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giovedì 25 dicembre 2014

Naspi & company: i nuovi sussidi di disoccupazione. E le partite iva? Beh, loro sono i finanziatori!

Nei decreti attuativi approvati dal Consiglio dei ministri sul Jobs Act del 24 dicembre, sono stati partoriti i nuovi sussidi di disoccupazione, con l’estensione delle tutele a co.co.co. e co.co.pro. e l’introduzione di un sostegno per i disoccupati che abbiano esaurito la Naspi. Bravo Governo, grande atto di civiltà per i lavoratori. Peccato che agli autonomi, partite iva e freelance con tocchi un piffero, anzi loro hanno aumenti, nessun diritto, nessun miglioramento (tranne qualcosa per artigiani e commercianti). Afrodite K non smetterà mai di ricordarvelo. Care partite iva, pensateci e pensateci prima che sia tardi. Non vi ammalate, vendete l'anima al Diavolo, inventatevi quello che vi pare, ma rimanete sani, performanti ed eterni perchè per voi la disoccupazione un c'è e so' cazzi vostri.

La Naspi, cioè Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego, va a sostituire gli attuali sussidi di disoccupazione, cioè Aspi e mini Aspi. L’importo della Naspi è rapportato alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni. L’indennità mensile è pari al 75% dello stipendio, se questo è pari o inferiore a 1195 euro nel 2015, cifra poi rivalutata annualmente. Se la busta paga invece è superiore, l’importo della Naspi cresce fino a un massimo di 1.300 euro. L’indennità è ridotta progressivamente del 3 per cento al mese dal quinto mese di fruizione. Dal 2016, tale riduzione si applicherà dal quarto mese. Potranno richiedere la Naspi quanti, dopo la perdita involontaria del lavoro, possano far valere almeno tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti e almeno 18 giornate di lavoro effettivo nell’ultimo anno. La Naspi durerà un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni: di conseguenza, sarà erogata per un massimo di due anni. Potrà beneficiarne chi parteciperà alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale.
Il 1 maggio 2015 vedrà la luce l’Asdi, l’Assegno di disoccupazione, in via sperimentale per l’anno 2015. La sua funzione è fornire un sostegno a quanti abbiano esaurito la Naspi per tutta la sua durata e si ritrovino ancora senza lavoro e in gravi difficoltà economiche. L’Asdi sarà erogato per una durata massima di sei mesi e sarà pari al 75% dell’ultimo trattamento percepito ai fini della Naspi. Le risorse per finanziare la misura verranno da uno specifico fondo istituito nello stato di previsione del ministero del Lavoro: la sua dotazione è pari a 300 milioni di euro nel 2015. Il sostegno economico sarà condizionato all’adesione ad un progetto personalizzato redatto dai competenti servizi per l’impiego.
La Dis-coll è un’altra misura varata in via sperimentale per il 2015, che interessa i nuovi eventi di disoccupazione dal 1 gennaio 2015 e sino al 31 dicembre 2015: sarà riconosciuta ai collaboratori coordinati e continuativi e a progetto, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, non pensionati e privi di partita Iva. L’assegno sarà erogato a quanti possano far valere almeno tre mesi di contribuzione dal primo gennaio dell’anno solare precedente. La Dis-coll sarà pari al 75 per cento del reddito percepito nei casi in cui sia pari o inferiore nel 2015 all’importo di 1195 euro mensili, una cifra che poi sarà annualmente rivalutata. Nei casi in cui il reddito sia superiore, l’indennità cresce, ma senza superare l’importo massimo mensile di 1300 euro nel 2015. La Dis-coll durerà per un numero di mesi pari alla metà dei mesi di contribuzione presenti nel periodo che va dal primo gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione del lavoro al predetto evento. 

"Potranno richiedere la Naspi quanti, dopo la perdita involontaria del lavoro, possano far valere almeno tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti e almeno 18 giornate di lavoro effettivo nell’ultimo anno. La Dis-coll sarà erogata a quanti possano far valere almeno tre mesi di contribuzione dal primo gennaio dell’anno solare precedente". Coooosa?, ma stiamo scherzando?!!! Basta aver versato 13 settimane in 4 anni, 18 giornate o 3 mesi nell'ultimo anno per avere ammortizzatori e se sei un lavoratore autonomo invece sono cazzi tuoi?
Eh sì, è proprio così, giuro, ecco la comunicazione ufficiale del Governo. 
Se sei una partita iva in difficoltà che magari per la crisi stai lavorando molto meno se non addirittura per nulla, puoi pure avere decenni di contribuzione alle spalle, non frega niente a nessuno. Tu continui a pagare tasse e contributi e vai a finanziare gli altri (i 2 punti di aumento dell'aliquota Inps per la Gestione Separata che adesso è passata al 29,72%, sì hai letto bene 29,72% tutto a carico del lavoratore fanno a finanziare la nuova Aspi). Almeno i co.co.co della Gestione Separata c'hanno la magra consolazione che quello che pagano gli ritorna in prestazioni assistenziali. Gli altri? Ciccia. Ah, dimenticavo...... ad una partita iva non gli tocca nulla o poco più, non solo se attraversa un momento difficile per la crisi economica, ma anche se si becca un cancro. Bella la Costituzione italiana, eh?

Grazie Governo e Buon Natale

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