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venerdì 2 gennaio 2015

La malattia delle Partite Iva alla Camera con un'interrogazione a risposta scritta del M5S

Anno nuovo, la battaglia prosegue. Ecco la chicca che Afrodite K ha scovato per voi per festeggiare sotto i migliori auspici questo inizio 2015. Nei meandri di internet, nelle pieghe più recondite dei database della Camera, ecco qua che spunta una bella interrogazione a risposta scritta presentata dal M5S alla Camera. L'argomento? Beh quello è ispirato al testo della Petizione "Diritti ed assistenza per i lavoratori autonomi che si ammalano ed indirizzato al Ministero del Lavoro. E il Governo continua a fare lo gnorri...

Afrodite K è tignosetta e le cose le vuol capire bene quindi cominciamo con lo spulciare il regolamento sulle interrogazioni parlamentari.
"Per la definizione degli indirizzi dell’azione del Governo le Camere utilizzano tre distinti strumenti: le mozioni, le risoluzioni e gli ordini del giorno di istruzione al Governo per l'attuazione delle leggi. Le funzioni di controllo e di informazione sull'attività del Governo sono svolte attraverso le interrogazioni, domande che i parlamentari rivolgono al Governo per avere informazioni su fatti specifici e le interpellanze, domande che sollecitano chiarimenti sui motivi dell’azione politica del Governo. Le interrogazioni afferiscono al Regolamento della Camera - parte III (articoli dal 128 al 135ter) e secondo l'articolo 134 "Nel presentare un'interrogazione, o successivamente, il deputato può dichiarare che intende avere risposta scritta. In questo caso, entro venti giorni, il Governo deve dare la risposta e comunicarla al Presidente della Camera. Questa risposta è inserita nel resoconto stenografico della seduta in cui è annunziata alla Camera. Se il Governo non fa pervenire la risposta nel termine previsto nel comma 1, il Presidente della Camera, a richiesta dell'interrogante, pone senz'altro l'interrogazione all'ordine del giorno della seduta successiva della Commissione competente".

Ed ecco qua tutti i riferimenti sull'interrogazione:

Camera dei Deputati
Interrogazione a risposta scritta n° 4/04677 del 30 aprile 2014
presentata nella seduta n.221 da Marialucia Lorefice
Destinatari dell'interrogazione: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Ministero dell'Economia e delle Finanze
Delegato a rispondere all'interrogazione: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Stato dell'iter: in corso con sollecito del 18 marzo 2015
Link della Camera (a questo stesso link sarà visibile la risposta scritta che il Ministero del Lavoro fornirà)


Per sapere - premesso che:
il sistema legislativo italiano prevede una disparità di trattamento e di regolamentazione dei diritti dei lavoratori subordinati rispetto a quelli autonomi. 
Tale disuguaglianza è evidente soprattutto in presenza di eventi morbosi che colpiscono il lavoratore;
il lavoratore dipendente può usufruire del diritto alla malattia, fino a diciotto mesi, percependo lo stesso stipendio, mentre il lavoratore autonomo non ha diritto alla malattia se non per periodi simbolici e con sussidi esigui;
la circolare dell'Inps del maggio 2013 estende a tutti i lavoratori autonomi l'indennità di malattia, una prestazione che può chiedere anche il professionista affetto da patologia oncologica. L'indennità di malattia spetta nei casi in cui il lavoratore non sia titolare di pensione e non sia iscritto ad altre forme previdenziali obbligatorie, per un massimo di giorni nell'anno solare pari ad 1/6 della durata complessiva del contratto. Viene corrisposta nella misura del 4 per cento, 6 per cento e 8 per cento assumendo a riferimento l'importo della retribuzione giornaliera che si ottiene dividendo per 365 il massimale contributivo (articolo 2, comma 18, della legge n. 335 del 1995) previsto nell'anno di inizio della malattia, a seconda della contribuzione, attribuita nei dodici mesi precedenti l'evento di malattia (da 3 a 4 mesi il 4 per cento – da 5 a 8 mesi il 6 per cento – da 9 a 12 mesi l'8 per cento). Per il 2013 l'indennità di malattia è stata pari ad euro 10,85, 16,28 e 21,71 al giorno a seconda della contribuzione attribuita. Il numero massimo di giorni di malattia indennizzabili nell'arco di un anno solare è pari a 61;
è evidente come tale indennità sia assolutamente irrisoria per un lavoratore autonomo che si ammala ad esempio di cancro. Comincia per lui una via crucis che, al dolore della malattia, aggiunge anche le improvvise difficoltà economiche. Non solo non lavorando non guadagna, ma frattempo viene vessato dallo Stato che continua a chiedere tutte le tasse, ignorando lo status di malato;
oltre al quasi inesistente supporto finanziario in termini di indennizzi, rimborsi delle spese mediche e assegni (anche temporanei) di invalidità erogati, i lavoratori autonomi malati di tumore devono fare i conti anche con la totale mancanza di riguardo e umanità da parte del fisco italiano. L'Agenzia delle entrate infatti chiede spiegazioni riguardo allo scostamento tra studi di settore e dichiarazioni dei redditi dell'anno in corso, non curandosi del fatto che il guadagno ne risente fortemente, essendo una malattia che abbatte il tempo e le forze, e di conseguenza la dichiarazione dei redditi difficilmente si può avvicinare a quella dell'anno precedente. E se i lavoratori malati non riescono a far fronte ai pagamenti delle tasse, a causa delle minori entrate, ovviamente ricevono le cartelle esattoriali –:
se non reputino ingiusta tale situazione di fatto generatasi e se non ritengano necessario assumere iniziative affinché venga rispettata la Costituzione dando anche ai lavoratori autonomi la possibilità di una malattia dignitosa, prevedendo il diritto ad una indennità di malattia che copra l'intero periodo di inattività a chi abbia versato all'INPS almeno 3 annualità nel corso della sua intera vita lavorativa, un indennizzo relativo alla malattia uguale a quello stabilito per la degenza ospedaliera relativamente ai giorni di somministrazione di terapie invasive (chemio, radio e altro), e il riconoscimento della copertura pensionistica figurativa per tutto il periodo della malattia;
se, nelle more di un intervento modificativo dell'attuale normativa, non reputino necessario assumere ogni iniziativa di competenza anche nei riguardi dell'Agenzia delle entrate per prevedere per i lavoratori autonomi, affetti da tumore o altre patologie gravissime, la possibilità di sospendere tutti i pagamenti (INPS, IRPEF), concedendo la possibilità di dilazionarli e versarli dal momento della piena ripresa lavorativa, nonché la loro esclusione dagli studi di settore.

