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mercoledì 4 dicembre 2013

Fosse solo un problema di tette: il pericolo scapolo-omerale

Nell'arco delle mie disavventure post-chirurgiche ho fatto molte ricerche per capire se quello che stava succedendo a me era normale, raro o normale ma mal gestiro. Vera la terza. Quindi occhio, perchè dalle mie indagini emerge in modo nettissimo l'importanza di far diagnosticare  tempestivamente a chi ti sta intorno le possibili (e frequenti) complicazioni che possono intervenire alla scapola ed alla spalla.
Ecco alcune interessanti considerazioni in merito (fonte Ausl di Rimini: "Il percorso riabilitativo della donna operata per patologia mammaria")

Limitazione nel movimento della spalla dal lato operato
Per estirpare completamente tutte le cellule cancerogene, il chirurgo è costretto a fare assumere al tuo braccio una posizione che faciliti la via di accesso chirurgica. Il perdurare di tale posizione può provocare l’eventuale stiramento di tendini, legamenti, muscoli ed articolazioni con conseguente limitazione funzionale. È normale quindi che, al tuo risveglio, tu avverta un dolore alla spalla e la sensazione di non riuscire a compiere tutti i movimenti. Anche per alleviare questo disagio è utile effettuare una valutazione fisiatrica per poter iniziare un percorso di trattamento riabilitativo specifico. È consigliabile poi che tu continui nel tempo ad effettuare esercizi in palestra e, ancor meglio, preferibilmente in acqua (piscina o mare).

Scapola alata (deficit del nervo toracico lungo)
Consiste in una lesione del nervo toracico lungo con deficit secondario del muscolo gran dentato (che ha la funzione di tirare la scapola lateralmente ed in avanti). La scapola ruota di conseguenza verso l’esterno e diviene particolarmente pronunciata quando l’arto superiore viene proteso in avanti: osservando il dorso si rileva pertanto la sporgenza di questa parte anatomica che sembra protendersi verso l’esterno. Un precoce trattamento riabilitativo con esercizi specifici di rinforzo dei muscoli stabilizzatori della scapola può risolvere nella maggior parte dei casi il deficit neuromuscolare. Anche in questo caso nuoto e acquagym sono attività ludiche e funzionali utili al completamento del progetto riabilitativo intrapreso.

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