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giovedì 23 gennaio 2014

La ricostruzione delle tette bioniche: non si può dire sia una passeggiata ma prendiamola a ridere va.....

Anche questa è fatta. Andata anche la visita con il chirurgo di oncologica ricostruttiva. Nei giorni precedenti mi era montata un pò d'ansia perchè con il primo intervento ti crogioli nello shock dell'inconsapevolezza di ciò che t'aspetta, dal secondo in poi cominci a capire come funziona e ti agiti di più perchè sai già benissimo che la tendenza innata dei medici è farla facile, tanto le tette, la vita ed il lavoro mica se le sconvolgono loro....D'altronte che cos'altro possono fare, l'alternativa sarebbe preallarmare le donne dicendo esattamente tutto quello che c'è da dire (mooooolto più di quanto fanno) trovandosi poi a gestire orde di femmine isteriche. Comunque ecco quello che mi succederà e che succede a moltissime donne tanto per far capire che il viaggio continua eccome e da lavoratrice autonoma continua la lotta per la sopravvivenza come paziente oncologica.......ma anche per sorridere un pò e per non trasformare il dramma in una tragedia.
Cominciamo con il dire che stiam parlando di oncoplastica e non di chirurgia estetica vera e propria in quanto le tette noi ce le dobbiamo ricostruire perchè sono state attaccate da un tumore mica perchè c'abbiam le fregole in testa. Con tutto il rispetto per le rifatte e con l'esigenza di migliorare se stesse ed il proprio modo di sentirsi/vedersi, dopo aver iniziato il mio viaggio esperienziale, la chirurgia estetica mi lascia ancora più perplessa del passato. Penso che se una qualunque di queste donne avesse il modo di simulare cosa vuol dire avere un tumore al seno e cosa comporta, improvvisamente inizierebbe ad amare di più se stessa e le proprie tette. Ma questo è un altro post....
Quando mi hanno operato la prima volta mi hanno tolto tutta la ghiandola mammaria sx (mastectomia) lasciandomi la pelle ed il capezzolo (che sono ancora DOC!!). Ovviamente per non far ciottolare la puppa, l'hanno trasformata in una fantastica tetta bionica rigida sollevandomi il muscolo pettorale (mentre pregava piangendo "no, no, lasciatemi dove stò, non voglio migrare") ed infilandoci sotto una protesi provvisoria o espansore tissutale, una specie di “palloncino” progressivamente riempito con soluzione fisiologica. All'inizio faceva un male cane così tondo, largo e schiacciato. Dopo il primo gonfiaggio ho cominciato a stare un pò meglio, al secondo gonfiaggio ho detto "per favore basta che io c'ho una prima, mi state trasformando la tetta sinistra in una mongolfiera e tra un pò scoppia mentre quell'altra a destra agganghisce depressa".
In effetti la situazione attuale non è propriamente il massimo. L'espansore è fastidioso, le tette bizzarre, asimmetriche e un pò strabiche. Ecco perchè, in genere, dopo 7/12 mesi passi alla fase B: la ricostruzione.
Certo, tutto questo non è obbligatorio. Si potrebbe pure fare come il mitico personaggio di "Alice nel mondo reale" che la tetta se la fà levare tutta e sulla cicatrice piatta ci si fa tatuare una bella salamandra. E' un coraggio che non credo di avere ma, se ve la devo dire tutta, c'ho pensato e si penso tutt'ora non poco. Perchè bisognerebbe un pò capire quanto avere le tette come barbie è una necessità ancestrale e imprescindibile e quanto, invece, è un costrutto anche sociale e culturale, quanto le proprie tette sono per se stesse e quanto per altri che le devono toccare o anche solo guardare. Ma anche questo è un altro post......

Ecco cosa mi succederà, sempre che non cambi idea, perchè tutto quello che vi racconterò potrebbe pure farmi passare la voglia anche se mi promettono delle tette da Angelina Jolie.
Ho cercato di distinguere le considerazioni ed i commenti più personali (in corsivo) dalle informazioni attinte dalle fonti mediche ufficiali (IEO e Aimac).

