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lunedì 23 febbraio 2015

I diritti dei lavoratori pubblici e privati in caso di malattia: e noi autonomi possiamo schiattare

Quando Afrodite K ha intercettato una pagina molto dettagliata del sito della Funzione Pubblica-CGIL che descriveva con dovizia di particolari gli innumerevoli diritti di una marea di lavoratori, pubblici e privati in caso di malattia, ha iniziato a leggere. Le pagine non finivano mai, righe e righe e ancora righe. Alla fine non sapeva se ridere o piangere. Solo chi ha sperimentato sulla propria pelle cosa vuol dire "non esistere", sa quanto questo può far male. Se poi il tuo non esistere è collegato ad uno stato di sofferenza, come può essere una patologia oncologica, diventa davvero una bomba micidiale.

Vi riporto integralmente tutta questa mole infinita di informazioni anche se a noi lavoratori autonomi, partite iva, freelance, non ci riguarda affatto. Perchè leggere allora tutta questa roba? Occorre avere la consapevolezza di come siamo trattati anche se ci becchiamo un cancro e che le tasse che paghiamo noi evidentemente sono diverse.......
Questa consapevolezza, inoltre, porta linfa e motivazione per continuare a diffondela la Petizione "Diritti ed assistenza per i lavoratori autonomi che si ammalano"

La premessa è sempre la stessa, la faccio ogni volta con il rischio di ripetermi, ma ci tengo troppo a non essere fraintesa. Questo post, come altri, sono finalizzati ad una presa di coscienza per i lavoratori autonomi di cosa succede se si ammalano gravemente. Lo sanno sì, ma meno di quanto credono, fino a quando non conoscono le tutele delle altre tipologie di lavoratori. L'obiettivo non è la guerra tra poveri, il cancro è brutto per tutti, e non si tratta certo di togliere ad alcuni per dare ad altri. Tra l'altro il fatto che un diritto sia sancito (come quelli che seguono) non vuol dire automaticamente che sia anche ben applicato, ma almeno se ti accorgi che non ti è stato riconosciuto qualcosa a cui avevi diritto, puoi almeno cercare di pretenderlo. Per i lavoratori autonomi il problema nemmeno si pone, non c'è scritto da nessuna parte che una malattia come il cancro debba essere tutelata in quanto lavoratore, quindi, se loro se lo beccano, muti e rassegnati. I diritti di base devono essere per TUTTI. E questo è quanto. Altrimenti l'alternativa è che l'Inps non sia obbligatoria, le prestazioni assistenziali non vengono fornite dallo stato e ci arrangiamo da soli.

I diritti che seguono in caso di malattia sono relativi ai lavoratori: dello Stato (Ministeri), delle Agenzie Fiscali, del Parastato (INPS, INAIL, ACI, CRI, ecc...), della Sanità pubblica (Aziende ospedaliere, Aziende Sanitarie Locali) e privata (Ospedali e Cliniche private ed ex convenzionate), degli Enti Locali (Comuni, Provincie, Regioni, Comunità Montane, Camere di Commercio, IPAB, ecc...), delle Aziende (Vigili del Fuoco, AIMA, Monopoli di Stato, Cassa Depositi e Prestiti), del settore socio sanitario assistenziale educativo privato (Cooperazione sociale, Associazionismo, ecc.), dell'Igiene Ambientale pubblica e privata.

Accedi al link con tutti i dettagli e, se sei una partita iva, preparati a deprimerti: fpcgil.it

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