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lunedì 10 febbraio 2014

Lavoratrici autonome e tumore: la storia di Renata Cabra

Io e mio marito lavoriamo insieme, abbiamo un’autofficina, con un solo dipendente che è nostro figlio. Purtroppo la situazione stà diventando gravissima perchè io ho avuto un cancro al seno nel 2006 infiltrante maligno con due linfonodi compromessi quindi l'intervento è stato davvero pesante. Cinque anni di terapie, radioterapia e vari problemi che mi porto dietro ma fortunatamente sono qui e con mille difficoltà vado avanti. L'assistenza è davvero scarsa infatti la maggior parte delle visite le ho purtroppo sempre pagate proprio perchè per averle ci voleva troppo tempo e io avevo bisogno di risposte, quando viene un cancro psicologicamente si è dubbiosi, si ha paura, non si dorme.
Per fare le iniezioni di decapetyl per la terapia antiormonale i primi mesi le pagavo poi per evitare di pagare 10 euro ogni volta ho imparato a farmele da sola, così per 5 anni. Durante la terapia ho avuto un ispessimento dell'utero e ho fatto una resezione. Le pastiglie di tamoxifene mi hanno portato anche problemi alle ossa, infatti un ginocchio ha ceduto al terzo anno di terapia ed anche li, altro intervento. Dopo due anni dalla mia malattia purtroppo anche mio marito è stato operato di cancro alla vescica ha fatto chemioterapia, resezioni, senza contare la febbre altissima durante i cicli. La nostra attività ha avuto un crollo. Cercando almeno di avere i soldi per mangiare e per curarci, ci siamo venduti di tutto. Noi non abbiamo assicurazioni perchè non ce le possiamo permettere, abbiamo mutui per l'attività e per la casa e il lavoro quando non si stà bene si ferma, eppure abbiamo tenuto duro, ma adesso? Abbiamo chiesto aiuto alla banca perchè siamo costretti a fare altri debiti, per continuare, ora io devo essere operata di nuovo il 20 febbraio, stavolta mi tolgono la colicisti e poi saprò il verdetto una volta analizzato l'organo, perchè prima si pensava fossero calcoli ed invece c'è una macchia scura e nonostante risonanza ecoaddome e lastre non capiscono bene e sono davvero preoccupata. Altri giorni lontana dal lavoro. Quest'anno compio 50 anni, alla pensione me ne mancano ancora tanti ma ho sempre pagato regolarmente i contributi dal 1995, e prima come dipendente. Mio marito anche lui ha sempre pagato tutto, non capisco perchè siamo abbandonati, nessun aiuto per chi è in queste condizioni solo debiti per continuare a vivere, ma fino a che punto possiamo continuare? Io non sapevo che si poteva chiedere un indennità ma non so come muovermi, io l'ammiro per quello che stà facendo e la ringrazio per ciò che scrive, vorrei solo sapere in quale direzione mi devo muovere. Sono disperata, me ne sono stata in silenzio lasciandomi trasportare da mille difficoltà rinunciando a tutto, se ci si assenta dal lavoro i clienti vanno da un altra parte e si finisce nella disperazione, non so come fare.  Anche io non ho pagato gli ultimi contributi, non ce la faccio proprio, sono sempre stata precisa nei pagamenti e adesso? Ho solo paura, di non farcela. Poverino mio marito lavora dalla mattina alla sera nonostante i suoi guai. Si cerca di tener duro ma senza un aiuto da parte dello stato ... siamo destinati al fallimento.
Nessuno poteva immaginare che il cancro fermasse il nostro cammino ci siamo ritrovati entrambi a lottare con questa brutta malattia, giorno per giorno. Assentarci dal lavoro significa chiudere, tutti i nostri sogni di finire almeno i mutui se ne stanno andando in frantumi. Ogni giorno che si perde per visite ed esami sono giorni persi di lavoro, nessuno ci tutela, siamo disperati. Ieri un fornitore ci ha detto che ci ferma gli ordini se non paghiamo. Senza materiale non si lavora, che destino ci aspetta? Non tutti sanno ciò che viviamo perché la dignità quella non si tocca, ma se raccontando si può essere d'aiuto ad altri, lo facciamo volentieri.

Renata Cabra (Milano)
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