può fare l’esame solo se a conoscenza degli eventuali rischi):
Gravidanza (soprattutto nel primo trimestre), Turbe della termoregolazione, Protesi valvolari cardiache, Clip metalliche non vascolari, Corpi estranei ferromagnetici in sede non nobile, Peso superiore a 135 Kg (preferibile eseguire l'esame con RM "aperta")
LIMITANTI (si può fare l’esame ma il risultato può essere non ottimale):
Protesi o dispositivi metallici non suscettibili di significativi effetti magneto-meccanici o termici, ma che creino artefatti sulle immagini o che impediscano una perfetta immobilità del paziente, Piccole particelle metalliche provenienti da strumenti chirurgici, Fili metallici di sutura post-craniotomia o post-sternotomia, Dispositivi intra-uterini (spirale) ferromagnetici, Prodotti cosmetici per ciglia, Movimenti involontari patologici, Problemi di natura psichica (ansia, claustrofobia, psicosi), Impossibilità di mantenere la prolungata posizione (es. per problemi cardio-respiratori o a deformità rachidee).

Occhio alle protesi/espansori mammari
La prima RMM l'ho fatta pochi giorni prima della mastectomia. Nella seconda, a distanza di quasi 1 anno, al seno sx avevo una protesi/espansore di tipo Becker. E' importante conoscere esattamente la tipologia di protesi temporanea o definitiva che si ha (vi devono rilasciare una certificazione con i riferimenti del modello) per poter valutare la possibilità di effettuare la risonanza magnetica mammaria che è controindicata nei casi di protesi contenenti pezzetti metallici particolari. Fatelo sempre presente quando vi segnano questo esame ed avete una protesi.

In che momento fare l'esame
Questo esame non lo potete fare quando vi pare. E' consigliato nei 15 giorni successivi alle mestruazioni (dal 7° al 14° giorno del ciclo). Nella mia Asl inoltre lo fanno solo 2 venerdì al mese quindi devi conciliare i tuoi impegni, il mestruo e l'organizzazione ospedaliera. Pare facile....(se poi sei una lavoratrice autonoma mettiti l'animo in pace)

Come prepararsi all'esame
Dovete farvi segnare prima dal medico curante l'esame del sangue che misura la creatinina (calcolate quindi il tempo necessario perchè poi occorre presentarsi alla RMM con il foglio dei risultati in mano). Non fate l'esame del sangue prima di 30 giorni dall'esame.
Per effettuare la risonanza magnetica mammaria é necessario togliere indumenti con parti metalliche, lenti a contatto, protesi auricolari e tutte le altri protesi mobili, mollette per capelli, cosmetici dal volto, lacca, piercing, occhiali, gioielli, orologi, ganci, monete e ogni altro tipo di oggetto metallico.
Il giorno dell'esame, inoltre, è necessario il digiuno nelle 4-6 ore precedenti.

Cosa succede di preciso
A parte la chiacchierata iniziale con il tecnico (più approfondita se è la prima RMM, più veloce se questo esame l'avete già fatto), c'è per prima cosa la procedura della svestizione. A me hanno fatto togliere tutto tranne gli slip. Mi hanno fornito un orrido spolverino verde e trasparente da allacciare sul davanti e due fantastici fantasmini di plastica per i piedi. Se è estate (come a me è successo per ben 2 volte su 2), questo look è piacevolissimo. Conciata così ti posizionano il port al braccio. Occhio a ricordare al tecnico se avete un braccio che va lasciato stare perchè privo di tutti o alcuni linfonodi). Io devo stare sempre vispa e sveglia perchè ci provano sempre con quello proibito (pare lo facciano apposta). Dopo si viene posizionale nel lettino che entrerà nel tubo a pancia sotto e con le tette infilate in 2 appositi fori. A me posizionano il braccio libero sotto la testa come appoggio e l'altro con il port steso pronto per l'introduzione del liquido di contrasto. Ti mettono vicino anche un campanello da suonare in caso di emergenza per chiamare gli operatori. Cercate di posizionarvi quanto più comodamente perchè poi non vi potete più muovere!!!. da lì in poi godetevi il concerto delle martellate.

Quanto dura l'esame
In totale tra pratiche amministrative, svestizione, inserimento del port per l'iniezione del liquido ed esame vero e proprio, ci vorrà circa 30/40 minuti. Starete dentro al tubo circa 15/20 minuti (nell'opzione senza e con liquido di contrasto). Quando siete lì sembrerà di più perchè tra posizione non comodissima e rumori di tutti i tipi, il tempo pare non passare mai (eventualmente portatevi dei tappi per le orecchie, io non riesco perchè mi dà fastidio sentirmi cose nell'orecchio, pure le cuffiette, figuriamoci...). Nonostante le martellate meccaniche che si sentono io cerco di entrare in una sorta di trance (mi aiuta sicuramente la mia pratica giornaliera di meditazione) in modo da rilassarmi il più possibile, isolarmi mentalmente rispetto alla situazione che non mi piace proprio per niente (odio questo tipo di esame, e lo chiamano non invasivo....) ed anche evitare di muovermi.

