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lunedì 27 ottobre 2014

Cancro e Lavoro: lavorare durante e dopo un tumore. Ecco i materiali del convegno

Il 25 ottobre 2014, in occasione dell'Ottobre Rosa, mese internazionale dedicato alla prevenzione del cancro al seno, Afrodite K e l'Associazione SerenaMente Onlus hanno organizzato a Grosseto un incontro sul tema "Cancro e Lavoro". Tenendo conto di quanto questo tema sia nuovo ed ancora poco studiato nelle sue dinamiche e negli effetti a medio-lungo termine su welfare, sistema sanitario, mercato del lavoro ed organizzazione del lavoro delle imprese, abbiamo pensato di condividere i materiali del convegno, non solo con le persone che erano presenti, ma anche con chi non ha potuto partecipare. Buona lettura e.... diffondete!!


Lavorare durante e dopo un cancro:
come trasformare difficoltà e discriminazioni in opportunità


Relatori:
Rosanna Spadafina - Presidente SerenaMente Onlus
Daniela Fregosi in arte Afrodite K
Anna Capobussi - Responsabile dell'Ufficio Provinciale (Grosseto) Vertenze della CGIL
Claudia Fiornovelli - Segreteria Provinciale (Grosseto) CISL Poste

Perchè è importante parlare di cancro e lavoro?

Considerazioni sanitarie
  • Le patologie tumorali sono in aumento: 50 anni fa si ammalava di cancro 1 persona su 30, oggi 1 su 3 e nel prossimo futuro sarà 1 su 2
  • Aumentano le opzioni terapeutiche che rendono il cancro una malattia cronica
  • 1 donna su 8 si ammala di cancro al seno
  • I casi di cancro al seno sono in costante aumento mentre la mortalità è in calo
  • Sono in aumento (+30%) i casi di cancro al seno nelle donne giovani (22-45) e quindi ancora in età lavorativa.
Considerazioni sociali
  • Il 90% dei pazienti oncologici vuole tornare a lavorare (Sondaggio Aimac-Piepoli 2008)
  • Il 47% delle donne italiane lavora
  • L'età pensionabile si allontana
  • L'attuale welfare italiano è in profonda crisi
  • Le spese che un cancro porta con sè e la crisi in corso rende ancora più difficile “reggere" l'arrivo di un tumore dal punto di vista economico.
Per i costi di un cancro al seno consultare l'interessante indagine della LILT (2008)

In futuro sempre più donne (ma del resto anche uomini) si troveranno a volere (e dovere) lavorare convivendo con un cancro (e con le malattie croniche). 
"E' ancora poco studiato però l'impatto che questo avrà su: sistemi sanitari e di welfare, dinamiche del mercato del lavoro, organizzazione del lavoro delle imprese" Prof. Michele Tiraboschi Professore ordinario di Diritto del Lavoro all'Università di Modena e Reggio Emilia che ha scritto l'interessante articolo Occupabilità e lavoro delle persone con malattie croniche: appunti per una ricerca 
Il lavoro è collegato ad aspetti come: l’identità personale, il senso di normalità, l’appartenenza ad una comunità, il mantenimento di una propria autostima ed, infine, alla remunerazione.

Questo argomento ci riguarda tutti perchè ha sottolineato la Dichiarazione di Barcellona (Comunità Europea 1998) con il suo Principio di Vulnerabilità: ognuno di noi in particolari momenti della propria vita può trovarsi in una condizione di fragilità. Se da un lato questo rappresenta un campanello dall'allarme rispetto al nostro senso di onnipotenza vuol anche essere uno stimolo a sviluppare  senso di aggregazione e supporto reciproco. E' un modo per vedere noi stessi e gli altri tutti sulla stessa barca e profondamente simili in questa nostra fragilità esistenziale.

Numerosi e diversificati ATTORI saranno coinvolti in questo tema così caldo e multidisciplinare:
  • Pazienti oncologici e loro caregivers
  • Direzioni del personale, colleghi, superiori, dipendenti e clienti
  • Psicologi ed esperti in orientamento/coaching
  • Medici generici, oncologi e specialisti
  • Associazioni di malati
  • Consulenti del lavoro e commercialisti
  • Giuslavoristi
  • Associazioni di categoria ed ordini professionali
  • Sindacati e patronati
  • Inps e Ministero del Lavoro
La RICERCA sul tema cancro e lavoro è ancora agli inizi. Le indagini specifiche sono ancora poche ma estremamente chiare nei loro risultati.