Attendiamo trepidanti la risposta del Ministero del Lavoro. Non è passato un pò troppo tempo? Sveglia!!!! intanto qua le partite iva continuano ad ammalarsi e voi che fate? Ah già, sfornate con la Legge di Stabilità l'aumento dell'aliquota Inps.

10 commenti:

  1. Chissà perchè sono sempre i ragazzi del Movimento che si occupano di queste cose e non i vecchi partiti ? Bravi!

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  2. meno male che ci siete !!!!!!!!!!!!

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  3. Continuate anche se è dura !

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  4. cominciamo col minacciare in massa che andremo in banca a ritirare tutti i nostri risparmi, vedremo poi chi la vince, buon 2015 in ogni caso
    angelo c.

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  5. cosa dire? migliaia di leggi che si intrecciano e complicano la vita di qualsiasi cittadino inerrogazioni su cose ovvie ed elementari che non dovrebbero esistere
    è cosi difficile copiare un po' dagli altri paesi
    cosa siamo in europa a fare? solo per subire il peggio e non avere il meglio?
    comunque un elogio ai promotori di queste iniziative
    spero che coinvolgano sempre più persone in modo da fare cambiare veramente le cose perchè nn ci meritiamo tutto questo

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  6. "premesso che:
    il sistema legislativo italiano prevede una disparità di trattamento e di regolamentazione dei diritti dei lavoratori subordinati rispetto a quelli autonomi."
    Qualcuno ricorda il referendum radicale per abolire il sostituto d'imposta? Certamente non lo "ricordano" i pentastellati, che riescono sorprendentemente ad ignorare proposte di leggi già presenti, progetti in essere, idee condivise... e producono al buio pile di progetti legislativi che si vanno a sovrapporre -inflazionandola- alla montagna già presente e inevasa in parlamento, per quanto possa essere autorevole e a magari incardinata col plusvalore della iniziativa popolare.

    L'abolizione del sostituto di imposta, che avrebbe omologato il trattamento di tutti i lavoratori, fu vanificata dalla strategia dell'astensionismo e dal pregiudizio della presunta furfanteria dell'italiano medio. Intanto i lavoratori dipendenti considerano psicologicamente solo il loro netto, non dovendo estrarre niente dalle proprie tasche, e la quasi totalità dei dipendenti ignora che esistono altre tasse trattenute a monte, invisibili in busta paga, anche guardando il lordo, e sborsate dall'azienda "per conto" del dipendente.
    In questo modo non solo i dipendenti non hanno il polso concreto della pressione fiscale esistente, ma ignorano la vera entità del valore attribuito al loro lavoro.

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    1. qui l'argomento è molto più preciso, non si parla di omologazione dei lavoratori tout court ma di tutelare in egual modo lavoratori che si ammalano gravemente. Di fronte ad una malattia, soprattutto se si tratta di cancro, non ci sono se, ma o forse

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  7. Ma a fine maggio la sig.ra Marialucia Lorefice, deputata del M5S, ha inoltrato la richiesta di "..... porre all'OdG della seduta successiva della commissione competente ...." ? se presentata è stata discussa e con quali considerazioni in merito? sarebbe interessante conoscere la "seconda parte della puntata".
    Grazie

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  8. Picchiate forte, perché la schiena ce l'hanno dura!!!!!
    Tango.

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    1. Per chi non lo sapesse l'aliquota del contributo Inps del 2015 per la Gestione Separata dei Liberi Professionisti sarà del 30,72% (nel 1996 era del 10%).
      Questo è quello che sono riusciti fare per aiutarci.
      Come al solito chiedono di più per non dare quello che ci spetterebbe.
      I miei € 188.000,00 versati da 1996 e quelli che hanno versato tutti gli altri a che cosa sono serviti ed a che cosa serviranno?
      Se li avessi gestiti da solo probabilmente sarebbe stato meglio e non avrei serie difficoltà per riuscire a pagare tutte le tasse imposte dallo Stato e poi riuscire anche a mantenere decorosamente la mia Famiglia.
      Tutto ciò è allucinante.
      Max

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