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giovedì 18 dicembre 2014

Perchè non firmo la petizione: le riflessioni di Christopher

Su questo Blog è apparso recentemente un commento che ritengo molto interessante ed a cui dedico un vero e proprio post. Tra l'altro è firmato e per questo è doppiamente apprezzabile per la trasparenza e la schiettezza con cui è stato inviato. Rappresenta una voce controcorrente in riferimento al successo che la Petizione "Diritti ed assistenza per i lavoratori autonomi che si ammalano" sta avendo arrivando a superare, ad oggi, le 75.000 firme.


"Cara Daniela Fregosi,
Io sono con te ma solo per quanto riguarda il problema, quello vero; credo che la tua petizione vada nel senso contrario a quello giusto. Secondo me, la tua richiesta fa soltanto il gioco di quest'ultima generazione di politicanti. Quanto alla costi
tuzione che chiami in causa, non scordarti che, sin dal tempo dell'assemblea costituente e prima, esiste la distinzione tra lavoratori e datori di lavoro e questo è all'incirva anche la distinzione tra impresa e dipendenti. Perchè sì, Daniela, anche senza aver assunto alcun dipendente a lavorare per te, tu come ditta individuale sei un'impresa ed una imprenditrice, anche se la persona giuridica coincide pressochè con la persona fisica che sei tu.
Tuttavia, sei imprenditrice... almeno formalmente.
Se poi in realtà tu sei un dipendente di fatto, o semplicemente una lavoratrice precaria, hai comunque accettato di intraprendere anzichè essere assunta. Se questa è stata una scelta obbligata, se ti veniva proposta solo questa (o anche venivi abbagliata dai discorsi del solito stampo), questo ha fatto parte di quell'iter che ormai ha distrutta la distinzione cui sopra. Volevi davvero intraprendere e davvero non ti interessava avere le tutele del dipendente? Dovevi far conto onde poter affrontare i rischi d'impresa. Nel caso di un (vero) freelance, significa poter superare in periodo di magra e, quando questo sia dovuto ad impedimento tuo, poter trovare comunque richiesta da parte di clientela al ritorno sul mercato. Il primo requisito per questo è di poter riuscire ad applicare una tariffa veramente congrua. Altrimenti converebbe essere dipendenti ed allora sì, esigere dalla politica le tutele che gia la costituzione prevede. Proprio queste cose --ENTRAMBE-- diventano sempre piu difficili, a causa proprio di quanto diffuso diventa il lavoro nè carne nè pesce che svilisce e deprezza i lavoratori.
Io quindi non firmo la tua petitizione perchè troverei piu giusto ripristinare le distinzioni, quella tra dipendenti ed impresa, quella tra lavoratori e datori di lavoro, senza piu confondere queste cose con clienti o committenti e fornitori o prestatori di servizio (ad es. l'idraulico che la gente trova sulle pagine gialle ogni volta che si trova col rubinetto da sistemare). Dunque dipende anche da quanti siano i clienti/committenti tuoi, se in realtà siano i tuoi capi, se in realtò tu sia subordinata di fatto. Se così è, la risposta sarebbe esigere l'assunzione regolare, ma finchè sono solo alcuni ad ottenerla coattivamente sappiamo ben com'è poi. Io mi vidi indotto a passare da dipendente al precariato ma ormai, piu che cercare l'assunzione, spererei casomai di avviare una attività, anche insieme a soci. Peccato che non sarà facile per nulla.
Intanto, i miei migliori auguri per la tua malattia"

Christopher Corradini


Caro Christopher ti ringrazio per la tua schietta opinione, rispettabilissima come qualsiasi altra e come tutte quelle delle decine di migliaia di persone che la petizione l'hanno firmata.
Preciso che:
a) no, non sono una falsa partita iva (verissima dal 1992), e basta con il tormentone delle false partite iva. Sappiamo benissimo che è un problema diffuso e da risolvere ma non si può ridurre la questione delle partite iva (come stanno cercando di fare tutti) all'individuazione delle false che devono essere ricollocate in contratti di subordinazione. Noi l'abbiamo scelto di essere professionisti e non ce ne potete fare una colpa, non è un karma da espiare, nè motivo di ritorsione per la mancanza di diritti di base come malattia e maternità.
b) non sono un'imprenditrice. Mi spiace ma un freelance non è equiparabile ad un imprenditore, c'è una bella differenza eccome. Per esempio la disobbedienza contributiva che sto facendo non è neppure lontanamente equiparabile a quella che farebbe un imprenditore come giustamente ha sottolineato Acta
c) per lo stato siamo simili ai dipendenti quando dobbiamo pagare e ci mettono i contributi inps obbligatori con le stesse logiche del lavoro subordinato ma diventiamo invece imprenditori e soggetti al rischio imprenditoriale (della serie sono cazzi tuoi) quando dobbiamo ricevere (bello il giochino eh?) e questo non è più sostenibile a fronte di aliquote altissime come quelle della gestione separata che in cambio non offrono praticamente nulla.
d) grazie per gli auguri riferiti alla malattia, io auguro a te di non vedere mai i tuoi amici, i tuoi cari e le persone a cui tieni passare l'incubo di sentirsi dire che oltre ad avere un cancro e non avere diritti  la responsabilità è pure loro perchè se la bicicletta l'hanno voluta, ora pedalano.
Nessuno vuole diritti uguali ad una categoria a cui non appartiene (dipendenti), ci basterebbero dei diritti e punto. Qui si parla di diritti umani e su quelli non c'è proprio da discuterci, senza se e senza ma. Infine.... lo Stato si deve decidere o ci massacra di tasse come fà ma allora deve anche dare (diritti compresi) oppure ci dice arrangiatevi ed allora ci regoliamo da noi anche attraverso le assicurazioni private. Ma si deve decidere però....

1 commento:

  1. Io firmo la Petizione in quanto sono un Falso Partita Iva. Se non posso essere collocato in una forma contrattuale relativamente stabile ma continuo a pagare le tasse e a versare contributi con tutte le difficoltà che ne conseguono, pretendo quantomeno che i miei diritti fondamentali vengano tutelati. Non mi importa essere equiparato a un dipendente pubblico in termini di diritto del lavoro, ma essere equiparato a un cittadino contribuente in termini di diritto alla Salute. (Art.32)

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