Risultati del VI° Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici (Censis-Favo-Aimac 2012):
  • Il 41% dei pazienti oncologici intervistati aveva un lavoro al momento della diagnosi
  • Il 78% ha subito un cambiamento nel lavoro dopo la diagnosi: il 36,8% ha dovuto fare assenze, il 20,5% è stato costretto a lasciare l'impiego e il 10,2% si è dimesso o ha cessato l'attività
  • Pochi conoscono e utilizzano le tutele previste dalle leggi per facilitare il mantenimento e il reinserimento: solo il 7,8% ha chiesto il passaggio al part-time, un diritto di cui è possibile avvalersi con la Legge Biagi, poco meno del 12% ha beneficiato di permessi retribuiti (previsti dalla Legge 104 del 1992), solo il 7,5% ha utilizzato i giorni di assenza per terapia salvavita e il 2,1% i congedi lavorativi
  • Il 47% dei caregivers svolge un'attività lavorativa (il 53,3% ha dovuto fare assenze ed il 21% ha ridotto il proprio rendimento)
Ricerca del Dipartimento di Oncologia dell'Università del Michigan (2014): Il 30% delle donne che lavoravano a 4 anni dalla diagnosi di cancro al seno in stadio iniziale non ha più un'occupazione benché dichiari di voler lavorare ancora. La % sale al 38 per chi ha fatto la chemioterapia rispetto al 27% per chi ha fatto solo l'intervento chirurgico.

A giorni usciranno i risultati della ricerca di Europa Donna che con l'aiuto dell'Istituto di Ricerche EuroMedia Research ha dedicato un'indagine alle lavoratrici dipendenti del privato colpite da cancro al seno. La ricerca è finalizzata alla corretta salvaguardia ed applicazione dei diritti esistenti ed all'eliminazione delle discriminazioni. I dati raccolti saranno la base per redigere una serie di raccomandazioni da sottoporre alle Istituzioni al fine di ottenere una migliore tutela legale delle lavoratrici dipendenti. La ricerca sarà estesa anche alle lavoratrici autonome e successivamente alle dipendenti pubbliche.

Interessante anche l'articolo "Il ritorno al lavoro dopo il cancro: una prospettiva europea" di Fabiana Silvaggi ricercatrice Adapt

E la ricerca applicata ai lavoratori e lavoratrici autonome?
Fino ad oggi le poche ricerche esistenti sulle interazioni tra cancro ed attività professionale hanno ignorato (oppure forzatamente inglobato) il lavoro autonomo. Occorrono ricerche ad hoc. Attualmente è in corso di approvazione un progetto di ricerca (comprendente anche una parte dedicata al lavoro autonomo) su malattie croniche e lavoro presentato da ADAPT attraverso un bando internazionale.

Alcune TESTIMONIANZE scritte di lavoratrici colpite dal tumore al seno ed altre di donne giovanissime in questo video

I diritti delle lavoratrici dipendenti colpite da cancro al seno

Facilitazioni per la sede di lavoro ed i trasferimenti - Mansioni confacenti allo stato di salute - Esenzione dal lavoro notturno - Possibilità di richiedere il part-time o il telelavoro - Indennità di malattia - Diritto all'anzianità di servizio - Periodo di comporto con divieto di licenziamento - Aspettativa non retribuita - Assenza per terapie salvavita - Permessi e congedi lavorativi - Pensionamento anticipato.
Ecco alcune guide dettagliate per approfondire:
I diritti del malato di cancro (11a edizione 2014) Guida di AIMAC Associazione Italiana Malati di cancro
Aver cura di sè. Guida ai diritti del malato oncologico (2012) della LILT Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori
Guida ai diritti del paziente oncologico (2011) redatta da ASL Firenze e Istituto Toscano Tumori
Tumore al seno e tutela delle lavoratrici (2005) Guida di Europa Donna

