lunedì 2 febbraio 2015

HomeCarePremium il bonus per chi accudisce i familiari. E per le partite iva? Niente

Afrodite K ha già parlato del problema dei caregivers lavoratori autonomi e cioè di cosa succede se ad ammalarsi gravemente non è la partita iva stessa ma un suo caro. Questa notizia la diffondo tanto per sottolineare come, di fronte alla malattia, continuano ad esistere lavoratori di serie A e serie B. Se hai un familiare anziano non autosufficiente, che ha bisogno della tua assistenza, o un parente portatore di handicap, possiedi i requisiti per chiedere all’Inps il nuovo generosissimo contributo che può variare da 400 a 1.200 euro al mese. 

Si chiama Home care premium e, in verità, è un vero e proprio premio, con tanto di bando di concorso pubblicato dall’Inps, che viene erogato a chi si prende cura, assiste e supporta a domicilio un familiare in stato di difficoltà. Peccato che è indirizzato solo ai dipendenti e pensionati pubblici. A differenza di tanti altri bandi simili, questo non prevede alcun requisito di reddito: pertanto l’istanza potrà essere presentata da chiunque.
Che dire, tutti i lavoratori autonomi esprimono la loro solidarietà e felicità ai dipendenti pubblici per questa conquista. Molti di loro sanno benissimo cosa voglia dire dover lavorare e contemporaneamente accudire un familiare gravemente ammalato. Perchè sì, pare strano ma pure i genitori ed i figli delle partite iva si ammalano. Solo che quando succede sono cazzi loro.....

Su laleggepertutti.it trovi la descrizione dettagliata del bando Home Care Premium oppure puoi accedere direttamente al Link dell'Inps.

2 commenti:

  1. Ditemi un pò se questo è giusto: Petizione "aiutiamo chi assiste familiari disabili"
    Chiunque assiste un familiare disabile o non più autosufficiente dovrebbe avere la possibilità di farlo in modo dignitoso. Questa opportunità andrebbe offerta a tutti, senza distinzioni. Attualmente i pensionati e i dipendenti pubblici che prestano assistenza a parenti diversamente abili hanno diritto a un bonus di 1200 euro, erogato dall’Inps. Non sono previsti, invece, aiuti e tutele per chi non è o non è stato dipendente dello Stato.
    Io ho una figlia di 14 anni, disabile da quando ne aveva due. Un errore durante un delicato intervento chirurgico, 12 anni fa, ha costretto la mia piccola Angela a trascorrere la sua vita in un letto, attaccata a un respiratore. Sua madre, mia moglie, le presta un’assistenza continua, 24 ore su 24. Io accompagno la ragazza a fare i controlli e cerco di portare avanti la famiglia. Questa situazione, però, mi ha sempre impedito di lavorare con stabilità. Con mia grande sofferenza, non riesco a garantire a mia figlia tutti i trattamenti di cui avrebbe bisogno.
    Tante persone vivono questa mia stessa condizione. Senza un lavoro stabile e senza la possibilità di accedere a fondi di assistenza, non è possibile vivere dignitosamente. Per questo mi rivolgo al presidente del Consiglio Matteo Renzi, perché estenda il bonus di 1200 euro anche a chi, come me e molti altri, non è dipendente pubblico. Non è stata Angela, e come lei molte altre persone, a scegliere di vivere così: almeno permettiamo loro un’esistenza decorosa.
    Link: https://www.change.org/p/aiutiamo-chi-assiste-familiari-disabili

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  2. Quella descritta sopra, purtroppo, è una situazione che ci accomuna...auguro a tutti noi, lavoratori autonomi, che si ponga fine a questa enorme ingiustizia che, a mio sentire, fa più male della malattia stessa. Posso accettare di combattere contro la malattia ma non accetterò mai l'abbandono e l'indifferenza da parte di chi dovrebbe tutelare i diritti dei più deboli, nell'interesse della collettività. Lo Stato non può ricordarsi che esistiamo solo quando vi sono tasse da pagare.

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