Ti riaprono la tetta malatina
E vai... Riaprono la tetta mastectomizzata togliendo il vecchio espansore ed introducendo una nuova protesi definitiva di silicone (altro che Afrodite K, una tetta così bionica nemmeno lei ce l'aveva). Vi sono possibili effetti indesiderati ogni volta che un materiale estraneo viene impiantato nel corpo; quello che viene definito “rigetto della protesi” non è altro che un ispessimento della capsula periprotesica, cioè della cicatrice che in ogni caso si forma intorno alla protesi. Questa capsula può rimanere soffice con una forma della mammella molto naturale, ma può anche ispessirsi provocando conseguentemente una contrattura della capsula, che rende la mammella dura e rigida (eh che cavolo!). Questo ispessimento tende a restringere la base della protesi determinando una forma un pò troppo rotonda ed a volte troppo alta (lo so, lo so, sono 5 mesi che ci vivo così....). La contrattura capsulare può comparire nel 40% delle pazienti sottoposte a ricostruzione mammaria (andiamo bene), ma solamente nel 10-15% dei casi tale contrattura è severa e richiede una correzione chirurgica (incrociamo le dita che mi potrebbe pure andare bene alla prossima).

....e pure quella sana
Alla destra toccherà la mastosplastica additiva. Te la aprono (anche se lei grida "No, no, io sono sanissima e il tumore non ce l'ho, così dallo stress me lo fate venire!"), ti lasciano la ghiandola mammaria, ti sfrugugliano tutta ben benino per alzarti il muscolo pettorale ed infilarci dentro una protesi simile a quella che sarà nel sx. Questo perchè altrimenti ti rimangono le tette strabiche e asimettriche a vita (ma non è sicuro al 100% che non sia così comunque)
 
Mi faranno il Lipofilling
Si dà il caso che essendo magra (1,61 di altezza per 50 kg di peso, guarda te che personalino e poi dicono che i tumori fanno male) la pelle del mio seno non abbia sotto la ciccetta che hanno le rotondette e quindi dopo la mastectomia sotto la pelle c'è direttamente il muscolo. Insomma per farla breve, quando mi leveranno l'espansore ed introdurranno la protesi di sicilone definitiva, questa si vedrà moltissimo e l'effetto sarebbe una vera schifezza. Ma niente paura, in sala operatoria ci saranno gli effetti speciali e mi beccherò niente popò di meno che il lipofilling. Lipofilling.... detto così sembra che faccia proprio figo. Si tratta di una tecnica che permette di colmare i difetti di piccole e medie dimensioni dei tessuti molli secondari a quadrantectomia o a mastectomia e consiste nel prelievo di tessuto adiposo da diverse aree corporee come addome, glutei, cosce (a me toccherà alla parte esterna delle cosce), la sua centrifugazione (uhau... adoro i succhi!!) e l’iniezione/innesto a livello dei difetti da colmare (difetti un corno, mica mi sto rifacendo le tette come una Vip, io c'ho avuto un tumore e le tette che c'avevo prima mi stavano benissimo). Lo scopo di questo trattamento è migliorare l’aspetto estetico della mammella operata. Tu pensa, io che sono una che al solo sentir parlare di robe come liposuzione, si sbracava dal ridere, mi ritroverò siringata di brutto. È una metodica chirurgica relativamente semplice, e se la quantità di tessuto adiposo necessario non è eccessiva è eseguibile in anestesia locale, in regime di Day Hospital  (tanto a me tocca l'interventone con la totale comunque....) e non vi sono cicatrici sia a livello della regione donatrice che della regione ricevente (meno male mi bastano quelle che c'ho già). Una potenziale complicanza è rappresentata dall’eventuale comparsa nell’immediato periodo postoperatorio di infiammazione locale trattabile con farmaci antinfiammatori e/o terapia antibiotica (mi tocco e preparo il probiotico quello buono che l'asl non passa per arginare gli effetti collaterali). Le infezioni sono rare (e meno male...) La percentuale di successo della metodica è variabile in quanto dipende dal riassorbimento del tessuto adiposo nel corso del tempo. Tale riassorbimento generalmente non supera il 40% della quota iniettata nella regione mammaria. Poiché il tessuto grasso impiantato non sempre attecchisce integralmente, si tende a iniettarne più del necessario (vuol dire che ti pompano come un rospetto e ti sgonfi lentamente dopo, che goduria....). Inoltre, secondo l’ampiezza e il tipo di difetto da correggere (e ridaglie co 'sti difetti), potrebbero essere necessari più interventi correttivi (ecco, bello questo, di nuovo in sala operatoria che ti siringano per le aggiustatine). Altre complicanze possibili? Compromissione della circolazione linfatica della zona operata con un lieve gonfiore che, in genere, si risolve spontaneamente o con massaggi nel giro di 2 mesi (no problem io non c'ho da fare un tubo, mica lavoro, no no, mi diverto e vivo di rendita). Nel periodo postoperatorio può presentarsi un certo grado di riassorbimento del tessuto adiposo trapiantato con conseguenti asimmetrie di superficie o di volume che si potranno correggere quando le condizioni locali saranno stabilizzate (ah, di nuovo sotto i ferri, ma mi fate la tessera con abbonamento? Alla fine vinco qualche cosa?). Le pazienti sottoposte a lipofilling seguiranno il follow-up con ecografia ogni 6 mesi, visita con il chirurgo plastico e mammografia ogni anno. Si tratta di una tecnica relativamente nuova nella mammella per cui sono necessari stretti controlli (che culo, e vai con la sperimentazione!)

