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sabato 7 dicembre 2013

Quando i fumetti aiutano a sorridere: Alice nel mondo reale

Com’è la vita dopo il cancro? A sentire Isabel Franc, autrice insieme a Susanna Martin di Alice nel mondo reale, la vita dopo il cancro non è più la stessa… ma in fondo è quasi uguale.
Isabel ha scritto un diario a fumetti della propria esperienza, il proprio viaggio con un cancro al seno. Ed ha lasciato che a raccontarlo fosse Alice, la protagonista che le assomiglia ma non vive una storia proprio identica alla sua. Alice apre il racconto osservando: “Non sono nata nel Paese delle meraviglie. Anzi prima della catastrofe la mia vita era un caos piacevole, perfino divertente”. Così comincia questo racconto intimo e quotidiano, personale e dolcemente umoristico.

Isabel Franc va contro il tabù e usa invece i termini cancro e tumore nel corso dell’intera storia. Il fumetto è da considerare in parte autobiografico e la protagonista della vicenda, Alice, può essere ritenuta una specie di alter-ego della scrittrice. Alice è una donna professionalmente appagata. Lavora come giornalista per una rivista di tendenza, scrive, ha molte amiche. È orgogliosamente lesbica e il mondo gay in cui si muove è fatto di ragazze tranquille, sicure di sé, pronte a darsi una mano a vicenda. A modo loro sono una famiglia, per usare una definizione della stessa Alice. Ma che succede se le viene diagnosticato un cancro al seno? Tutto cambia e ciò che fino a ieri pareva scontato assume una valenza differente.
Per fortuna, il cancro è operabile ma Alice dovrà accettare la perdita del seno sinistro, vivere da menomata e sopportarne il peso psicologico, nonché gli esami invasivi, le terapie defaticanti e l’atteggiamento delle persone che la circondano. Sì, perché alcuni medici possono risultare comprensivi, altri meno, più propensi a ritenere i pazienti una fonte di guadagno nel migliore dei casi o un fastidio nei peggiori. E le amiche? Certo, le sono vicine e cercano di trasmetterle forza, amore e coraggio (tranne una che si dimostrerà falsa ed egoista). Ma è un amore a tratti soffocante e difficile da gestire.
E la direttrice della rivista per cui lavora Alice? Vede il cancro come un’occasione per spingere la sua dipendente a scrivere un libro, magari graffiante. E se Alice contempla il suicidio? Meglio. Ma che si ammazzi dopo averlo scritto, però, e in ogni caso è più facile vendere l’opera di una suicida. Tra echi di Virginia Woolf, citazioni poetiche (il volume si apre con i versi di Kostantino Kavafis, poeta greco influenzato dall’omofilia) e un citazionismo esasperato riguardante libri, film e dischi, Isabel Franc parla di tematiche dolorose con il sorriso sulle labbra. Sì, poiché la graphic novel è divertente, grazie a dialoghi ironici e a situazioni che, pur nella loro tragicità, fanno pensare a una sit-com cattiva girata da Almodovar.

Intervista alle autrici
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