immagine

domenica 16 febbraio 2014

Perchè ho deciso di non fare la ricostruzione del seno postmastectomia

"Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario" - Steve Jobs
E rieccoci di nuovo qua. Di nuovo ad un bivio, di nuovo a prendere una decisione determinante per la propria vita, di nuovo a dover gestire il processo psicologico legato alla scelta da fare ma anche a fare i conti con le sue conseguenze e con le opinioni di coloro che stanno intorno: medici, amici, altre donne operate al seno, società.


Mi sono ritrovata all'interno di una dinamica molto simile a quella che ha caratterizzato la scelta di non fare la terapia oncologica assegnata, questa volta però è stato molto peggio. Fare o meno la ricostruzione del seno (a prescindere dalle numerose tecniche utilizzate) dopo un intervento chirurgico (quadrantectomia o mastectomia che sia) sembra la più personale, soggettiva ed intimista scelta per una donna. Ma è proprio così? E' veramente l'unica protagonista indiscussa in questa decisione? Il campo è davvero tutto suo?. Per l'esperienza che ne ho avuto io, direi decisamente di no.....
Mi ritrovo di nuovo a scrivere di una mia scelta, non tanto per me (io le idee adesso le ho chiare e non ho bisogno di raccontare a me stessa più di tanto), quanto perchè anche questa volta ho provato la sensazione di trovarmi sola, diversa, con intorno un mondo che va in una direzione differente e che in qualche modo,  anche solo indirettamente, ti manipola. Di nuovo a ricercare informazioni ed a trovarne pochissime. Ti viene il dubbio di essere  l'unica donna pazza che non desidera fare ciò che bramano ardentemente tutte le altre. Ecco il perchè di questo post. Voglio poter dire ad altre donne che stanno passando tutto questo "No, non siete le sole, se tutti danno per scontato quello che dovete desiderare per essere considerate normali, voi ascoltatevi dentro e fate quello che sentite veramente, ascoltate solo voi stesse".

Ma come, la chirurgia ricostruttiva ed estetica fanno passi da gigante arricchendo le donne di possibilità e tu che fai, ci sputi sopra? Ingrata.
Ma come, la donna è nata con 2 tette e tu che fai non desideri ripristinare questa legge naturale? Anomala.
Ma come, il seno è importantissimo nell'immagine e nell'identità femminile, e tu che fai, vuoi rimanere a vita un mostro ed un fenomeno da baraccone? Brutta anticonformista di maniera.
Ma come, i chirurghi ti hanno salvato la pelle del seno, ti hanno salvato il capezzolo e ti hanno infilato un delizioso espansore che ti porti appresso dall'estate del 2013 proprio tutto in funzione della ricostruzione futura, e tu che fai, rismonti tutto? Scema.

Insomma di dubbi, te ne farebbero venire un bel pò.
E infatti mi son venuti, mi hanno pure fatto stare male e non dormire la notte. Poi li ho mandati buoni buoni a farsi benedire quando mi sono resa conto che non erano realmente i miei, ma pensieri e desideri di altri.

Ecco, quindi, i motivi per cui ho scelto di NON FARE la ricostruzione del seno postmastectomia:

Versione "bignami"
Per chi non ha molto tempo di leggere, il sunto è che ho spostato l'attenzione dalla domanda "Ma perchè non vuoi fare la ricostruzione?" ad un'altra che secondo me è molto più sensata "Ma perchè DOVREI farla?" oppure "Ma io, di mio, la voglio proprio fare questa cosa qua?".

