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lunedì 5 ottobre 2015

Afrodite K organizza la proiezione in Italia del documentario americano Pink Ribbons Inc

Dopo l'unica proiezione in Italia avvenuta l'anno scorso a Bologna, Afrodite K ha deciso di organizzare un incontro con visione e dibattito del film che tanto a fatto discutere gli Stati Uniti. Lo farà proprio in occasione dell'Ottobre Rosa, mese dedicato alla prevenzione del cancro al seno nel quale si moltiplicano in modo esponenziale campagne, eventi ed iniziative di ogni ordine e grado, alcune decisamente discutibili come finalità e gusto, che niente hanno a che vedere con la finalità della prevenzione e che, spesso, le donne le prendono proprio in giro, come l'ultima Campagna Nastro Rosa della LILT. L'incontro che si svolgerà il 25 di ottobre a Grosseto sarà l'occasione di aggiungere altri sguardi, altre voci e soprattutto altri colori a quelli a cui siamo da anni abituati in questo mese (e ormai in tutto l'anno).

Voci, sguardi e colori diversi: verso un Ottobre Rosa che vada "oltre"
con proiezione del film/documentario americano Pink Ribbons Inc (vedi Trailer)
Domenica 25 ottobre 2015 - ore 17.30
a Grosseto presso la Libreria delle Ragazze in Via Pergolesi 3/a (come arrivare)
Per informazioni: afroditekappa@gmail.com 3335837472

Seguirà, per chi vuole, una cena ispirata alla prevenzione oncologica (15€) insieme al Khorakhanè in Via Ugo Bassi 62 (inviare la prenotazione per la cena a 349 0089398 info@arcikhorakane.it)

Il documentario è stato sottotitolato in italiano gratuitamente (ed a mano!!) da attiviste italiane e spagnole in entrambe le lingue. Un grazie quindi a queste donne volenterose (e preparate) che permettono la visione anche a chi non eccelle nell'inglese (e qui in Italia siamo purtroppo in molti).

E' un'occasione che merita davvero e che può interessare sia le donne che hanno incontrato il cancro al seno, i loro familiari ed amici, ma anche le donne in genere perchè il tumore al seno stimola riflessioni su temi assai "caldi": donne, strumentalizzazione del corpo femminile, femminilità, fenomeno della sessualizzazione.

Pink Ribbons Inc documenta come alcune aziende utilizzano il marketing legato al Nastro Rosa per aumentare le vendite, contribuendo solo con una piccola parte del ricavato alla causa del cancro al seno in sè. Racconta, inoltre, come le aziende usano il cosiddetto "pinkwashing" per migliorare la propria immagine pubblica mentre continuano la produzione di prodotti che potrebbero essere cancerogeni. Rispetto ai milioni raccolti da queste campagne per la ricerca sul cancro al seno, il film sostiene che non vengono utilizzati soldi sufficienti per migliorare la prevenzione o per identificare i possibili fattori ambientali del cancro al seno. Pink Ribbons, Inc. presenta interviste con personaggi critici verso le campagne del Nastro Rosa: ricercatori e malati di cancro. Viene intervistata anche Charlotte Haley, che ha iniziato una campagna con il nastro color pesca più di 20 anni fa per spingere il National Cancer Institute ad aumentare il suo budget per la ricerca sulla prevenzione del cancro. Quando la Haley è stata avvicinata da Self Magazine e dalla società di cosmetici Estée Lauder nel 1992 per usare i suoi nastri in una campagna di sensibilizzazione del cancro al seno, lei ha rifiutato, perché non aveva alcun desiderio di essere parte di un'operazione commerciale. Così la società ha cambiato il colore del nastro in rosa per eludere gli sforzi della Haley per fermare l'iniziativa. Inoltre è descritta la "IV Lega" un gruppo di sostegno del Texas per le donne con diagnosi al 4° stadio di cancro al seno, che si sentono infastidite dal movimento Nastro Rosa perché, come dicono loro, "c'è chi sta imparando a vivere e chi sta imparando a morire".
Samantha King l'autrice del libro a cui il film si ispira "Pink Ribbons Inc. Breast Cancer and the Politics of Philanthropy" (uscito nel 2006 e mai tradotto in italiano) ha definito questo tipo di campagne con l'espressione "la tirannia dell'allegria". Ravida Din, il produttore di NFB, è una sopravvissuta al cancro al seno che aveva letto il libro di Samantha King e nel 2001 l'articolo di Barbara Ehrenreich "Welcome to Cancerland" su Harper Magazine: "Inizialmente ero affascinata dal contesto economico e storico del mondo della filantropia," ha detto. "La domanda che mi ha incuriosito è stata come siamo arrivati ​​a questo tipo di cultura del cancro al seno che privilegia lo shopping come soluzione invece di arrabbiarsi e chiedere il cambiamento?".
Dopo aver sviluppato uno schema per il progetto con l'aiuto gli sceneggiatori Nancy Guerin e Patricia Kearns, Ravida Din ha iniziato a cercare il regista giusto, ed ha deciso di proporre la cosa a Léa Pool.
Il film presenta l'uso pesante e ossessivo del colore rosa, su capi di abbigliamento, nel marketing, nei monumenti illuminati come le Cascate del Niagara e l'Empire State Building mostrando anche alcuni spezzoni di manifestazioni pubbliche ed eventi di corsa (come la Komen for the Cure).

Donne (ma anche uomini perchè no!), accorrete numerosi......

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