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mercoledì 20 maggio 2020

Finalmente on line il film sulla strumentalizzazione del cancro al seno



Il documentario Pink Ribbons Inc. (Nastri Rosa Spa), prodotto da National Film Board of Canada nel 2011, è finalmente online con sottotitoli in italiano. Un'occasione davvero unica per le donne italiane e per i cittadini in genere! In Italia, infatti, siamo indietro anni luce rispetto alla consapevolezza sulle dinamiche che ruotano attorno a questa pandemia tutta al femminile e sulla narrazione edulcorata che ne viene fatta. Questo documentario contribuisce a farci fare un bel balzo in avanti. Guardatelo assolutamente!
Trailer del film con i sottotitoli in italiano
Documentario intero con i sottotitoli in italiano nel canale youtube del gruppo OltreilNastroRosa
Un GRAZIE gigante alle donne attiviste che hanno permesso questo!!

venerdì 14 febbraio 2020

Ricostruzione del seno dopo il cancro? Anche no...per Adamantia Paizis


Per il giorno di San Valentino divulgo questo bellissimo articolo pubblicato dal Corriere della Sera, per ricordarci anche quanto sia importante amare se stesse. L'articolo riporta le riflessioni dell'astrofisica e campionessa di scacchi Adamantia Paizis. Parole bellissime e davvero toccanti sul cancro al seno e sul "format" della ricostruzione mammaria post mastectomia. "Hai paura per il cancro e segui il flusso, la massa; segui quello che tutti – te compresa – si aspettano da te. E lo fai". Per seguire un po' meno il flusso, ascoltare di più se stesse e, solo dopo, fare ciò che sentiamo e che occorre a NOI... leggete, ne vale davvero la pena!
"Per essere donna? Devi avere due mammelle"
Su questo argomento Afrodite K ha scritto molto, per leggere gli articoli clicca qui.

lunedì 25 novembre 2019

Violenza contro le donne e cancro al seno: quanto siamo indietro...

Oggi è la Giornata Internazionale per l'eliminazione della Violenza contro le Donne, ottima occasione di riflessione... Da quando ho aperto il Blog Afrodite K iniziando ad impegnarmi socialmente sul tema cancro e lavoro e su quello del cancro al seno, ho conosciuto moltissime persone, virtualmente o direttamente. Tra loro, molte donne attiviste impegnate nel sociale all'interno di organizzazioni e associazioni che mi hanno offerto la loro solidarietà e il loro supporto. Sono a loro infinitamente grata. Si tratta, tuttavia, nella maggior parte dei casi di singoli gesti individuali. Se dovessi dire, però, che sento le istanze raccolte sotto il cappello "Oltre il nastro rosa" adeguatamente rappresentate dall'attivismo femminile italiano odierno, la risposta è negativa...

martedì 3 settembre 2019

Cancro al seno e reggiseni: l'ennesima bufala per fare business


Ci risiamo, ecco uno dei tanti modi per fare business sfruttando l'enorme bacino di clientela delle donne che hanno avuto il cancro al seno o che vivono nella paura di beccarselo.
Un'azienda, sta tappezzando i social con un video bufala che riporta frasi inesatte e "forti" come: "Un importante studio del 2009 ha concluso che i reggiseni con ferretto sono una delle principali cause di cancro al seno". Una delle principali cause... roba da pazzi! Chiaramente segue la pubblicità di dell'azienda stessa con i suoi favolosi reggiseni appositamente brevettati da dottoresse donne che, ovviamente, salveranno la vita a moltissime donne che, immensamente grate, glieli pagheranno.
La notizia mi ha colpito non tanto per la bufala "medica" quanto piuttosto per l'ennesimo tentativo di lucrare sul cancro al seno aggiungendo casistiche ad un elenco già ampiamente nutrito (vedi Cancro al seno & business).
Facciamo un po' di chiarezza vai che l'informazione è l'unica arma contro chi si tuffa con triplo carpiato nell'immensa piscina economica offerta dalle donne in genere e da quelle che temono una malattia così frequente (1 donna su 8).