Per chi invece volesse i dettagli, eccoli qua:
  • Non ho mai avuto un seno "importante", la mia tettina rimasta sana è adesso una prima scarsa (con la malattia ho pure perso qualche chiletto che si era aggiunto ed ora sono una silfide). Che dire, è caruccia, proporzionata, simpatica quanto vuoi, ma comunque sempre una prima scarsa.
  • Non ho mai avuto la percezione di che mi mancasse la misura "giusta" di tette e non me ne frega assolutamente niente di uscirmene fuori con una seconda artificiale dopo un intervento di ricostruzione.
  • Le mie tette non sarebbero comunque più come prima, non sarebbero più perfettamente uguali tra di loro, non ripristinerei una situazione pregressa.
  • Ho visionato un sacco di foto in internet (tutto da sola ovviamente, figuriamoci se i medici si scomodano a mostrarti qualcosa). Foto di donne che hanno fatto la ricostruzione, foto di donne che non l'hanno fatta (o non l'hanno potuta fare) e che appaiono piatte da una parte (o, in altri casi, da entrambe). Beh, la mia reazione è stata molto chiara. Il fastidio era maggiore nel guardare le tette ricostruite che mi apparivano artificiali e "non belle", mentre le altre foto, non solo non mi facevano effetto (niente pianti, niente pelle d'oca, nessun brivido d'orrore) ma addirittura mi davano un effetto molto più naturale.
  • Il cancro, non mi ha tolto una tetta, non mi ha tolto niente. Se proprio devo essere onesta questo tumore mi ha dato tanto, mi ha dato molto più di quello che apparentemente ha tolto. Non mi sento quindi "privata" di qualcosa e non avverto il desiderio di reintegrare qualcosa che ho perduto.
  • La ricostruzione non è una passeggiata, sempre un intervento chirurgico è e l'ho raccontato con dovizia di particolari in un precedente post. Può avere una serie di complicazioni.
  • La ricostruzione richiede una perdita di tempo maggiore (controlli e visite aggiuntive, ritocchi e riaggiustatine varie prima che l'effetto sia definitivo) che, come lavoratrice autonoma, ho bisogno di evitare il più possibile.
  • Non mi va di tartassare l'altra tetta sana (già che per ora s'è salvata) che si è mostrata terrorizzata rispetto all'ipotesi e per niente entusiasta di sorbirsi lo scollamento del muscolo pettorale e l'introduzione di una protesi al silicone solo per renderla uguale all'altra. "Io sono io", mi ha detto, "se l'altra ha avuto delle disavventure, non possiamo semplicemente essere diverse?". Non fa una piega, direi....
  • Non mi va di averci qualcosa di estraneo nel corpo o di siringarlo con grasso preso da altre parti (e stressare così anche le mie povere cosce) e magari dover ripetere questa procedura anche più volte. 
  • Io amo la bellezza femminile ma ho i miei standard. Dai un'occhiata a questo video fantastico che in 37 secondi scardina gli stereotipi della bellezza femminile in pubblicità.
  • Fondamentalmente io sto bene con me stessa a prescindere dalle mie tette e quindi posso permettermi di fare la scelta che mi comporta il minor numero di contatti con il SS.
Sezione dei rimpianti (dedicata ai medici)
Avrei gradito sapere tutte le cose che so adesso sulla ricostruzione quando mi hanno operato la prima volta.
Avrei desiderato che mi fosse data la possibilità di scegliere se posizionare o meno l'espansore che mi sono ritrovata sotto il pettorale al risveglio.
Avrei voluto risparmiarmi interventi chirurgici in più con anestesie, drenaggi, antibiotici e rotture di scatole annesse che invece dovrò fare se decido di fare la "spianatina".

13 commenti:

  1. Anch'io ho fatto la stessa scelta e non me ne sono pentita!!!!

    RispondiElimina
  2. Ogni volta che ho fatto una scelta autonoma è stata una scelta che mi ha fatto sentire autentica...ultimamente ho potuto osservare lo stupore degli altri guardando il mio nuovo aspetto. Stupore che sembrava dire "ma allora è possibile scegliere...un'altra visione è possibile, esiste. C'è chi percorre altre strade..."
    Ho solo scelto a 45 anni di non colorare più i capelli ormai "sale e pepe" con colori e toni che non mi appartengono.
    Un caro saluto a tutte,
    Chiara

    RispondiElimina
  3. io nella mia pur modesta esperienza di donne due tette precisamente eguali non mi pare di averle viste!! equindi credo che te,diretta imteressata, possa sentirti libera!,certamente è facile per me parlare,visto che non le ho mai avute,le tette, ne piccole,ne grandi! visto che sono uomo! spero di non essere inopportuno,ho inviato gli inviti a firmare e secondo le mie possibilità farò di meglio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi hai fatto sbellicare dal ridere, grazie.... i commenti degli uomini mi fanno particolarmente piacere visto che tutti e tutte intorno non fanno altro che dirmi "ma come, ma poi come fai con gli uomini?"

