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venerdì 16 gennaio 2015

Il Ministro del Lavoro Poletti risponde alla Camera su lavoratori autonomi e freelance

Il 14 gennaio 2015 si è svolto alla Camera un Question Time (interrogazioni a risposta immediata) nel quale il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, replicando alla Deputata Tiziana Ciprini del M5S, si è espresso sulle iniziative, anche normative, volte ad agevolare il rapporto dei lavoratori autonomi con le PA, nonché a migliorarne il relativo regime previdenziale, assistenziale e fiscale.

Questo è il VIDEO con l'interrogazione della Ciprini e la relativa risposta di Poletti. Godetevelo tutto. Ancora parole, parole e parole. Ed i lavoratori autonomi continuano a dover pagare, stritolati da tasse e contributi ma soprattutto continuano ad ammalarsi.

Questo è il resoconto stenografico del tutto (pag.35-36), tanto per lasciare nero su bianco le rinnovate promesse alle partite iva (ormai non le contiamo più......):

TIZIANA CIPRINI. Ministro, c’è in Italia una categoria di lavoratori abbandonati da tutti: gli autonomi, il popolo delle partite IVA, i professionisti con le fatture. Nonostante i tanti proclami, quello che questo Governo di professionisti del pressappochismo è riuscito a fare per i lavoratori autonomi è un disastro senza precedenti. Con la legge di stabilità la pressione fiscale contributiva sulle partite IVA è diventata insostenibile per una categoria che racchiude anche moltissimi giovani precari. La nuova fiscalità, prontamente rinnegata da Renzi, è una punizione durissima per i giovani che vogliono darsi da fare e intraprendere un'attività in proprio. A novembre c’è stato un boom di nuove partite IVA, aperte da chi vuole restare nel vecchio regime ed evitare il nuovo. Questo la dice lunga sul livello di fiducia posto dai cittadini nei confronti del Governo Renzi. Con le recenti norme un giovane professionista che avvia la sua attività nel 2015, a parità di reddito, si troverà a pagare più del doppio delle tasse del coetaneo che ha iniziato prima del 31 dicembre 2014. Tra le storture: la soglia di fatturato è dimezzata da 30 mila a 15 mila euro, una cifra da fame, triplicata la cedolare secca e un sistema di calcolo di costi iniquo che favorisce le false partita IVA.
Ministro, mi attendo da lei risposte chiare sul da farsi, con soluzioni concrete e tempi certi.
PRESIDENTE. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, ha facoltà di rispondere, per tre minuti.
GIULIANO POLETTI, Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Grazie, onorevole Ciprini, per la sua interpellanza. Il tema che ci viene proposto è apparso evidente a seguito dell'approvazione della legge stabilita, quindi è un tema che abbiamo all'ordine del giorno. In relazione all'intervento normativo che è stato qui posto all'ordine del giorno, il Ministero dell'economia e delle finanze, che è competente per materia su questo tema, ci ha dato alcune specifiche che fanno riferimento alla volontà, nella stesura di quel testo, della fissazione di limiti differenziati di accesso per le diverse attività esercitate. Quindi, per alcune si è mantenuto, e per altre c’è stato un incremento, del limite relativo agli acquisti, che è stato modificato, rispetto ai beni strumentali, ed è stato elevato da 15 mila a 20 mila euro (fa riferimento al costo dei beni alla chiusura dell'esercizio), sebbene innovando rispetto al previgente regime fiscale di vantaggio è escluso esplicitamente che concorra alla formazione del limite il costo degli immobili.
C’è poi stato un cambiamento che riguarda il regime forfettario che può trovare applicazione anche a coloro che compiono operazioni, comprese extra-UE, prima escluse da questo regime. L'accesso al regime forfettario non è subordinato al requisito della novità dell'attività intrapresa e, dunque, non rileva come causa ostativa lo svolgimento di una precedente attività nel triennio precedente l'ingresso nel regime.
Quindi, nonostante l'intervento normativo in questione contenga alcune novità vantaggiose per le categorie interessate, il Governo, nel prendere atto che interventi previsti dalla di legge stabilità, così come appena illustrati, possono incidere negativamente su alcune categorie di lavoratori autonomi, in particolare i giovani professionisti freelance, nei cui confronti invece si sarebbe voluto intervenire favorevolmente, ha deciso, come è già stato pubblicamente dichiarato dal Presidente del Consiglio, di intervenire rapidamente attraverso l'adozione di un testo correttivo. In questo ambito, per quanto concerne l'impatto fiscale, sarà il competente Ministero dell'economia e delle finanze a predisporre le opportune modifiche.