giovedì 15 agosto 2019

Cancro: tra battaglia e disperazione ci sono anche altre strade


Ecco...un'altra persona muore.
Per malattia, per incidente, perché si muore.
E come tutti coloro che in questi ultimi anni si sono allontanati dal proprio corpo, anche NADIA TOFFA mi lascia un insegnamento, un'opportunità per ricordarmi (se ormai ce ne fosse bisogno, ma in fondo ce n'è sempre perché la dimenticanza e l'oblio su questi temi è sempre in agguato) che esiste la malattia, la sofferenza e la morte.
Questa volta la vocina dentro mi sussurra di ricordarmi e ricordare che ci sono tante strade.
Nadia, come molti del resto, almeno dal punto di vista mediatico, è stata portatrice di quella più quotata, quella del reagire alla malattia ed alla morte con il piglio guerriero e la bandiera del pensiero positivo, dell'apertura, del sorriso, sempre.
Poi c'è l'altra via. Quella mesta, chiusa nella cupa disperazione, quella del pensiero negativo, veicolata nell'immaginario da chi non "regge" il colpo, da chi è più debole e la forza di lottare non ce l'ha.
Tutto questo nel mio sentire rischia di farci dimenticare che ci sono altre possibilità.
Soprattutto ce n'è una terza. Quella di attraversare il dolore fisico e mentale (che c'è, è una realtà, non ce lo raccontiamo...) senza annegare nella sofferenza. Attraversarlo e magari mostrarlo (con qualche sorriso in meno e un po' di sano realismo in più) rimanendo nel proprio intimo sereni.
Ecco sì, la terza via, quella del dolore sereno e non rabbioso. Davvero la sento come la mia strada, non mi riconosco nelle altre.
Grazie Nadia per avermelo ricordato.

martedì 18 giugno 2019

Meno fiocchi rosa e più realismo sul cancro al seno: le parole di Monia


Monia Zoccarato è una delle 12.000 donne che ogni anno in Italia muoiono di cancro al seno (di quella malattia che pare sia praticamente sconfitta a forza di mammografie preventive, giusto?).
La voglio ricordare così con ciò che ha scritto poco meno di 1 anno fa...

giovedì 13 giugno 2019

Cancro al seno: la voce delle Amazzoni Furiose all'Istituto Mario Negri


L'11 giugno presso l'Istituto Mario Negri a Milano si è svolta la presentazione del progetto "Donna Informata-Mammografia" che ha coinvolto 2000 donne e nel corso del quale è stato messo a punto uno strumento decisionale riguardante i programmi di screening mammografici. Attraverso diverse schermate, le partecipanti allo studio sono state informate dei possibili benefici e danni che gli screening per il cancro al seno comportano e delle controversie scientifiche in corso riguardanti l'efficacia dei programmi stessi. Un compito arduo, quello che gli autori dello studio si sono assunti, vista la disinformazione sugli screening e il cancro al seno più in generale in Italia (per approfondire clicca qui).
Le Amazzoni Furiose sono state invitate a partecipare all'incontro per commentare i risultati dello studio rappresentate dalla nostra Valentina Bridi. È un riconoscimento importante del lavoro che abbiamo svolto in questi 7 anni per offrire alle donne italiane un'informazione accurata e svincolata da interessi di tipo economico sul cancro al seno.

lunedì 25 febbraio 2019

Le parole possono essere muri o finestre: il linguaggio distorto sul cancro

Le parole che utilizziamo costruiscono la realtà a cui ci riferiamo e il cancro non fa certo eccezione. Lo sottolinea anche un bell'articolo pubblicato da OncoLine su Repubblica.it "Il cancro è una battaglia e i pazienti dei guerrieri?". Come sottotitola la giornalista Magistroni "Spesso si parla di tumori usando metafore di guerra e delle persone malate come dei coraggiosi eroi o delle vittime. Non tutti però sono convinti che si tratti delle immagini giuste". Afrodite K non lo è affatto...

martedì 22 gennaio 2019

Cancro al seno: il corpo malato diventa queer

Ad ottobre 2018, nel pieno dell'Ottobre Rosa, la rivista Pasionaria pubblica l'articolo di Marti intitolato "Un corpo col cancro è un corpo queer". Introdurre e commentare un articolo del genere è davvero opera ardua, delicata e scottante. Quando l'ho letto ne sono rimasta letteralmente folgorata come sanno fare le cose veramente innovative, quelle che ti aprono la testa, tiran fuori tutto quel che c'è, lo shakerano e alla fine c'aggiungono pure un pizzico di follia. Alla fine ero lì a chiedermi chi era chi stava leggendo, chi era il soggetto che scriveva, chi erano gli spettatori e qual'era l'argomento centrale dell'articolo.

domenica 25 novembre 2018

Nemmeno il cancro al seno si salva dalla violenza sulle donne

Matrioska di AltNovesette
E come ogni anno torna la Giornata Mondiale contro la Violenza alle Donne.
Una delle caratteristiche della violenza è quella di avere innumerevoli facce, alcune molto visibili fatte di calci, pugni e acidi, altre più insidiose, sottili, invisibili, addirittura socialmente accettate.
Beh.... anche l'esperienza del cancro al seno può rappresentare una violenza per moltissime donne. Io ne so qualcosa e, insieme al post di Grazia De Michele (amica e compagna di battaglie passate e future), vi racconto cos'è per me la violenza nel cancro al seno...

