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mercoledì 5 marzo 2014

Nella guerra tra poveri, i poveri perdono sempre: individuare il vero nemico!


In qualsiasi battaglia è determinante capire chi è il nemico. Lo diceva Sun Tzu ne “L’arte della guerra” (“una battaglia è già per metà vinta se si conosce se stessi ed il proprio nemico”), lo dice il buon senso. Lottare contro un falso nemico non solo è inutile (fosse solo questo….), crea una dispersione di energie ed un’illusione di efficacia che invece manca. Ci si sforza tanto e si è tranquilli perché crediamo che i nostri sforzi saranno ripagati.  La battaglia che la nostra Petizione sta portando avanti non è la lotta dei lavoratori autonomi contro i lavoratori dipendenti, che questo sia chiaro, a tutti, lavoratori, istituzioni e….media (che spesso strumentalizzano le informazioni).

Quando un lavoratore autonomo si ammala gravemente, il suo nemico non è il lavoratore dipendente. Né è vero il contrario.
Un tumore è un tumore, una patologia grave lo è a prescindere dal tipo di lavoro che fai, anzi, puoi pure essere disoccupato e non lavorare affatto. Una malattia è un dramma per chiunque e l’accesso alle cure è dovuto a tutti. Sarebbe gravissimo se non fosse così.
Anche se qualche giornalista ha titolato che Afrodite K non ha diritto alle cure, lei questo non l’ha proprio mai detto. Avrà pure una tetta razzo farlocca, ma scema non è e disonesta neppure.
La questione è un’altra. Qua stiamo cercando di far conoscere meglio a chi non ne ha esperienza le condizioni di moltissimi lavoratori autonomi che una volta ammalati, iniziano ad avere enormi problemi di conciliazione malattia/lavoro che sono abbastanza tipiche proprio delle partite iva.
E questo purtroppo avviene da subito, non dopo un po’ quando sono terminati i diritti di base iniziali in caso di malattia. Sin dal primo giorno non guadagnano più, sin dal primo giorno continuano a pagare tasse ed acconti (alcuni addirittura indipendenti dal fatturato perché sono fissi).
I lavoratori autonomi stanno cercando di sfatare alcuni miti che hanno nutrito da sempre l’immaginario collettivo. I lavoratori autonomi guadagnano un sacco di soldi. I lavoratori autonomi sono evasori. I lavoratori autonomi fanno quello che gli pare e sono liberi. I lavoratori autonomi possono pagarsi le assicurazioni private e quindi si devono arrangiare con quelle.
I miti ed i pregiudizi nella società abbondano, pure i lavoratori dipendenti, soprattutto quelli statali e parastatali, se li portano addosso e dovrebbero sapere bene cosa significa essere identificati schematicamente in una macrocategoria che azzera le differenze individuali e annulla la realtà concreta.
Cerchiamo di ragionare con una mente più libera. La realtà è più complessa di quella presentata e semplificata attraverso gli schemi mentali.
Quando un lavoratore dipendente si ammala di cancro non è certo tutto rose e fiori solo perché ha un lavoro fisso e leggi che lo tutelano. A volte le leggi sono scritte sulla carta ma non applicate nella realtà. A volte la malattia si prolunga e le tutele finiscono. A volte trovano il modo di scaricarti ugualmente. A volte sei vittima di mobbing e ti fanno vedere i sorci verdi anche se non muori di fame.
Insomma, ognuno ha le sue pene quando c’è di mezzo la malattia.
Qua non si deve vincere il premio a chi sta peggio.
Questo è quello a cui ci vorrebbero portare, capite?
E’ una delle leggi del controllo sociale più vecchia ed efficace. Far trovare a gruppi di persone frustrate ed arrabbiate per dei diritti negati un falso nemico, possibilmente da identificare in un altro gruppo frustrato ed arrabbiato. Così hai fatto bingo. Chi veramente dovrebbe accogliere le richieste ed occuparsene, se ne tira fuori e fa scannare tutti gli altri l’uno contro l’altro. Così poi non cambia niente, anzi i frustrati ed arrabbiati dopo sono pure di meno perché qualcuno si perde per la strada.
Afrodite K però non ci sta, di battaglie se ne intende. Quella di Mazinga Z è stata una grande scuola. E con lei molti lavoratori che hanno capito che questo giochino della guerra tra poveri non funziona e non porta da nessuna parte. Per questo la nostra Petizione continua ad essere firmata anche dai lavoratori dipendenti. Per questo molti spiegano il motivo della loro firma adducendo la difesa di diritti umani fondamentali. Per questo nessuno vuole togliere diritti agli altri per poterne avere maggiori per sé.
Le battaglie si vincono con alleanza ed unioni, non dividendo e frammentando.
La guerra è unica: i diritti del malato.
Le battaglie invece possono essere molte.
Questa è solo una. Giusto per rimettere un pò in pari tante persone che sono rimaste davvero troppo indietro e questo non è più tollerabile. Almeno i diritti di base, almeno quelli no, non si toccano e vanno preservati.
Ecco perché Afrodite K è scesa in campo, un po’ acciaccata da tante battaglie precedenti, da un malattia che l’ha provata molto e tuttora le cosparge strada di scelte e di prove.
Ecco perché la sua vera guerra non è contro il cancro, il cancro non lo ha scelto, il cancro lo gestisce e lo trasforma.
La sua vera battaglia è contro le ingiustizie che i lavoratori autonomi devono sopportare quando si ammalano, come se non bastasse la malattia di per sé.
Questa battaglia, invece, l’ha scelta. E molti altri insieme a lei, tutti coloro che stanno firmando la petizione e desiderano migliorare la situazione attuale.
 
PS Per lanciare questo messaggio, forte e chiaro. Per far capire che non c’è scontro tra lavoratori autonomi e dipendenti sul tema della malattia, Afrodite K sta lavorando ad un piccolo grande progetto video virale con l’obiettivo di informare, divertire, far riflettere e…..unire le forze dei lavoratori autonomi e di quelli dipendenti. Stay tuned……

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