La ricostruzione del seno dopo un tumore è un mondo variegato che può prevedere anche ferite, drenaggi e siringhe che aspirano, tessuti che muoiono e incisioni che si rifiutano di guarire mentre il corpo può essere tormentato da infezioni che possono durare per settimane o persino mesi. Decisamente può non essere una passeggiata di salute come spesso la si presenta...
Visualizzazione post con etichetta Ricostruzione del seno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ricostruzione del seno. Mostra tutti i post
giovedì 13 agosto 2020
venerdì 14 febbraio 2020
Ricostruzione del seno dopo il cancro? Anche no...per Adamantia Paizis
Per il giorno di San Valentino divulgo questo bellissimo articolo pubblicato dal Corriere della Sera, per ricordarci anche quanto sia importante amare se stesse. L'articolo riporta le riflessioni dell'astrofisica e campionessa di scacchi Adamantia Paizis. Parole bellissime e davvero toccanti sul cancro al seno e sul "format" della ricostruzione mammaria post mastectomia. "Hai paura per il cancro e segui il flusso, la massa; segui quello che tutti – te compresa – si aspettano da te. E lo fai". Per seguire un po' meno il flusso, ascoltare di più se stesse e, solo dopo, fare ciò che sentiamo e che occorre a NOI... leggete, ne vale davvero la pena!
"Per essere donna? Devi avere due mammelle"
Su questo argomento Afrodite K ha scritto molto, per leggere gli articoli clicca qui.
giovedì 9 maggio 2019
Ricostruzione del seno dopo un cancro: complicanze e scarsa informazione
Quello della ricostruzione mammaria dopo un tumore al seno è un tema che mi è molto caro. Ne ho già parlato in passato (vedi l'articolo "Luci e ombre del Bra-Day per la consapevolezza della ricostruzione mammaria post mastectomia"). In questo articolo più tecnico troverete, invece, una serie di ricerche sulle complicazioni che possono seguire la ricostruzione mammaria post-mastectomia, quello che può andare storto. Articolo portasfiga con eccesso di pensiero negativo? Niente del genere. Parlerei piuttosto di par condicio visto che di descrizioni entusiastiche e di inviti a tornare come (e meglio) di prima le donne operate di cancro al seno ne ricevono più che a sufficienza.
martedì 22 gennaio 2019
Cancro al seno: il corpo malato diventa queer
Ad ottobre 2018, nel pieno dell'Ottobre Rosa, la rivista Pasionaria pubblica l'articolo di Marti intitolato "Un corpo col cancro è un corpo queer". Introdurre e commentare un articolo del genere è davvero opera ardua, delicata e scottante. Quando l'ho letto ne sono rimasta letteralmente folgorata come sanno fare le cose veramente innovative, quelle che ti aprono la testa, tiran fuori tutto quel che c'è, lo shakerano e alla fine c'aggiungono pure un pizzico di follia. Alla fine ero lì a chiedermi chi era chi stava leggendo, chi era il soggetto che scriveva, chi erano gli spettatori e qual'era l'argomento centrale dell'articolo.
giovedì 8 novembre 2018
Lavoratori autonomi e malattia: la storia di Giulia
Sono Giulia ho 37 anni, sono una lavoratrice autonoma e abito a Bergamo. A Gennaio del 2017 ho scoperto di avere un tumore al seno infiltrante di grado G3.
Sono stata operata a Marzo del 2017 con doppia mastectomia (il seno sano è stato comunque asportato per profilassi data anche la mia giovane età) e ricostruzione immediata, con ulteriore giro in sala operatoria il giorno seguente all'intervento per rimuovere un'ematoma che si era formato.
