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venerdì 30 ottobre 2015

Legge di Stabilità 2016: di fronte alla malattia i lavoratori autonomi non sono tutti uguali

Afrodite K sta seguendo le novità connesse alla Legge di Stabilità,  soprattutto quelle che riguardano i lavoratori autonomi colpiti da malattia. E c'è qualcosa che proprio non torna.... Da 2 anni Afrodite K se ne va in giro con la felpa "Lo Stato fa differenza tra lavoratori, la malattia NO" e ora scappa fuori che le differenze non sono solo tra autonomi e dipendenti ma pure tra gli autonomi stessi. Ma allora nel palazzo son davvero tutte pigne verdi dure come sassi se non riescono a capire che di fronte alla malattia siamo tutti uguali!

Afrodite K è andata a scartabellarsi quello che è definito il Jobs Act delle partite iva e cioè un disegno di legge in 13 articoli "Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato a tempo indeterminato" che il Governo presenterà come collegato alla Legge di Stabilità 2016. Documento che tra l'altro non si trova bene proprio per niente e rimane ancora in bozza. Chiara Gribaudo (PD), membro della Commissione Lavoro alla Camera, ha dichiarato che il testo del "collegato lavoro" dovrebbe arrivare in Parlamento a Gennaio 2016.....
Ecco intanto cosa ha trovato Afrodite K nella bozza di testo rispetto alla malattia.....

"In caso di malattia di gravità tale da impedire lo svolgimento della attività professionale per una durata superiore ai 60 giorni, il versamento degli oneri previdenziali è sospeso per l’intera durata del periodo di malattia fino ad un massimo di due anni. A decorrere dall’ultimo giorno del mese successivo a quello di cessazione della malattia il lavoratore autonomo è tenuto ad effettuare il pagamento del debito previdenziale maturato durante il periodo di sospensione, in rate mensili nell’arco di un periodo pari a tre volte quello di sospensione" (comma 3 art.10)
"All’art. 1, comma 1, Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociale 12 gennaio 2001, sono infine aggiunte le seguenti parole: «I periodi di malattia certificata come conseguente a trattamenti terapeutici delle malattie oncologiche sono equiparati alla degenza ospedaliera"
(comma 4 art.10)

Meraviglioso, no? Certo che sì... entrambe queste cose fanno parte delle richieste della sua Petizione! Ma il momento di godimento è durato poco perchè nel comma 2 dell'art1 (Ambiti di applicazione) si legge: "Sono esclusi dall’ambito di applicazione del presente titolo i piccoli imprenditori artigiani e commercianti iscritti alla Camera del commercio"

E ci risiamo, non bastano le discriminazioni tra dipendenti ed autonomi di fronte alla malattia, adesso dobbiam pure fare differente tra gli autonomi stessi!
Il testo del decreto è stato predisposto da un giurista bocconiano (ma alla Bocconi insegnano questo?!), il professor Maurizio Del Conte facendo propri i testi che già esistevano in materia in Parlamento (capperi, bei testi che deve aver visionato...) e ha consultato più volte le associazioni delle partite Iva (in modo chiaramente separato così qualcuno lo prende in tasca e qualcuno no..... perchè, ebbene sì, la guerra tra poveri paga sempre, vero?).

Mi voglio augurare che sia un errore, un refuso, un abbaglio, perchè se così non fosse, la cosa sarebbe davvero grave ed inquietante.
A maggior ragione tenendo conto che proprio artigiani e commercianti hanno un fisso contributivo obbligatorio indipendente dal fatturato e chiaramente se si ammalano è una tragedia e l'indebitamento è assicurato (così come mi risulta dalle moltissime segnalazioni che mi sono arrivate personalmente con storie raccapriccianti e vergognose per uno stato civile). 
Le professioni ordinistiche almeno si salverebbero? Pure loro hanno un fisso contributivo minimo da pagare....
Ma forse tutto si spiega con un PS che verrà debitamente inserito.
Tipo.... "dato l'elevato rischio di evasione, a voi vi continuiamo a trattare come delle merde, va...".

Rispetto a questa porcata come Afrodite K:
  • ho allertato i principali contatti che ho tra i parlamentari, almeno tra quelli che hanno dimostrato nel tempo di appoggiare la mia battaglia in modo concreto;
  • ho allertato i giornalisti (e sono davvero tanti) di questo aspetto di cui nessuno sta parlando e che rischia di passare inosservato fino alla votazione finale delle legge di stabilità, quando sarà troppo tardi. Occorre parlarne adesso, quando si è ancora in tempo per correggere questa incredibile stortura!
  • dopodiché, se tutto questo non funzionerà, mi rimarrà solo lanciare le tette razzo......
Artigiani e commercianti, avete tutto l'appoggio possibile di Afrodite K che, pur appartenendo alla gestione separata, non mancherà di fare tutto il casino che può su questa questione. In ogni caso vi consiglio caldamente (invece di scrivere a me come spessissimo fate per raccontarmi e lamentarvi dei drammi che vivete in caso di malattia) di rompere le scatole alle associazioni che dovrebbero rappresentarvi e alle quali molti di voi pagano pure delle quote.
A me personalmente una di queste ha provato a farmi sentire una merdaccia (ma ce ne vuole cari miei.... non c'è riuscito un tumore). Del tipo.....
Ma lei scusi è associata con noi, ce l'ha la tessera?
No, ma del resto cappelli in testa non ne ho proprio, nè con voi, nè con altri.
Ma che vuole da noi?
Lo so che è difficile pensare che ci siano persone che non hanno secondi fini ma a me interessa solo che lottiate per far tutelare la malattia ai vostri associati utilizzando, se volete, me come strumento di testimonianza mediatica. Punto.
Ma noi sono 20 anni che difendiamo i nostri, c'abbiamo contatti in parlamento e portiamo avanti cose sa..., lei che ha fatto in fin dei conti....86.000 firme ad una petizione.... son poche....
Capperi, che bravi! Certo che avete ottenuto parecchio finora però......