La serenità che adesso è entrata nella mia vita contaminandola di fiducia, amore e pace ha dovuto navigare in acque tempestose, insidiose e violente, piene di attacchi alla mia identità e ai miei bisogni, acque torpide di umiliazioni e dolore sotto un cielo di indifferenza e manipolazione tinta di rosa. E ancora in parte lo fà...
Da anni mi impegno per andare Oltre il nastro rosa e perché per tutte noi donne valga, in ogni giorno dell'anno, #NonUnaDiMeno! e che queste violenze finiscano...

martedì 30 ottobre 2018

Cancro al seno: Lettera Aperta a "La Vita in Diretta"

Questo ottobre 2018 è terminato. E con sé porta via anche l'Ottobre Rosa di quest'anno. Non porta via purtroppo la narrazione fuorviante che viene fatta del cancro al seno che ormai dura tutto l'anno. Per questo divulgo l'iniziativa che con il Comitato "Oltre il nastro rosa" abbiamo lanciato: una lettera aperta scritta in occasione del servizio andato in onda su La Vita in Diretta il 24/10/18 (dal minuto 01:17:00). La lettera ribadisce molte delle riflessioni e delle informazioni divulgate durante il Flash Mob organizzato il 13 ottobre a Milano.

lunedì 29 ottobre 2018

Cancro al seno tra auto-narrazione individuale e responsabilità sociale

Per capire il perché di tanta indignazione da parte di Afrodite K (e di moltissime altre donne) rispetto all'attuale narrazione del cancro al seno, occorre distinguere tra l'auto-narrazione individuale e quella sociale. Come il singolo vive la propria malattia è assolutamente da rispettare e intoccabile, come i soggetti istituzionali la comunicano e la gestiscono, no!

martedì 23 ottobre 2018

Quando sarò guarita dal cancro al seno?: ecco i dati (quelli veri)

Evvai sono guarita! Fatta la chemio, passati i 5 anni, il cancro al seno non tornerà più. Una frase che ho sentito moltissime volte. Manco fosse vero... Di questo tema avevo già parlato in altri articoli: "Cancro al seno: basta col mito delle sopravvissute", "Non chiedetemi se sono guarita, non lo so!", e "L'appello di un medico: evitate la trappola della "guerriera" che lotta contro il cancro al seno". Qui invece parlerò il linguaggio dei dati, quelli tratti dalla relazione del 2016 "La frazione dei guariti dal cancro" di Stefano Guzzinati (Registro Tumori del Veneto) nella quale sono presenti informazioni specifiche sul cancro al seno. Tenetevi forte perché di sicuro non siete abituati a sentir parlare del tumore al seno con questa neutralità, obiettività e realismo. Da decenni ci propinano una visione rosata rispetto ad un'epidemia che è lontanissima dall'essere sconfitta. Quella che segue, invece, è la realtà dei fatti.

mercoledì 17 ottobre 2018

Luci e ombre del Bra-Day per la consapevolezza della ricostruzione mammaria post mastectomia

Oggi è il 17 ottobre. Eh già... il giorno del Bra-Day. È la Giornata Internazionale per la consapevolezza sulla ricostruzione mammaria che ha l’obiettivo di divulgare informazioni corrette e complete sulla ricostruzione del seno. Si tratta di una giornata organizzata in oltre 10 paesi. C'è pure l'Italia. Per tutto il mese di ottobre, eventi in ogni dove per ricordare alle donne che possono tornare come prima. Fico, no? Insomma... sì e no.

lunedì 15 ottobre 2018

Grosseto 27 ottobre 2018: proiezione del film "Nastri Rosa SpA"

