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lunedì 12 gennaio 2015

Partite iva e malattia: alcuni tra gli stereotipi più diffusi

Ormai da oltre un anno mi occupo di questo argomento e di cosa succede quando ad essere colpito da una malattia grave o prolungata è un lavoratore autonomo, un professionista, un freelance. Beh, in tutto questo tempo, oltre alle informazioni che ho raccolto rispetto alla mia storia personale, ho intercettato anche tutta una serie di meravigliosi stereotipi che giustificherebbero, agli occhi di chi non è addentro al tema ed ignora tutta una serie di elementi, l'attuale discriminazione e mancanza di tutela a cui sono sottoposti i lavoratori autonomi in caso di malattia rispetto agli altri lavoratori. Giustificazioni che. alla luce dei fatti e dei dati, non reggono nemmeno un pò.....

Quelli che seguono sono alcuni commenti estrapolati dalla rete provenienti chiaramente da chi conosce poco la realtà e le caratteristiche del lavoro autonomo:
"Ma un lavoratore autonomo, in fattura, può inserire la voce "contributo volontario INPS 4%", che viene detratto dall'imponibile, e che ti tutela come un lavoratore dipendente....."
La cosiddetta "rivalsa" in fattura che alcuni professionisti possono fare sul cliente finale, spesso non viene applicata perchè il cliente accetta sì di fartela inserire ma ti abbassa il compenso (praticamente il professionista se la pagherebbe da solo), quindi risulta inutile. Questo la dice lunga su quale sia, ad oggi, il potere contrattuale soprattutto di un freelance.....

"I lavoratori autonomi, artigiani o commercianti che siano, pagano 4 rate fisse di contributi all'anno che servono come contributo per il futuro pensionistico, mentre invece i dipendenti pagano i contributi INPS ogni mese con la busta paga, e facendo il calcolo, i contributi pagati dai dipendenti sono nettamente maggiori di quelli versati dagli autonomi, e questi, oltre la pensione, coprono anche la malattia.."
"Gli autonomi sono una categoria che versa contributi previdenziali minimi, poiché preferisce investire i propri guadagni anziché versare allo Stato quanto dovuto come sono costretti a fare i lavoratori dipendenti"
"Gli autonomi hanno meno trattenute dei lavoratori dipendenti ed un guadagno superiore"  
Chiariamo una volta per tutte che i lavoratori autonomi NON pagano meno tasse dei dipendenti come dimostrato da uno studio di Eutekne e dagli articoli di Acta, uno sull'oppressione fiscale ed un altro più recente che confronta i livelli di reddito/contribuzione tra dipendenti e autonomi.
"Ma i freelance della Gestione Separata pagano solo lo 0,72% per l'indennità di malattia, cosa pretendono?!"
I dati ci dicono di no, che ci viene restituito solo il 41% di ciò che versiamo e che quindi ci sono spazi per migliorare nettamente le prestazioni con l’attuale aliquota
"Ma i lavoratori autonomi sono imprenditori: hai voluto la bicicletta? Ora pedala"
Non tutti i lavoratori autonomi hanno scelto di esserlo.
 
"Se il reddito manca la cosa è correlata al tipo di attività ed al rischio d'impresa. Chi fa impresa fa una scelta... prospettive di reddito ben maggiore di un operaio o un impiegato, a fronte di alcune rinunce, fra cui quella al reddito se non lavora o se non si è organizzata l'impresa in modo da potersi assentare delegando ad altri"
Rischio d'impresa e tutela dei diritti di base in quanto lavoratore sono due concetti totalmente differenti. Il rischio d'impresa non può essere la scusa per privare un lavoratore dei propri diritti di base così come sono sanciti dalla nostra Costituzione. Infine..... non dimentichiamoci mai che senza qualcuno che rischia nel fare impresa, i dipendenti non esisterebbero.

"Chi decide di intraprendere una professione autonoma dovrebbe tutelarsi con una assicurazione malattia ed infortuni che ne copra ogni possibile rischio"
Con l'attuale livello di aliquota Inps è praticamente impossibile riuscire a pagare contemporaneamente anche assicurazioni private che abbiano coperture significative.
"Ma i diritti alle cure e all'assistenza medica ce li hanno come tutti, ce li hanno perfino gli extracomunitari o i turisti... che altro c'è da dire?
E ci mancherebbe pure che i lavoratori autonomi non avesso gli stessi accessi al SSN.......

"Ma con tutto quello che i lavoratori autonomi evadono hanno pure il coraggio di lamentarsi?!"
Chi evade le tasse è un ladro. Ma non si può generalizzare dicendo che il lavoratore autonomo evade di default, esattamente come non ci si può permettere di dire che ogni dipendente della Pubblica Amministrazione bolla e poi esce per svolgere un secondo lavoro o per accompagnare i bambini a scuola o va al mercato. Non si riesce a quantificare l'importo evaso, in ore lavorative, da tutti quelli che al posto di lavorare trascorrono il tempo tra il bar, la macchinetta del caffè o a fare spese nell'orario di ufficio, senza contare quelli che dal posto di lavoro si portano a casa tutto quanto possono. Allora? come la mettiamo? Se non tutti i dipendenti sono così vuol dire anche che non tutti gli autonomi evadono.
Tra le altre cose, da un recente studio Ocse emerge come gli evasori maggiori siano tra le multinazionali e non certo tra i piccoli imprenditori e partite iva.
"Negli anni delle vacche grasse, il popolo delle partite IVA si è divertito alla faccia di pensionati e dipendenti. Ora che anche loro sono con l’acqua alla gola sbraitano come precari qualsiasi"
"Fino a 20 anni fa il dipendente era visto come uno sfigato una sorta di Fantozzi, ora siete voi liberi professionisti ad essere nella merda, e piangete lacrime di coccodrillo"
Anche nel periodo delle vacche grasse per tutta una fetta di lavoratori autonomi (quelli che prestano servizi a società ed aziende) grossi guadagni non ce ne sono stati e la possibilità di evasione è nulla. Motivo? Etica, morale? Assolutamente no, l’etica non c’entra proprio nulla. Il motivo è tecnico. Chi lavora per le aziende e non per il singolo cittadino rappresenta per il cliente finale un costo da detrarre. Nessuna azienda mai ti farà lavorare in nero o farà emettere una fattura ridotta.
Ma se il mondo del lavoro autonomo fosse tutto questo Bengodi allora perchè  quasi tutti cercano il lavoro dipendente e non si aprono invece una partita iva?

Insomma.....
La guerra tra poveri non risolve nulla: mettere i lavoratori gli uni contro gli altri è uno dei metodi più vecchi per distruggere i diritti di tutti.

1 commento:

  1. Solo una precisazione: la rivalsa contributiva del 4% costituisce reddito imponibile a tutti gli effetti, soggetto a IRPEF, IRAP (se dovuta), addizionali e - udite, udite! - contributi INPS.
    Quindi non solo è inutile, ma costituisce una complicazione contabile poco gradita sia al cliente, sia al professionista.
    In sostanza, è una presa in giro.

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