      Elimina
  4. Ciao anche io nel 2008 mastectomia al seno destro operata in Uk (che fortuna visto che in Italia erano certi fosse una ciste) carcinoma lobulare invasive di grado2 e bastata una biopsia prima dell'intervento per stabilire senza errore la diagnosi.......
    Detto cio non e mai stata fatta da parte dei medici o personale paramedico nessuna forma di pressione affinche optassi per la ricostruzione .
    Mi sono accettata da subito monotetta, mi piaccio lo stesso e mio marito ha sempre condiviso le mie decisioni,vivo benissimo con la mia protesi pur avendo una 4 abbondante
    Un abbraccio da una amazzone combattente
    Rosy

    RispondiElimina
  5. Daniela, sei fantastica.... Sei riuscita ad affrontare un tema delicato e molto personale con semplicità, con parole che arrivano direttamente a cuore e mente.... Spero che questo tuo post possa aiutare le persone che si trovano nella tua (in parte nostra) situazione. :*

    RispondiElimina
  6. Ciao, negli ultimi 19 anni ho subito ben 3 quadrantectomie allo stesso seno (lì' ultima 6 mesi fa), ma mi sono sempre rifiutata di fare la ricostruzione, anche se la mia tetta solitaria non e' cosi' piccola e carina come la tua.
    Condivido pienamente le tue motivazioni , solo dopo l' ultimo intervento ho cercato di provare con una protesi esterna, ma la cosa mi ha avvilito e creato problemi mai riscontrati, percio' ho deciso di non usare piu' nemmeno quella. Un abbraccio.

    RispondiElimina
  7. "come fai con gli uomini"...a parte l'estrema superficialità di chi ti dice questo, io da uomo ti dico che mi interessa ciò che una donna mi comunica e come me lo comunica. Ed è questo, cioè il fascino, ciò che mi colpisce veramente e definitivamente. Ed è per questo che alla domanda "cosa guardi per primo in un donna" rispondo "tutto l'insieme".
    E poi consiglierei a quelle persone di leggere il libro "il cigno nero", in cui si spiega che possiamo fare tutti i calcoli che vogliamo, ma ci sono eventi dal punto di vista statistico talmente imprevedibili, rari (come i cigni neri) e dirompenti verso i quali non c'è quasi nulla da fare. Dico quasi perché la differenza la fa il COME noi affrontiamo questi "cigni neri". A te ne è capitato uno molto nero; e stai reagendo alla STRAGRANDE!!! Quindi non posso che dirti "STANDING OVATION!!!".

    RispondiElimina
  8. esattamente lo stesso! mi hanno rimproverato, si sono scandalizzati, erano a disagio, mi hanno corso dietro letteralmente: "signora ma come sarebbe che non vuole fare la ricostruzione...." E sono a disagio, loro, tutte le volte quando ti spogli per i controlli e vedono la mutilazione, ecco perché vogliono ricostruirti, chi sa, forse perché è un mondo tutto al maschile....
    Sono contenta di averti letto!
    La vita mi ha riservato quest'esperienza esplosiva. E non basta un pezzo di silicone a cancellarla. C'è. Elaborata alla mia maniera, e me la tengo, ruvida e cruda com'è. Fa parte di me. Si arrangiassero.

    RispondiElimina
  9. a maggio ho fatto una mastectomia e a luglio la protesi perché dovevo fare al più presto la radioterapia, . non sto bene, mi da fastidio la protesi , ho dolore, e non mi vedo fisicamente. non riesco ad accettarmi. .voglio aspettare ancora qualche mese, e poi decido se togliere o no.

    RispondiElimina
  10. Mi trovo nella stessa situazione anche io.
    E mi chiedo...per CHI vuoi fare la chirurgia estetica?
    Nel 2014 ho avuto una Quadrantectomia importante a sin. Dopo le radioterapie nn ho avuto più pace.,dolore...e quindi niente reggiseno.
    A destra il seno nn operato, è calato...e quindi vorrebbero farmi una mastopessi. Perché tagliare un seno sano?
    Per estetica.
    Io adesso credo di aver deciso.
    Di nn parlarne a nessuno

    RispondiElimina