Per quanto riguarda gli aspetti previdenziali, di tutela, di stretta competenza del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, confermo il mio impegno ad adottare i necessari interventi e posso anticipare la mia intenzione d'incontrare, nei prossimi giorni, le associazioni che rappresentano le figure professionali interessate da questo provvedimento, per analizzare la situazione e raccoglierne le opinioni e le indicazioni che ci consentano di superare i profili critici che sono emersi. Quindi siamo intenzionati ad intervenire immediatamente a modificare la situazione che si è determinata in un senso diverso da quello che il Governo avrebbe voluto.
PRESIDENTE. L'onorevole Ciprini ha facoltà di replicare, per due minuti.
TIZIANA CIPRINI. Signor Ministro del lavoro, che Stato è quello che prende a calci proprio i professionisti (medici, architetti, avvocati, ingegneri, psicologi, informatici, consulenti, formatori creativi freelance), che li lascia senza copertura assistenziale o per malattia, maternità e congedi parentali, che nel job act si dimentica degli autonomi, escludendoli dalla copertura degli ammortizzatori sociali e che non ha dato loro nemmeno gli 80 euro, poco più della paghetta mensile che si riserva ad un bambino, che li considera come tappabuchi INPS, costringendoli a versare ancora di più, ma non per avere pensioni dignitose, ma per coprire i buchi di bilancio causati da altre gestioni previdenziali, che spinge i professioni alla grande fuga dall'Italia verso i paradisi fiscali, costringendoli a spostare fittiziamente le proprie residenze e ad alimentare un nuovo fenomeno, il dumping professionale, esattamente come è avvenuto con le aziende ?
Che Stato è quello che, invece di annullare le disparità di trattamento tra lavoratori, le aumenta, discriminando tra lavoratori dipendenti ed autonomi, che di fronte ad un tasso di disoccupazione giovanile record (44 per cento e una perdita di un milione di posti di lavoro dal 2007) inibisce lo spirito d'iniziativa dei giovani di mettersi in proprio, giovani fregati per mano di un giovane come loro, il Premier Renzi ?
E questo sarebbe il Governo che capisce il mondo del lavoro fluido di oggi e che ascolta i giovani ? Renzi è sempre pronto a tendere la mano, la manina o la «manona» all'amico Berlusconi, per salvarlo dalle condanne giudiziarie, e alle multinazionali, dispensando licenziamenti facili, ma rinnega, invece, la mano al popolo delle partite IVA.
La proposta del MoVimento 5 Stelle era molto chiara e vantaggiosa per i giovani precari, spesso costretti dal mercato ad aprire una partita IVA: 5 per cento di aliquota per i primi cinque anni e, poi, il 15 per cento per sempre, con un tetto di fatturato per tutti fino a 40 mila euro e 30 mila euro di spese annue a forfait.
Ebbene, esprimo, quindi, forti preoccupazioni per le norme varate da questo Governo, che rischiano di produrre effetti ulteriormente recessivi e depressivi dell'economia. Inoltre esprimo forte preoccupazione anche per i pasticci normativi combinati da questo Governo, che vara leggi e un mese dopo fa ammissione di colpa e retromarce, costringendo sempre il Parlamento ad operare per la riduzione del danno.

Caro Poletti, noi tutti siam qua, a disposizione da una vita e più che mai nell'ultimo anno. Alla Camera ed al Senato, Acta ed altre associazioni rappresentanti le partite iva ed i professionisti indipendenti, ci sono già state più e più volte, Afrodite K compresa. Ci avete ascoltato, avete promesso, ci avete chiesto di pazientare. E siamo ancora qua. Anzi magari fossimo solo "ancora" qua fermi. Le cose sono andate avanti eccome. Peggiorando. Ad oggi se un qualsiasi freelance deve emettere fattura si ritrova un bel 30,72% di contributi Inps da versare. Per non avere praticamente nulla.
Le rammentiamo, inoltre, che c'è un'altra importante interrogazione a risposta scritta sulla quale stiamo, da mesi, aspettando che si esprima: quella della Deputata Lorefice del M5S riguardante la situazione dei lavoratori autonomi che si ammalano. Per non parlare delle oltre 79.000 firma raccolte con la Petizione "Diritti ed assistenza per i lavoratori autonomi che si ammalano" che continuano ad accumularsi senza che il Governo degni loro neppure l'orecchio (anche solo faccia finta).

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