I diritti delle lavoratrici autonome colpite da cancro al seno

Purtroppo poco niente. Si può sperare nei 2 strumenti validi anche per le dipendenti: assegno ordinario di invalidità oppure l'assegno mensile 8che è tutta un'altra cosa) legato all'invalidità civile, ma i vincoli di reddito ed il deficit dell'Inps (che ormai non ha più risorse quindi tende a dare % basse) non aiuta.
C'è poi la l'indennità di malattia e di degenza ospedaliera (non per tutte però, solo gestione separata e professioni ordinistiche, artigiane e commercianti per esempio non hanno nulla)

Problematiche specifiche delle lavoratrici autonome:
  • Maggiore necessità di nascondersi
  • Maggiore necessità di lavorare pur stando male
  • Rischio di rifiutare o ridurre terapie con effetti collaterali pesanti
  • Costi fissi che permangono
  • "Macchina fiscale" che non si ferma
  • L'incubo degli studi di settore
  • Assoluta impossibilità di rivalersi su certe discriminazioni subite (perchè o sono perfettamente legali oppure riguardano il comportamento del cliente che è libero di fare ciò che crede)
La discriminazione esistente è davvero inspiegabile se andiamo a leggere alcuni articoli della nostra Costituzione:
ART.3 - "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini...."
ART.32 - "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti....."
ART.38 - "Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria......"
ART.53 - "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva..."


Il fatto che sussistano queste evidenti differenze e discriminazioni tra lavoratrici non deve suggerire una "guerra tra povere" come ha voluto sottolineare la Campagna video “Lo Stato fa differenza tra lavoratori, il cancro no” di Afrodite K.
Il messaggio è invece quello di passare dal principio di uguaglianza difficile da declinare (lavoro dipendente e lavoro autonomo sono per definizione troppo diversi per poter automaticamente estendere i diritti dell'uno anche all'altro) al principio di equità

Cancro e lavoro: problemi, difficoltà e scelte difficili
  • Riprendere a lavorare è una necessità psicologica, sociale e terapeutica
  • Riprendere a lavorare è una necessità economica (tra l'altro un cancro costa molto)
  • Necessità di conoscere e difendere i propri diritti (informarsi e farsi aiutare!!)
  • Il numero infinito di contratti collettivi (leggi anche quelli specifici dei Lavoratori Pubblici) rende estremamente variabili le tutele a cui si ha diritto creando lavoratori di serie A, B, C, D.....
  • Se e come comunicare a superiori, colleghi, dipendenti, clienti la propria diagnosi e l'evoluzione della propria malattia
  • Occhio al fenomeno del mobbing
  • I caregivers rischiano depressione e licenziamenti (ricerca pubblicata sulla rivista Cancer nel 2010). L'Emilia Romagna è all'avanguarda avendo introdotto a marzo 2014 una legge regionale per la tutela dei caregivers.
Cancro e lavoro: dai problemi alle opportunità:
  • Ri-definizione della propria identità professionale
  • Rallentamento dei tempi e diminuzione dello stress
  • Identificazione e valorizzazione di talenti inespressi
  • Ri-definizione delle priorità e ri-bilanciamento del rapporto vita-lavoro
  • Ri-definizione delle relazioni nel contesto lavorativo
Pro Job: si tratta di un progetto avviato dall'Associazione Italiana Malati di Cancro (AIMaC), Università di Milano, INT di Milano e Fondazione Insieme Contro il Cancro finalizzato a promuovere l’inclusione dei lavoratori malati di cancro nel mondo produttivo, sensibilizzare il management a creare per il malato condizioni ottimali nell’ambiente di lavoro, agevolare i lavoratori che hanno parenti malati, disincentivare il ricorso a procedure inadeguate per fronteggiare le conseguenti difficoltà sul lavoro. Il progetto è indirizzato alle imprese, ai lavoratori ammalati ed ai loro caregivers.

LINK UTILI:

Help_line Nazionali: Numero verde della LILT 800998877; Numero Verde dell'AIMAC 840 503579
Patronati in Italia
Associazione SerenaMente Onlus www.associazioneserenamente.it
ass_serenamente@hotmail.com  Grosseto tel  0564.417486 e 340.9868815

Diritti e tutela per i lavoratori autonomi che si ammalano
Petizione nazionale "Diritti ed assistenza per i lavoratori autonomi che si ammalano":
Campagna “Diritti e tutele alle lavoratrici autonome colpite da cancro al seno”
Per informazioni contattare Daniela Fregosi:
tumoreseno.blogspot.it - afroditekappa@gmail.com

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