E dopo l'intervento?
Nell’immediato post operatorio nella zona operata si può avvertire una sensazione di dolore o bruciore e tensione dei muscoli interessati dall’intervento. La sensibilità cutanea può essere alterata per la ricostruzione soprattutto a livello della ferita o delle ferite. Se è stata utilizzata una protesi (sarà proprio il caso mio ed in tutte e due le tette), è un corpo estraneo per il nostro organismo; i tessuti devono abituarsi alla sua presenza (veramente m'ero dovuta già abituare alla presenza del tumore, mi sembrava d'avere già dato....). La protesi viene posizionata dietro un muscolo che normalmente è piatto sul torace (che goduria, eh...ti scollano il muscolo, te lo sollevano, che lui resterebbe tanto volentieri d'ovè, e poi ti ci infilano sotto della roba, non vedo l'ora). È una situazione anatomica diversa che richiede del tempo per l’adattamento e la distensione muscolare che può variare da 3 a 4 mesi circa (tranquilli, non c'è mica nessun problema, lo Stato e l'Inps coccolano di brutte le povere libere professioniste che devono affrontare tutto questo, sono serenissima, non mi comporterà alcuna difficoltà lavorativa, anzi guardate quasi quasi lo consiglio proprio a tutte). Normalmente nell’arco di 3-4 mesi queste sensazioni andranno attenuandosi (così poco??? E che vuoi che siano 3/4 mesi per una lavoratrice autonoma!!).
Alla dimissione si possono avere ancora uno o più drenaggi (a me toccheranno due, uno per tetta, sembrerò un albero di natale, peccato che capiterà d'estate!) che hanno lo scopo di aspirare il siero che normalmente si forma in sede di intervento. Tali presidi vengono rimossi dopo circa 5-10 giorni dall’intervento (al primo intervento me li sono puppati per 2 settimane). Un infermiere alla dimissione educherà la paziente (tranquilli, un c'è bisogno, sono diventata un'esperta) e/o i suoi familiari (mi vien da ridere, io sola sono ed il mio gatto è impressionabile, il sangue gli fa effetto, non credo che partecipaerà alla cosa) alla gestione domiciliare del presidio. Dopo la rimozione dei drenaggi si potrà formare una raccolta di siero che prima veniva convogliata all’esterno dal drenaggio stesso; questo può essere rimosso tramite una aspirazione eseguita con una siringa durante una medicazione (e speriamo proprio di no, questa me la risparmierei che è dolorosetta). Alla dimissione un chirurgo controllerà la ferita e indicherà la data della medicazione successiva; in relazione al tipo di intervento e alla quantità del siero drenato verranno di volta in volta indicate le date successive. Durante un periodo post operatorio normale, complessivamente ne potrebbero servire da un minimo di 3 ad un massimo di 7-8 (sì, sì, lo sò, già dato, media di attesa in ambulatorio di chirurgia senologica dalle 2 alle 3 ore a medicazione con zainetto dietro contenente acqua e frutta perchè d'estate con la pressione bassa che ho le prime volte che non lo sapevo mi ci veniva da svenire...).Una volta a casa si possono riprendere le normali attività con alcuni accorgimenti. Se c’è stata ricostruzione con protesi, cautela dovrà essere posta nei movimenti che prevedono l’uso dei muscoli pettorali.  Movimenti bruschi e traumi nella zona operata vanno prevenuti ed evitati. Non esistono controindicazioni particolari alla guida, tuttavia è consigliabile non guidare per circa 3-4 settimane dal giorno dell’intervento chirurgico poiché manovre o posizioni associate alla guida e la cintura di sicurezza che attraversa il torace possono causare dolore con conseguente riduzione della sicurezza personale (bene bene, massima autonomia personale e lavorativa).
Per quanto riguarda la ripresa del lavoro, è bene tenere presente che un intervento chirurgico, di qualunque tipo e per qualunque indicazione lo si effettui, è sempre un evento stressante per l’organismo (ma và, non me n'ero accorta), che quindi ha bisogno di tempo per ristabilirsi. La durata della convalescenza si decide con il medico ed è in relazione alle condizioni generali (va bene qua entra in gioco anche un minimo di fattore C).