Purtroppo la ricostruzione del seno malato non è andata a buon fine (dopo un mese e mezzo di medicazioni) perchè ho avuto due infezioni gravi e sono stata sottoposta ad altri due interventi nel 2017 a distanza di un mese l'uno dall'altro (uno per rimozione protesi e inserimento espansore e l'altro per rimozione espansore).
mercoledì 17 ottobre 2018
Luci e ombre del Bra-Day per la consapevolezza della ricostruzione mammaria post mastectomia
Oggi è il 17 ottobre. Eh già... il giorno del Bra-Day. È la Giornata Internazionale per la consapevolezza sulla ricostruzione mammaria che ha l’obiettivo di divulgare informazioni corrette e complete sulla ricostruzione del seno. Si tratta di una giornata organizzata in oltre 10 paesi. C'è pure l'Italia. Per tutto il mese di ottobre, eventi in ogni dove per ricordare alle donne che possono tornare come prima. Fico, no? Insomma... sì e no.
sabato 8 settembre 2018
Basta con la "cultura della ricostruzione": rispettate i desideri delle donne, tutti!
Condivido con voi quello bellissimo articolo del settembre 2018 pubblicato da Cosmopolitan con il titolo "These Cancer Patients Wanted to Get Rid of Their Breasts for Good. Their Doctors Had Other Ideas". L'articolo descrive come le donne operate di tumore al seno che sempre più spesso rinunciano alla ricostruzione dopo la loro mastectomia si scontrano con una cultura dominante in cui il loro desiderio di rimanere "piatte" viene ignorato, contestato o giudicato.
PS Ringrazio infinitamente l'amica e compagna di battaglie Grazia De Michele (nota blogger di Le Amazzoni Furiose) per la segnalazione di questo interessantissimo articolo.
sabato 5 novembre 2016
Il New York Times parla della ricostruzione del seno "piatta" dopo un tumore
Un grazie gigante a Melanie Testa (di cui ho già parlato in un post) per la segnalazione dell'interessante articolo "Going flat after breast cancer" apparso sul New York Times. Ve ne propongo la traduzione. In Italia su questi temi siamo davvero anni luce indietro e la presentazione alle donne di "tutte" le opzioni a loro disposizione dopo un tumore al seno è reale solo in teoria. Nella pratica effettiva vengono proposte solo le opzioni più plausibili (non si capisce però per chi) e completamente oscurate le altre tanto che se te ne viene in mente una diversa c'è pure il rischio che ti senti "strana e sopra le righe". Questo non deve assolutamente succedere! Qualsiasi opzione venga scelta deve essere prima conosciuta (non posso scegliere veramente ciò che non conosco o ciò che non è socialmente accettabile), in seconda battuta deve andare incontro ai bisogni percepiti dalla donna e non a quelli che gli altri (medici, altre donne, amici e familiari, società...) le attribuiscono o le proiettano addosso. Assolte queste due condizioni, ad ognuna la propria strada.....
sabato 19 dicembre 2015
Cancro al seno e flat reconstruction: la mastectomia controlaterale come tecnica di ricostruzione
Pensa te, io ci scherzavo e la chiamavo "spianatina" quella mia idea di non fare la ricostruzione del seno, togliere questo scomodissimo espansore (che non ho mai chiesto e che mi sono ritrovata sotto il muscolo pettorale dopo la mastectomia) ed eliminare l'altro seno. Me ne sono sentite dire di tutti i colori (tranne che "lesbicona", ma di sicuro qualcuno l'hanno pensato) compreso l'appellativo "anticonformista di maniera". E invece non sono una pecora nera perchè pare sia un'esigenza sentita da diverse donne. Come Melanie Testa (Melly per gli amici), artista, scrittrice e insegnante che vive a Brooklyn e che, tra mille difficoltà ed ostacoli, dopo un tumore al seno ha utilizzato la mastectomia controlaterale del seno sano come tecnica ricostruttiva. Tecnica ricostruttiva?! Sì avete capito bene, non mastectomia profilattica alla Jolie, ma proprio tecnica ricostruttiva per ristabilire la simmetria.
