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sabato 15 marzo 2014

Le firme per la Petizione continuano a salire ed anche i commenti dei firmatari

Prosegue incessante la raccolta delle firme per la Petizione "Diritti e assistenza ai lavoratori autonomi che si ammalano". Ecco altri commenti dei firmatari tra gli oltre 34.000 che hanno aderito fino ad ora: "Sempre pagate le tasse, sempre ritenuto fosse un DOVERE ma io non ho alcuna indennità malattia, maternità, cassa integrazione… Ho solo un assurdo studio di settore. Questo è forse giusto???" Lucia Ranaboldo

"Sono un "finto partito iva" e purtroppo ,mi è stata diagnosticata una sclerosi sistemica e, per cure devo andare 3 giorni al mese a Firenze . Non ho nessuna copertura assicurativa, non ho giorni retribuiti,non ho ferie, non ho accantonamento di fine rapporto, non mi vengono rimborsate le spese che devo sostenere per le cure ,non ho tredicesaima, ecc ma, pago l'INPS, pago l'IRPEF,ho pagato per errore della commercialista l'IRAP, che non mi verrà rimborsata..ho.. guadagnato nel 2013 18000€ lordi lavorando solo ed esclusivamente per una società che opera nel settore sanitario.....ci sono altri perché???????" Giuseppe Suriano di Roma

"Perchè essere lavoratori a partita IVA è spesso un obbligo per non rimanere senza lavoro. Non siamo evasori: ogni mese se non emetto la fattura non vengo pagata. Ma per cosa sto versando il 27,72% di inps? quali sono i diritti di un autonomo?" Karin Nimatallah

"Questa è una battaglia di civiltà. Non importa se sei autonomo o dipendente, a tutti dev'essere data la parità dei diritti" Iuri Baldi

"Perché un malato oncologico deve combattere contro la malattia non contro la buracrazia" Beatrice Pecorini

"Perché potrei trovarmi ad essere lavoratrice indipendente anch'io!!" Federica Mezzani

"I lavoratori autonomi sono come quelli dipendenti.. a livello umano siamo tutti uguali ...il cancro PURTROPPO può venire a tutti ...quindi le leggi per la tutela della salute fatele uguale per tutti ..il cancro non fa distinzione ricco - povero - bello - brutto.. mettetevelo in testa politici ed istituzioni !!!" Agata Giuffrida

"Perché oggi lo Stato uccide più dei tumori." Italria Tognarini

"E' un problema di equità e di giustizia. Grazie per aver portato alla luce una delle tante ingiustizie di cui sono vittima i cosiddetti "invisibili" Renzo Alessandri

"Sono anch'io una commerciante e veramente noi non dovremmo mai ammalarci xchè nessuno ci rimborsa delle giornate perse. Ho avuto problemi di salute che mi hanno costretto a cambiare la mia vita ed a prendere decisioni purtroppo sbagliate. Le cartelle esattoriali non sono però andate in malattia anzi..." Costanza Colotti

"I lavoratori vanno trattati nello stesso modo" Giovanni Russo Ciarro

"La malattia è un evento devastante per un libero professionista, aggiunge problemi lavorativi enormi a chi già ne ha di salute." Maria Gabriella Ferro

"Perchè avendo un figlio artigiano penso che tutti debbano avere gli ammortizzatori sociali e non solo i lavoratori dipendenti perchè tutti pagano le tasse" Maura Galetto

"Credo che la cosa più importante sia smontare il luogo comune : Libero Professionista uguale ricco. Non ho, ringraziando Dio malattie, ma sono costretta a rifiutare quei pochi  incarichi che ricevo, perchè quello che pecepirei è insufficiente per coprire le spese per Inarcassa....che tristezza." Silvia Contri

"Perché le lavoratrici autonome e i lavoratori autonomi non sono tutelati in caso di malattia, maternità, malattia dei figli, assistenza a familiari malati o disabili. Spesso c'è l'idea che, pur lavorando come tutti, solo la nostra categoria non paghi le tasse. Molti di noi hanno scelto la strada dell'indipendenza e dell'iniziativa individuale in mancanza di posto fisso. Pochi di noi navigano nell'oro" Mara Tomasella

"Sono figlia di imprenditori e per una buona parte della mia vita ho lavorato nella ditta di famiglia. Attualmente sono una lavoratrice subordinata, sono dunque "passata dall'altra parte" e a maggior ragione ritengo che tutti i lavoratori debbano poter beneficiare delle tutele sanitarie riservate unicamente ai lavoratori dipendenti. Questa disuguaglianza è assolutamente ingiusta, incomprensibile e inaccettabile." Patrizia Renier


1 commento:

  1. Credo, come scrive Salvatore Iaconesi, che ‘possiamo cambiare il significato della parola "cura". Possiamo trasformare il ruolo della conoscenza. Possiamo essere umani.’

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