Ma la cosa peggiore che mi può succedere?
Siccome la fuga dai problemi e l'evitamento della paura non ha mai fatto troppo parte della mia vita, anche in questa occasione mi sono lanciata ed alla fine della visita ho chiesto al medico di essere franco e dirmi  esattamente quali potevano essere, nel mio caso, le complicazioni più plausibili in modo che io potessi fare i miei ragionamenti, prendere le mie decisioni e le relative contromisure strategiche in caso di impossibilità temporanea di guadagnarmi il pane. Lui s'è tenuto piuttosto tirato ed ha azzardato 2 ipotesi:
a) Data la mia magrezza e la pelle così fina senza grasso, la nuova protesi spingendo potrebbe danneggiare la tetta lacerandone la pelle e affacciandosi all'esterno. Andiamo bene, bene davvero, ipotesi fantastica, dover tornare di corsa a farsi rattoppare. No la tetta bionica rattoppata, no, vi prego.......
b) Date le mie precedenti complicationi postchirurgiche all'intera complesso articolare della spalla, anche questo potrebbe interferire nel decorso e nella percezione del risultato finale. Mi sono fatta promettere che durante l'operazione che durerà circa 2 ore e mezza, le mie braccine saranno posizionate senza sollecitazioni, invece che stirarle come cosce di pollo, saranno tenute il più possibile vicino ai fianchi. Speriamo bene, io sarò lì che ronfo e quel che succederà non lo saprò finchè non sarà troppo tardi.

I risultati finali
In linguaggio medicalese. Prima di prendere qualunque decisione in merito alla ricostruzione, è indispensabile valutare tutti i diversi aspetti al fine di avere delle aspettative realistiche e di essere più soddisfatta del risultato. La mammella ricostruita infatti potrebbe non essere morbida come si sarebbe voluto o apparire meno naturale e non perfettamente simmetrica. È bene tenere infine presente che, come qualunque intervento, anche la ricostruzione comporta dei rischi. Tra l'altro ci vogliono molti mesi per vedere l'effetto finale. È importante parlare con il chirurgo o con il medico di fiducia per ottenere quante più informazioni possibile per partecipare consapevolmente alla scelta della tecnica più idonea e soprattutto per essere preparata al risultato della procedura.
Traduzione mia: tranquilla, non ti creare grosse aspettative, predisponiti a patire senza una reale assicurazione sui risultati, se l'effetto non è proprio il massimo e forse ti conveniva stare come prima, non lo dire nemmeno perchè sennò ci fai pure la figura della cogliona. Mal che vada troverò lavoro in un circo, prima di far esibire degli animali, sarà più dignitoso assoldare me e le mie tette bioniche.