Un'altra associazione di categoria ancora mi ha invitato per una testimonianza ad un loro evento importante scusandosi di non potermi pagare manco le spese di trasferta (belle alte, aereo compreso, perchè la location era molto lontana). Ringraziato e mandato a quel paese, chiaramente....

Insomma, cari artigiani e commercianti auguri vivissimi perchè siete proprio in buone mani .....

8 commenti:

  1. Stavo riascoltando i podcast di Italo Cillo, dal titolo: "Tempo di cambiare" sul sito tempodicambiare.it In una conferenza/incontro tenutosi a Padova alcuni anni fa, chiacchierando con economisti, sociologi etc e' venuto fuori che stiamo sbagliando tutto. Stiamo elemosinando briciole di giustizia da un sistema organizzato ingiusto, prevaricatore, minacciante e iniquo.

    Secondo queste persone, non puo' funzionare, serve creare qualcosa di nuovo tale che ci consenta di sganciarci dal vecchio.

    E piu' mi informo e piu' penso che sia l'unica soluzione possibile ora.

    Spero di sbagliarmi, perche' guai grossi come montagne ci aspetterebbero.

    Ma se anche mi sbagliassi, i guai che intravedo all'orizzonte non sono meno grandi, anzi, per molti versi, sono di gran lunga peggiori. Non e' facile, ma ce la si fa.

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  2. Ciao, forse la domanda è banale, ma esistono assicurazioni abbordabili e umane, nel frattempo che qualcosa cambi, da poter stipulare e che permettano di godere di tutele pari a quelle garantite ai cittadini di serie A? Sono un commerciante da poco e sto per prendere un dipendente, non ho mai evaso nulla e non lo farò mai perché ho l'obiettivo di "portare l'Inghilterra in Italia", intanto una banale influenza e due ernie mi hanno già provato, cosa possiamo fare per evitare di attendere disperati? Dobbiamo solo evadere??

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    1. Il meccanismo delle assicurazioni è chiaro, la copertura che ti danno dipende dai premi che paghi ed è un gatto che si morde la coda.... Quelle che si salvano di più sono le società di mutuo soccorso che si fondano su principi di mutualismo. M'informerei con quelle...... http://tumoreseno.blogspot.it/2014/05/le-societa-di-mutuo-soccorso-una-luce.html

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  3. Tra inps che deruba 2 anni di contrubuti a tutti e non si alza nessuno di loro a cercare il cartaceo dimenticato; tra le casse mutue che ci hanno penalizzato da oltre 30 anni, sottraendoci il diritto egualitario all'assistenza in caso di malattia; tra i sindacalisti che esercitano un potere sfrenato da 65 anni ed i politicanti che usurpano potere e sottraggono il futuro alla nazione, se non ci organizziamo e non facciamo vedere che siamo uniti ed INDISPENSABILI alla quotidianità della vita di tutti, se non organizziamo uno sciopero, una protesta, tutti insieme noi lavoratori autonomi, una protesta che ci faccia assentare TUTTI e CONTEMPORANEAMENTE per 7 giorni, NON ne usciremo vivi. 7 giorni senza negozi aperti, 7 giorni senza attività artigianali, blocchiamo tutto !!! NON SIAMO I NUOVI SCHIAVI DEL TERZO MILLENNIO !!!

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    1. sono SALVATORE DA LAMEZIA la penso Esattamente come ,Te

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  4. Mi viene da pensare che la ratio di questa "discriminazione" stia nel fatto che il lavoratore artigiano o commerciante, iscritto alla cciaa, possa, in caso di malattia, sospendere l'attività, comunicandolo alla cciaa e quindi per il periodo di inattività chiedere di non pagare i contributi inps. Sarà per questo?

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    1. Non mi risulta proprio da tutti quelli che mi hanno scritto. Inoltre anche se fosse vero "obbligare" qualcuno a sospendere l'attività non sarebbe giusto. certo in molti sono costretti a chiudere la p.iva per gravi malattie, ma il problema non lo si risolve manco così perchè gli arretrati vanno comunque pagati e l'indebitamento si crea.... Inoltre va bene se c'hai un piede nella fossa, ma se non è così, se sei grave ma non gravissimo? Poi come campi? Insomma... se era così semplice questa battaglia non avrebbe avuto senso

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