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mercoledì 25 febbraio 2015

Jobs Act: estensione dei diritti anche per patologie gravi, ma solo per i dipendenti

Il Consiglio dei Ministri ha varato i decreti attuativi della riforma del lavoro del Ministro Poletti. Tra le varie norme introdotte c'è un ampliamento dei diritti già esistenti per i lavoratori pazienti oncologici anche alle altre patologie gravi e croniche. Bello, bellissimo e soprattutto giusto e sensato. Peccato che tutto questo sia valido solo per i lavoratori dipendenti pubblici e privati. Come al solo se sei una partita iva ti arrangi perchè sei un malato ed un lavoratore di serie B. Lo shock della notizia è comunque contenuto, tanto i lavoratori autonomi non avevano nemmeno i diritti di base previsti per un cancro....

Intendiamoci...... è una grande vittoria e tutti noi lavoratori autonomi ci uniamo al grido di gioia di tutti i lavoratori dipendenti affetti da patologie croniche per questa iniziativa legislativa di grande giustizia.
Dopodichè, terminata la fase di solidarietà umana, torniamo ad incazzarci come bestie perchè qua siamo alla beffa pura. Non solo si continua ad ignorare i diritti di base delle partite iva che si beccano un bel tumore trattando come acqua fresca le oltre 80.000 firme raccolte con la Petizione "Diritti ed assistenza per i lavoratori autonomi che si ammalano", ma tanto per non stare con le mani in mano, si aggiungono altri diritti a quelli già esistenti per gli altri lavoratori di serie A. E noi rimaniamo le merde della situazione. Grande mossa!.

Ricordiamo che la norma inserita nella Riforma del mercato del lavoro, c.d. legge Biagi, riconosceva già ai lavoratori affetti da patologie oncologiche il diritto di trasformare il loro rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale ed il diritto di ottenere, successivamente, il ripristino del contratto nella forma originaria. Nel 2007 la norma, precedentemente prevista solo per i rapporti di lavoro privati, era stata estesa anche al pubblico impiego ed estesa in parte anche ai lavoratori che assistono familiari malati di cancro o in condizioni di grave disabilità. Ora con i decreti attuativi del Jobs Act per i lavoratori dipendenti questa tutela si estende, alle altre patologie gravi.

I decreti attuativi del Jobs Act introducono nuove fattispecie per la possibilità di accedere al part time. Le ha illustrate il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, nel corso della conferenza stampa successiva al Consiglio dei Ministri.“Abbiamo introdotto una norma di civiltà – ha sottolineato - stabilendo che in caso in caso di gravi patologie croniche, degenerative e ingravescenti, oltre a quelle oncologiche già previste, i lavoratori del settore pubblico e privato potranno esercitare il diritto di trasformare il lavoro a tempo pieno in part time di tipo orizzontale o verticale. Quando una persona si trova in questa situazione – ha aggiunto - non può essere infatti posta dinanzi l’alternativa tra recarsi al lavoro o restare a casa. Deve, invece, avere la possibilità di decidere di vivere il lavoro compatibilmente con le proprie condizioni, potendo quindi esercitare il diritto di ricorrere al part time”.

Che belle parole, caro Poletti, Afrodite K è commossa e le chiede solo perchè non sta rispondendo al nostro appello che va avanti da 1 anno e perchè un lavoratore autonomo colpito da una patologia oncologica o cronica non debba avere gli stessi diritti e anzi, oltre ad essere costretto a tornare al lavoro invece che curarsi come si deve, debba pure imparare a correre per scappare dai debiti che accumula a causa dei costi fissi che una malattia grave non interrompe.
Visto che non ci siamo proprio forse è il caso di riproporre al Ministero del Lavoro il bignamino su partite iva e malattia.

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