Preoccupazioni?
Beh, fate voi....sono una lavoratrice autonoma e non mi posso permettere solo di preoccuparmi per la mia estetica e gli aspetti medici perchè tutto poi và ad influire sul lavoro, sulla possibilità di mangiare e continuare a sopravvivere. Quando ho accennato al medico le mie preoccuazioni per gli impatti sull'attività professionale, sgranando gli occhi, mi ha risposto "Ma, che lavoro fa scusi?". Magari stava sospettando che facessi la spogliarellista.....Quando gli ho detto poi che ero lavoratrice autonoma, mi ha riproposto, come tutti gli operatori sanitari che ho incontrato da 7 mesi a questa parte, un volto attonito come di chi sta parlando con un marziano e non capisce dove sta il problema. Io sì, lo capisco eccome invece.
C'è poi da posizionare assoltamente tutto l'ambaradan in un periodo strategico in modo che preospedalizzazione, operazione, degenza e decorso post operatorio (con possibili complicazioni) avvengano in estate perchè una lavoratrice autonoma può star male sono in quella stagione o sotto le feste, quando è più sicuro che non gli salteranno giornate di lavoro preziose.
Sono terrorizzata che l'operazione ed il posizionamento delle braccia mi riattivi le complicanze del primo intervento. Comincerò così ad accendere già da ora i ceri ed a coinvolgere il mio amico Don Maurizio, che pur non essendo io credente, è una persona splendida e qualche preghierina me là dedicherà di sicuro. Tutto questo nella speranza che vada tutto al meglio e che non debba ripassare il travaglio del primo intervento con il dolore e la riabilitazione lughissima che tutt'ora è in corso.
La mia femminilità? Quella è la meno. Per fortuna non mi identifico nelle mie tette e ritengo che i motivi per essere amata e stimata dalle persone (conosciute o nuove) siano anche altri. Del resto non sono mai stata una donna sul cui decolletè atteravano così tanti sguardi prima dell'operazione. Con la mia prima discreta, passavo abbastanza inosservata. Peccato però perchè mi c'ero affezionata alle mie tettine piccine, proporzionate, ben disegnate e soprattutto mie. Ciccia, mi divertirò a sperimentare quelle bioniche, magari mi daranno anche loro una bella soddisfazione.

Il lato positivo?
Beh, due tette da ventenne che non s'afflosceranno mai nemmeno per la tristezza infinita di sentirsi dire magari un giorno da qualcuno "ma che, ti sei rifatta le tette?!".

Per chi non c'ha capito nullo ecco un bel video esemplificativo

12 commenti:

  1. ti faccio solo una piccola rettifica tecnica: l'intervento che hai fatto tu si chiama adenectomia sottocutanea, tanto per distinguerla dalla mastectomia vera e propria dove si tolgono anche la pelle ed i capezzoli.

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  2. Pensa te...., nei fogli ufficiali dell'ospedale risulta Mastectomia NEC Sparing, ma adenectomia fa meno impressione e fa più "mistero"

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  3. Anche io ho pelle e capezzoli miei, e me l'hanno sempre definita "mastectomia nipple sparing" . Io niente espansore e subito protesi, voilà.

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    1. Ciao a tutte, anche io ho fatto la nipple sparing , ho fatto l'intervento il 09 luglio , al controllo mi hanno detto che va tutto bene ma spesso sento la protesi durissima e come se fosse un sasso attaccato li , scollegato da tutto e anche sul lato dove si appoggia il braccio e' un po' rigido, secondo voi puo' essere normale? Con il tempo si ammorbidisce e si integra di piu' ? Vi hanno consigliato massaggi o esercizi per prevenire l'incapsulamento o per migliorare la mobilita' o per la cicatrice? Grazie per qualsiasi consìglio, una volta a casa mi vengono mille dubbi .......Monica

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    2. Si è poi ammorbito col tempo?Io ho appena fatto l'intervento ,circa un mese e lo sento duro e dolente,ho paura di una contrattura

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  4. Mi hai fatto morire dal ridere. Anche io ho appena subito mastectomia ed espansore. Mi hai tirato su il morale.
    Fede

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  5. La cosa più brutta è che si vede la contrazione del muscolo pettorale ):
    Anche per voi è cosi?

