immagine

sabato 3 gennaio 2015

Partite iva, contributi, malattia e ingiustizia: se i giornalisti facessero politica.....

Ormai non si contano più. Ogni giorno spunta un articolo sui lavoratori autonomi, i professionisti, le partite iva ed i freelance completamente ignorati dal Jobs Act e dalla Legge di Stabilità. Siccome ormai non siamo più solo ignorati ma c'hanno preso pure a bastonate, ecco che rappresentiamo l'argomento del momento, lo scandalo pruriginoso ed il gossip succulento su cui si lanciano quotidianamente tutti i giornalisti. E pure qualche politico. Pentito. Pare siam tutti d'accordo: partite iva, giornalisti, politici. Eppure, dal punto di vista concreto, sui lavoratori del "futuro" fino ad ora il Governo ha sputato di brutto, soprattutto su quelli che si permettono pure di ammalarsi.

Già è molto grave che il Governo continui ad ignorare decine e decine di migliaia di firme di tutti quei lavoratori autonomi che chiedono più diritti e tutele se colpiti da malattie gravi o prolungate. Adesso, oltre a non dare alcun diritto alle partite iva ignorando la Petizione in corso, arrivano le randellate aggiuntive con aumenti di tasse e contributi.

La cosa poi diventa particolarmente grave, come non ha mancato di sottolineare la giornalista Elisabetta Ambrosi nel suo articolo sul Fatto Quotidiano "Tito Boeri neopresidente dell'Inps: auguri e cinque domande sulla gestione separata", se si correlano gli aumenti ad uno stato di malattia:
"Può un lavoratore autonomo non ricevere alcun sussidio di disoccupazione o integrazione al reddito nel caso per alcuni periodi della sua vita fosse impossibilitato a lavorare, ad esempio in caso di malattia? Come è possibile che ci siano milioni di lavoratori che pur versando contributi da anni nei momenti di mancato reddito o malattia siano completamente scoperti? I nuovi ammortizzatori sociali previsti dalla legge delega del Jobs Act dovrebbero riguardare solo quei parasubordinati (che tra l’altro lo stesso Renzi aveva detto di voler cancellare). E tutti gli altri? Dove sta la famosa universalità del sussidio? .....e per quanto riguarda il peso dei contributi previdenziali della gestione separata, il cui irragionevole aumento non è stato bloccato dalla legge di Stabilità. Come può oggi un lavoratore autonomo pagare il trenta per cento dei contributi, oltre alle tasse, sulle sue fragili entrate e in un momento di crisi economica? Esistono migliaia di giovani professionisti, archeologi, traduttori, designer che non riescono a lavorare a causa del peso contributivo. Ma se questo peso scoraggia a tal punto le persone da far loro chiudere un’attività o smettere una professione, vuol dire che è assurdo e iniquo".

Eh sì, anche noi partite iva vorremmo delle risposte. E più che risposte, vorremmo anche vedere fatti e soluzioni perchè così non si può andare avanti: pagare sempre di più per non avere, tra l'altro, niente in cambio significa trattarci come dei poveri fessi. E fessi non siamo.
Delle risposte poi, caro Boeri, le vorrebbero soprattutto quei i lavoratori autonomi che, come me, si sono ammalati e sulla loro pelle hanno potuto constatare quanto sia assurdo pagare così tanto per non avere neppure quelle tutele di base che sono dovute ai lavoratori dalla Costituzione stessa. 

Ma del resto, povera la mia Inps, tu non legiferi, quindi di tutto questo te ne laverai le mani e noi continueremo a sperare che qualche giornalista, oltre a scrivere articoli in nostra difesa, si metta a fare politica e ci aiuti ad uscire da questa merda.

Nessun commento:

Posta un commento