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lunedì 16 dicembre 2013

Nessuna guerra tra poveri, chiediamo solo equità e dignità per tutti

Tengo molto a questo post perchè è importante fare alcune precisazioni per evitare equivoci e strumentalizzazioni possibili di questo Blog. Il fatto che io abbia deciso di aprire questo Blog, di spendermi per le lavoratrici autonome e di farlo soprattutto per quelle ammalate gravemente denunciando anche alcune ingiustizie perpetrate dallo stato nei loro confronti è innanzitutto dovuto ad una sensibilità maggiore rispetto ad una storia personale vissuta in prima persona. Essendo una lavoratrice autonoma, dovendo gestire un tumore al seno ed i suoi effetti collaterali, avendo raccolto molte informazioni rispetto ai diritti delle lavoratrici autonome in caso di malattia, è ovvio che questo argomento mi tocca di più e su di esso ho conoscenze maggiori.
Questo non vuol dire che i lavoratori e le lavoratrici dipendenti, sia del pubblico che del privato, o magari gli stessi disoccupati o pensionati, in caso di tumore, se la spassino alla grande. Di fronte ad un cancro CHIUNQUE merita rispetto, equità e giustizia.

E' proprio per questo che ho deciso di mobilitarmi: TUTTI meritano un trattamento dignitoso soprattutto se hanno passano anni a sovvenzionare lo stato con le loro tasse ed il loro contributi (tolti all'origine o versati successivamente, non fa differenza, sempre tasse sono).
E' assolutamente inconfutabile (basta documentarsi) la differenza di trattamento a cui sono soggette le donne operate al seno (ma del resto questo riguarda tutte le gravi malattie ed entrambi i sessi) rispetto al resto del mondo lavorativo e su questo non voglio spendermi oltre visto che l'ho già fatto in altri post (Diritti della lavoratrici autonome).
Vorrei invece sottolineare l'indiscutibile inutilità, anzi la pericolosità estrema direi, dell'innescare una sorta di guerra tra poveri nella quale ognuno si rinchiude nella propria categoria di appartenenza lottando contro le altre e dimenticandosi di quale invece è il poteziale nemico comune. Le rivendicazioni che mi sento di fare non sono rivolte alle altre lavoratrici dipendenti a cui non vorrei togliere assolutamente nulla bensì allo stato, all'Inps perchè è oltremodo anticostituzionale, per esempio, concedere ad una professionista tartassata da una chemio non più di 61 giorni di malattia in un intero anno solare. E' scandaloso. Punto e basta. Lo è in quanto essere umano.
La strada non è certo quella di scannarsi a vicenda rivendicando il podio di chi sta peggio.
Molti lavoratori dipendenti, per esempio, denunciano spesso il mobbing a cui sono sottoposti al rientro nel loro posto di lavoro, declassamenti, isolamenti, nessuno che capisce i reali problemi quotidiani di un paziente oncologico che rimane tale per molto tempo ancora dopo aver ricominciato a lavorare.
Altro che guerra. Anzi, dovremmo fare esattamente l'opposto, dovremmo sfruttare come donne, per esempio, ciò che ci appartiene di più: l'empatia e l'alleanza, la cooperazione e l'ascolto reciproco. La competizione fine a se stessa non è biologicamente nella nostra natura. Una volta tanto, invece di imitare gli uomini nelle loro caratterizzazioni peggiori, dovremmo invece valorizzarci al meglio, perchè siamo malate e questo lo dobbiamo a noi stesse.
Niente guerra tra povere, quindi. Scendiamo in piazza insieme per chiedere vicendevolmente che anche i diritti delle altre vengano rispettati proprio perchè sappiamo cosa vuol dire avere un tumore, sappiamo cosa significa avere un tumore al seno, siamo consapevoli di quanto sia difficile la malattia per una donna che lavora.
Uniamoci per le moltissime cose che ci avvicinano invece che separarci per le poche che ci dividono!!

2 commenti:

  1. Ecco, appunto, evitiamo di rinchiuderci nelle categorie di appartenenza.
    Io sarei molto più propensa ad unirmi alle tue battaglie se non fossero sempre e solo riferite alle donne che hanno o hanno avuto il cancro al seno.
    Da libera professionista iscritta alla gestione separata e paziente oncologica in follow up dopo un liposarcoma retroperitoneale con recidiva, mi sento un tantino discriminata...

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  2. Tranquilla la mia battaglia è già aperta..... ACTA l'ha adotta allargandola a tutti gli autonomi ammalati gravemente. Io ovviamente continua a parlare di qualcosa che conosco da vicino ma motlo di quel che racconto, soprattutto sull'INPS, è assolutamente estendibile anche a moltissimi altri autonomi. ACTA sta raccogliendo tra l'altro le esperienze di tutti gli autonomi rispetto alle malattie importanti, se hai avuto rogne e discriminazioni invia loro la tua storia

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