    Grazie a chi mi vorrarà rispondere e buona vita a tutte

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  6. Fantastica! �� l'unica é davvero prenderla in ridere, ricordando ogni istante il sollievo di non avere piu il carcinoma. La tetta bionica si può sopportare, vista l'alternativa scampata... �� certo che se fosse piu comoda! Anche io mastectomia nipple sparing, spostamento dei miei poveri pettorali (dopo 15 giorni inizia ad essere meno rigido e piu sensibile) e inserimento espansore (un po una schifezza... Rigido, che ribalza sulle costole, speriamo che quando sarà piu pieno sembrerà meno plasticoso) e gia tre volte drenata con bisturino e cannula.... Diciamo che non é proprio un ritorno alla normalità. Sono comunque fiduciosa che il disagio finirà - mi preoccupa di più la cura ormonale, stasera inizio... Ciao a tutte. Ora vado a curiosare nel resto del tuo blog come é andaata avanti la storia. Grazie davvero per quello che hai scritto ��

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  7. buonasera a tutte!! Volevo innanzitutto ringraziare x questo blog.. Io sono stata operata ad agosto di quest'anno ed ancora nn credo di riuscire ad abituarmi alla mia tetta bionica.. nn riesco proprio a sentirla mia.. alla vista è perfetta nn fosse x la cicatrice nn si direbbe che la sx è rifatta ma poi al tatto.....
    Incomincio a chiedermi quando si attenuerà questa sensazione..

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  8. Posso rispondere alle due Anonimo del 28 ottobre e del 24 novembre, anche la mia mia esperienza è davvero poca? E' vero che si vede e si sente il movimento del pettorale: è quasi divertente il fatto che ogni volta che lo uso mi fa da push - up istantaneo... Io mi sono consolata così: se pensi che anche i glutei sono muscoli, eppure sono soffici e rotondeggianti, allora c'è qualche speranza anche per le nostre povere nuove tette plasticose... Seconda risposta: beata te che alla vista le hai già uguali. io sono stata operata il 19 ottobre, ho l'espansore, me lo stanno riempiendo poco a poco... ma di aspetto è un po' una schifezza, vedere seno nuovo e seno naturale affiancati: meno male che non ho mai usato il topless, per timidezza, perchè adesso penso proprio che senza reggiseno mi vedrà solo il mio santo marito (e migliaia di medici e infermieri, come negli ultimi tre mesi...)! E sì, è vero, la sensazione al tatto è veramente strana. Se ho capito bene, l'espansore è più rigido di una protesi definitiva... Io pensavo di tenermi l'espansore a vita (o almeno fino a che avesse iniziato a svuotarsi o a dare problemi), perchè mi rifiutavo di fare un'altra operazione, ma quasi quasi se l'alternativa è avere questa specie di pneumatico, rispetto a una cosa un po' più naturale.... Chi ha più esperienza? chi è già passata alla fase successiva (Espansore via, dentro protesi)?

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  9. Ciao a tutte. ..anch'io ho subito una mastectomia bilaterale cn l'inserimento degli espansori. ..il 7 novembre2016...a oarte avere dei sassi x tette che chuamo i mostri altri disturbi nn ne ho...mi hanno detto di massaggiare...poi si sn create dee pieghe bea pelle che all'inizio pensavo fossero cicatrici ibvece no. Anch'io sn in attesa della sostituzione cn le protesi ma credo se ne parlerà in estate. Vi abbraccio sn contenta lo stesso noi ci siamo.

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  10. Ciao a tutte...ho fatto qudrantectomia al seno sx...poi l'esame istologico ha rilevato margini positivi...tra pochi giorni devo eseguire mastectomia senza risparmio di capezzolo ed areola ed inserimento di espansore! Sono molto preoccupata...l'espansore è doloroso? Riuscirò a riprendere il lavoro? Avrei tanto preferito una protesi definitiva...datemi un consiglio...un abbraccio

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