Il liquido di contrasto
L'esame può essere effettuato senza e con mezzo di contrasto (diverso da quello utilizzato dalla TAC) detto “paramagnetico” che sarà iniettato endovena durante l'esecuzione. In genere si tratta del Gadolinio (che non è radioattivo) che verrà eliminato rapidamente dopo per via renale (occorre quindi bere molto dopo l'esame). Il gadolinio è un metallo altamente tossico, ecco perchè nella soluzione del mezzo di contrasto è legato reversibilmente a una struttura complessa con altre molecole, chiamata chelato. Le allergie al gadolinio sono rare, in ogni caso ecco le avvertenze dell'Agenzia Italiana del Farmaco.
Per facilitare l'eliminazione di metalli dal corpo è possibile utilizzare la zeolite, un minerale che si comporta da "spazzino" nell'organismo.
Ecco le situazioni nella quali il liquido non deve essere somministrato o somministrato con particolare cautela: Gravidanza, Allattamento (anche se non esistono informazioni del tutto certe sembra che il mezzo di contrasto venga eliminato nel latte materno ed è pertanto consigliabile sospendere l'allattamento per almeno 24 ore dopo la somministrazione), Gravi disfunzioni renali (ecco il perchè dell'esame della creatinina!).
Un capitolo a parte merita la categoria delle Allergie (rinite, orticaria, allergia alimentare, allergia ai metalli, asma allergico, ipersensibilità ai mezzi di contrasto paramagnetici). Il problema si presenta soprattutto la prima volta, quando ancora non sò se sono specificatamente allergica, per questo motivo meglio non andare da sole la prima volta. Successivamente se tutto è andato ok, meglio così altrimenti per le verifiche successive vi sarà data un'apposita terapia “desensibilizzante!” prima dell'esame.
Raramente il mezzo di contrasto può provocare le seguenti reazioni: lievi (nausea, vomito e prurito), moderate (orticaria, edema facciale e broncospasmo).
Rarissimamente si possono verificare reazioni severe (shock ipotensivo, edema polmonare, arresto cardio-respiratorio).
Proprio per queste possibili reazioni l'esame viene eseguito con la presenza del Radiologo e dell'Anestesista.


Quando viene consigliato questo esame
Si tratta di un'indagine complementare e che non sostituisce l’imaging senologico tradizionale riservata a pazienti con particolari indicazioni
  • Staging pre-operatorio: valutazione su lesione sospetta o maligna di eventuali altre localizzazioni sia nella stessa mammella ma in altro quadrante che nella mammella contro laterale, presenza di linfonodi sospetti ai cavi ascellari, infiltrazione del muscolo pettorale.
  • Screening popolazione ad alto rischio: donne con elevata familiarità. In particolare per le donne con alterazioni genetiche e radioterapia. E' preferibile effettuare questo esame una volta l'anno ed in centri di alta specialità.
  • Valutazione risposta a terapia neo-adiuvante: molti tumori maligni sono molto grandi e necessitano, per effettuare un trattamento meno aggressivo, di essere ridotti come dimensioni da farmaci chemioterapici. La valutazione con risonanza prima di iniziare e dopo 1-2 cicli di chemioterapia fornisce indicazioni sulla riduzione della massa.
  • Pazienti operate di mastoplastica additiva o ricostruttiva: per la valutazione dello stato delle protesi mammarie non è necessario l'utilizzo del mezzo di contrasto. E' importante sapere che se l'esame viene effettuato senza mezzo di contrasto non risulta “diagnostico” per patologie eventualmente presenti in portatrici di protesi. Negli Stati Uniti si raccomanda (nelle pazienti con protesi) un esame di risonanza ogni due anni a partire dal terzo anno dall'intervento. Nei primi 10 anni dall'intervento chirurgico il rischio di rottura è del 31%; dopo i 10 anni diventa del 64%.
  • Ricerca di lesione primitiva occulta (CUP syndrome): è una particolare situazione in cui un esame cito/istologico ha evidenziato un cancro a carico di un linfonodo al cavo ascellare ma la mammografia ed ecografia risultano normali.
  • Recidiva locale: sospetto di ripresa della malattia con mammografia ed ecografia incerte e non è possibile eseguire (perchè non visibile) un prelievo citologico su guida mammografica ed ecografica.
  • Secrezione mammaria: è indicata solo se la secrezione è ematica monolaterale e da un solo orifizio del capezzolo.
  • Caratterizzazione di reperti equivoci all’imaging convenzionale (mammografia ed ecografia): non va mai eseguita se è possibile effettuare una diagnosi con prelievo cito/istologico. In casi selezionati si può eseguire con rilievo di microcalcificazioni ma deve essere preceduta o seguita da un esame “micro/istologico”.
  • Carcinoma infiammatorio: parziale indicazione nei casi di mastite che non si risolvono dopo terapia ed in cui vi sia un sospetto di cancro.
I risultati dell'esame
L'esame viene effettuato da personale Tecnico di Radiologia e viene successivamente “letto” ovvero interpretato dal Radiologo che è l'unica figura professionale abilitata ad esprimere un giudizio diagnostico. Ci vuole qualche giorno per avere il referto con il dischetto dei risultati (occhio alle 10€ per la digitalizzazione) ma io ho sempre chiesto al radiologo presente di accennarmi già qualcosa a voce.




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