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domenica 9 febbraio 2014

Lavoratori autonomi ammalati, non abbiate paura della disobbedienza fiscale!

Ricevo mail da molti lavoratori autonomi ammalati (tantissime donne con tumore al seno) che mi raccontano di essere schiacciati dalle rate e dalle more di Equitalia ed Inps e quindi di dover scegliere se pagare le bollette, comprarsi del cibo di qualità per potenziare il proprio sistema immunitario o fare i bravi cittadini onesti. Ma stiamo scherzando vero? Che un paziente oncologico debba porsi di queste questioni è anticostituzionale. Un'ex imprenditrice esasperata si sfoga in un post interessantissimo e recente (11 gennaio 2014) intitolato "Non abbiate paura dello sciopero fiscale". Vi ripropongo alcuni passi, adattati alla nostra situazione di professionisti ammalati gravemente, perchè sono fantastici e arricchiscono di riflessioni la mia disobbedienza fiscale e....anche la vostra?


Questo articolo non vuole essere un’incitazione all’evasione fiscale, ma intende dare delle risposte concrete rispetto alla situazione difficile che vive un lavoratore autonomo che si ammala.
Se non si pagano le tasse, lo Stato non avrà più soldi da sperperare, e dovrà finalmente capire che o le abbassa o le entrate diminuiranno ancora.
Si, perchè mentre se non si paga una bolletta ci mettono un mese a tagliarti i fili, la macchina dello Stato prima che si muova per trovare che tu non hai pagato, ci mette minimo due anni, a parte l’Inps che è un po’ più veloce ma di poco.
Poi ti manda un cosiddetto avviso bonario, dove ti invita gentilmente a pagare, dandoti la possibilità di farlo a rate pagando solo il 2% di interessi senza sanzioni. E lo possiamo calcolare noi, basta andare sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Per la richiesta di rateizzazione Inps bisogna recarsi agli sportelli oppure direttamente sul loro sito, ma non esiste un programma che consenta di calcolarle direttamente, e comunque l’Inps è molto propensa alle rateizzazioni, anche lunghe, per potersi garantire il recupero di quanto dovuto.
Per gli avvisi bonari dell’Agenzia delle Entrate invece, è diverso. Non si tratta di una cartella esattoriale, lo diventerà se non si paga nel giro di un anno e mezzo. E siamo già a 3 anni e mezzo. Ogni cartella esattoriale si può rateizzare per 120 rate, e non solo, dopo lo scandalo dei finti funzionari Equitalia, se non è firmata da un vero funzionario è nullo, e quindi si annulla anche il debito.
Andiamo sul sito dell’Agenzia delle Entrate: la stessa ha previsto un’applicazione che consente addirittura di stampare non solo il piano di ammortamento ma anche gli f24 per poter pagare. Si aprirà una schermata che dovrete compilare con i Vostri dati, tenete a portata di mano il Vostro avviso bonario. Dove vi chiedono “tipo di comunicazione” è scritto nell’ultimissima riga in fondo alla pagina, in questo caso trattasi di protocollo telematico. Il codice atto invece è scritto all’inizio della pagina, ricopiate tutti i numeri. L’anno di imposta è scritto nella lettera. Anche l’importo da rateizzare è scritto nella lettera. La data di elaborazione della comunicazione è scritta in fondo alla lettera, la data di ricevimento da inserire è quella in cui avete ritirato la raccomandata e firmato la ricevuta di ritorno.
Ora cliccate calcola, vi si apre una pagina come questa, in cui potete scegliere il nr. di rate che sono trimestrali con interessi minimi e stampare l’f24 relativo ed il piano di ammortamento.
Ma c’è di più. Una volta bastava non pagare una rata per decadere dal beneficio della rateizzazione e quindi passare tutto ad Equitalia. Ora invece, con le nuove normative fiscali, si possono saltare due rate, e regolarizzarne almeno una prima della scadenza della terza. Non vediamo il fisco come un nemico, perchè abbiamo tutti gli strumenti ormai per farcelo “amico”.
Pertanto, di cosa avete paura? Che vi portino via la casa? Non possono più. Ma pensate tre anni e mezzo senza pagare nulla, cosa può significare per lo Stato? 
Basterebbe un mese, niente iva, niente irpef, niente mini-rata imu, niente di niente, professionisti che non versano più nulla. Cadrebbe immediatamente il sistema centrale, e i nostri politici dovrebbero correre immediatamente ai ripari. Certo, occorre anche la collaborazione dei dipendenti pubblici che non agiranno più per riscuotere alcuna tassa o tributo dai cittadini: gli atti pubblici saranno fatti gratuitamente, gli agenti di polizia non dovranno più fare contravvenzioni, gli ospedali non dovranno richiedere ticket, i controllori dei mezzi pubblici richiedere biglietti, i casellanti i pedaggi ecc. Ma non è fondamentale, se si comincia possiamo farcela anche senza loro, ma che sappiano che è anche nel loro interesse. Perchè la pacchia sta per finire per tutti.
Certo, inizierebbero le minacce di chissà che ripercussione, ma ricordatevi, questa è la legge italiana e nessuno vi può toccare, salvo che siate evasori, cioè non dichiaranti, e non è questo il caso.
Ricordiamo l’art.53 della Costituzione “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”
L’unico fondamentale aspetto è l’unione. Dobbiamo farlo tutti. Senza paura, altrimenti diventiamo l’elefante che teme il topolino.
Facciamo la nostra rivoluzione, pacifica, otterremo enormi risultati. Ricordate cosa fece Gandhi in India?
La parte sostanziale è il principio di “Non Collaborazione” di “Disobbedienza Civile” e di “Sciopero Fiscale”. Questi tre fattori sono poco pubblicizzati. Per un semplice motivo: perchè funzionano perfettamente per abbattere qualunque governo.
Lo stesso Gandhi disse: «Rifiutarsi di pagare le tasse è uno dei metodi più rapidi per sconfiggere un governo.» Ed infatti Gandhi riuscì nel suo intento.

2 commenti:

  1. grazieeeee!!!!.... pure le associazioni di categoria e i patronati scoraggiano.... quasi ti consigliano di chiudere!!....

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  2. io ho 4 dipendenti, ognuno di noi però ha una mansione diversa, quindi non potevo mancare e in più avevo la responsabilità di non far mancare stipendio a loro. Come se non bastasse, dopo 4 anni e mezzo mi è tornato all'altro seno e ho ricominciato tutto da capo. Con due figli ancora piccoli, mi ha rovinato la vita. Non ho mai preso un euro se non l'esenzione ticket.

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