sabato 1 agosto 2015
Cancro al seno: luci ed ombre della ricostruzione mammaria
Ecco qua la traduzione e l'adattamento dallo spagnolo di un bellissimo articolo del 2013 scritto da Ana Porroche Escudero, antropologa e ricercatrice. Afrodite K esulta ogni volta che intercetta riflessioni che possano aprire la mente ed aiutare a guardare, da molteplici punti di vista, un tema così delicato come il cancro al seno. Esulta e condivide. Nella consapevolezza sia che ogni scelta è legittima ed insindacabile quando nasce da un bisogno soggettivo ma anche che non è così facile identificare i bisogni soggettivi quando siamo sommerse di messaggi che hanno una direzione prevalente ed univoca: tornare come prima!.
domenica 31 agosto 2014
Il lipofilling: una tecnica di ricostruzione del seno dopo la mastectomia ancora poco conosciuta
Nei suoi tentativi di raccogliere
informazioni per una scelta davvero consapevole in merito alla
delicatissima questione della ricostruzione del seno dopo la
mastectomia, Afrodite K si è imbattuta (anche grazie alle tante donne in tutta Italia con le quali è in contatto) nella tecnica che utilizza solo il
trapianto del proprio grasso corporeo. Il cosiddetto lipofilling, nel
quale il maggior esperto in Italia è il dott.Gino Rigotti.
sabato 23 agosto 2014
Uno studio sulle donne che, dopo la mastectomia, non vogliono la ricostruzione del seno
La ricostruzione del seno dopo una mastectomia è una scelta davvero "forte" per una donna ed ha implicazioni, dinamiche, conseguenze molto più ampie di quello che si crede osservando tutto dall'esterno. Di tutti i tipi: fisiche, mediche, psicologiche, relazionali, estetiche, culturali, di coppia..... Ecco perchè Afrodite K ritiene essenziale che le donne abbiano informazioni ricche, veritiere, realistiche e trasparenti e spesso purtroppo questo non succede. Questo articolo molto recente che mi è stato segnalato da una donna operata al seno che in Italia sta davvero facendo molto per divulgare informazioni e riflessioni "non banali" sul tema del cancro al seno, è per tutte noi (ma anche per gli altri) un ottimo spunto di riflessione.
giovedì 7 agosto 2014
Mastectomia preventiva, cultura del fiocco rosa e scelta delle donne
Recentemente Afrodite K ha letto un interessante articolo apparso sul sito dell'associazione Breast Cancer Action, una voce alternativa nata per informare in modo completo le donne e sottolineare alcune contraddizioni di istituzioni e associazioni sul tema del tumore al seno. L'articolo offre una visione a 360 gradi sulle scelte delle donne in merito alla mastectomia ed alla mastectomia preventiva, i fattori che le influenzano ed il peso della cultura del "fiocco rosa" nelle loro decisioni finali. Per me è stato molto utile, spero che possa portare un pò di chiarore nel tunnel buio delle nostre delicatissime scelte.
mercoledì 26 marzo 2014
E vai! Afrodite K si tiene la tetta razzo bionica, forse a vita....
Fantastica scoperta!.
L'espansore posizionato sotto il muscolo pettorale dopo la mastectomia a luglio 2013, può starsene lì anche all'infinito, finchè regge, finchè dura. Questo è un segnale inequivocabile. Afrodite K continuerà a difendere i diritti dei lavoratori autonomi che si ammalano con la sua tetta razzo bionica. Vista la sua decisione di saltare a piè pari la ricostruzione del seno, non dovrà spianare tutto e togliersi il malloppo provvisorio perchè pare che possa essere utilizzato come definitivo.
L'espansore posizionato sotto il muscolo pettorale dopo la mastectomia a luglio 2013, può starsene lì anche all'infinito, finchè regge, finchè dura. Questo è un segnale inequivocabile. Afrodite K continuerà a difendere i diritti dei lavoratori autonomi che si ammalano con la sua tetta razzo bionica. Vista la sua decisione di saltare a piè pari la ricostruzione del seno, non dovrà spianare tutto e togliersi il malloppo provvisorio perchè pare che possa essere utilizzato come definitivo.
lunedì 24 febbraio 2014
Lavoratrici autonome e tumore: quando il lavoro viene prima della salute, siamo alla frutta
Questa storia, per ovvi motivi, è anonima, ma assolutamente importante. Ringrazio la donna che me l'ha inviata perchè dimostra cosa succede quando oltre a dover combattere con le complicazioni post chirurgiche che, come in tutti gli interventi, possono crearsi, ci si mettono anche le difficoltà di conciliare lavoro autonomo e malattia. Tutta la storia potrebbe riassumersi nelle parole in grassetto, in quel "nonostante". Quando una persona non è libera di preoccuparsi e dedicarsi completamente ai problemi di salute, siamo arrivati alla frutta!."Sono una grafica freelance e mi sono trovata costretta a lavorare
nonostante le numerose e frequenti visite e medicazioni, in condizioni
terribili per lo stress e la stanchezza fisica che tutta la
situazione da incubo che sto per raccontarvi mi ha comportato.
domenica 16 febbraio 2014
Perchè ho deciso di non fare la ricostruzione del seno postmastectomia
"Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di
qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere
seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il
rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa
più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e
la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete
realmente diventare. Tutto il resto è secondario" - Steve Jobs
E rieccoci di nuovo qua. Di nuovo ad un bivio, di nuovo a prendere una decisione determinante per la propria vita, di nuovo a dover gestire il processo psicologico legato alla scelta da fare ma anche a fare i conti con le sue conseguenze e con le opinioni di coloro che stanno intorno: medici, amici, altre donne operate al seno, società.
E rieccoci di nuovo qua. Di nuovo ad un bivio, di nuovo a prendere una decisione determinante per la propria vita, di nuovo a dover gestire il processo psicologico legato alla scelta da fare ma anche a fare i conti con le sue conseguenze e con le opinioni di coloro che stanno intorno: medici, amici, altre donne operate al seno, società.
venerdì 7 febbraio 2014
Ricostruire il seno dopo una mastectomia: anche no.....
Vi propongo il bellissimo articolo di Alberta Ferrari, doppiamente rilevante in quanto scritto da una chirurga senologa. Consiglio la lettura a tutte le donne che si sono fatte ricostruire il seno dopo un tumore in modo che possano da oggi guardare con occhio diverso chi fa scelte differenti e lo consiglio anche a tutte le donne, come me, che stanno valutando seriamente la possibilità di rifiutare questa opzione superando ogni schema stereotipato di bellezza femminile. Suggerisco, inoltre anche di visionare le meravigliose immagini di The Scar Project che donano all'articolo della Ferrari ulteriore luce. Grazie Alberta per il tuo importante contributo. Eccolo:
giovedì 23 gennaio 2014
La ricostruzione delle tette bioniche: non si può dire sia una passeggiata ma prendiamola a ridere va.....
Anche questa è fatta. Andata anche la visita con il chirurgo di oncologica ricostruttiva. Nei giorni precedenti mi era montata un pò d'ansia perchè con il primo intervento ti crogioli nello shock dell'inconsapevolezza di ciò che t'aspetta, dal secondo in poi cominci a capire come funziona e ti agiti di più perchè sai già benissimo che la tendenza innata dei medici è farla facile, tanto le tette, la vita ed il lavoro mica se le sconvolgono loro....D'altronte che cos'altro possono fare, l'alternativa sarebbe preallarmare le donne dicendo esattamente tutto quello che c'è da dire (mooooolto più di quanto fanno) trovandosi poi a gestire orde di femmine isteriche. Comunque ecco quello che mi succederà e che succede a moltissime donne tanto per far capire che il viaggio continua eccome e da lavoratrice autonoma continua la lotta per la sopravvivenza come paziente oncologica.......ma anche per sorridere un pò e per non trasformare il dramma in una tragedia.
Iscriviti a:
Post (Atom)
