Ottobre è un mese ormai dedicato da decenni al cancro al seno nel quale si moltiplicano in modo esponenziale campagne, eventi e iniziative di ogni ordine e grado, alcune decisamente discutibili, che spesso niente hanno a che vedere con lo scopo della reale prevenzione e del dibattito serio rispetto a questa epidemia. 
L'incontro che si svolgerà il 27 ottobre 2018 a Grosseto presso la Palextra sarà l'occasione di aggiungere altri sguardi, altre voci e soprattutto altri colori a quelli a cui siamo da anni abituati in questo mese (e ormai in tutto l'anno).

venerdì 5 ottobre 2018

Flash mob "Oltre il nastro rosa" - Milano 13 ottobre 2018

Ogni anno in Italia 12.000 donne muoiono di cancro al seno e si registrano 50.500 nuovi casi. Nonostante queste cifre, la malattia continua a essere descritta come guaribile nella stragrande maggioranza dei casi e come un rito di passaggio capace addirittura di rendere migliore chi ne viene colpita. Una narrazione che nasconde la realtà di terapie estenuanti e prolungate che non offrono garanzia di guarigione: circa il 30% delle donne che si ammalano di cancro al seno, muore (a prescindere dallo stadio al momento della diagnosi).
È giunto il momento di dire basta a tutto questo. Non smetteremo di ammalarci e morire finchè non si aprirà un dibattito pubblico serio che parta dal riconoscimento dei dati di fatto.

lunedì 1 ottobre 2018

Riscrivere la narrazione del cancro al seno

Ormai non c'è più alcun dubbio. Dopo decenni di monopensiero occorre ri-scrivere la narrazione dominante sul cancro al seno. L'articolo che segue è la traduzione (a cura di Valentina Bridi, tra le organizzatrici del Flash Mob #oltreilnastrorosa del 13 ottobre 2018 a Milano) di "Rewriting the Common Narrative" scritto da Melissa Mcallister nel 2016. Godetevi questa acuta analisi sulla narrazione del tumore al seno e meditate...

sabato 8 settembre 2018

Basta con la "cultura della ricostruzione": rispettate i desideri delle donne, tutti!

Condivido con voi quello bellissimo articolo del settembre 2018 pubblicato da Cosmopolitan con il titolo "These Cancer Patients Wanted to Get Rid of Their Breasts for Good. Their Doctors Had Other Ideas". L'articolo descrive come le donne operate di tumore al seno che sempre più spesso rinunciano alla ricostruzione dopo la loro mastectomia si scontrano con una cultura dominante in cui il loro desiderio di rimanere "piatte" viene ignorato, contestato o giudicato.
PS Ringrazio infinitamente l'amica e compagna di battaglie Grazia De Michele (nota blogger di Le Amazzoni Furiose) per la segnalazione di questo interessantissimo articolo.

lunedì 8 gennaio 2018

Vogliamo realismo sul tumore al seno!: la responsabilità dei Media

Come Afrodite K e come Daniela Fregosi aderisco ad un comunicato, scritto prevalentemente da donne che hanno sperimentato il tumore al seno, che esprime la nostra indignazione verso l'ennesimo articolo (sottolineo l'ennessimo, non il primo e probabilmente nemmeno l'ultimo) che presenta questa malattia con toni entusiastici declamando prospettive di cura e di vita molto vicine alla soluzione. Le firmatarie della Lettera che segue (ma anche moltissime altre donne ammalate e professionisti del settore) trovano inaccettabile questo tipo di narrazione della malattia. Solo un racconto realistico di questa patologia, oltre che rappresentare un modo etico e scientifico di informare le donne, ammalate o meno, può veramente aiutarci a combattere l'epidemia del cancro al seno.

mercoledì 30 novembre 2016

Afrodite K ed il marketing del cancro al seno su Radio Radicale

Il 28 novembre 2016 su Radio Radicale, nel corso della rubrica "Fai Notizia", è stato trasmesso un servizio sul marketing del cancro. E` possibile riascoltare il servizio qui. Dura dieci minuti, ma è denso di informazioni utili sulla questione della strumentalizzazione di questa particolare malattia che Afrodite K spesso affronta in molti suoi post. Oltre ad Afrodite K, ci sono interviste a Grazia de Michele conosciuta come l'Amazzone Furiosa, Giuseppe Serravezza, oncologo e direttore scientifico della Lega Italia per la Lotta ai Tumori (LILT) di Lecce, Marianna Burlando, psicologa e presidente della LILT di Lecce e Chiara Bodini, ricercatrice presso il Centro Salute Internazionale dell'Università di Bologna.
Un grazie gigante a colei che ha realizzato il servizio: Stefania Prandi, fotografa e giornalista scrupolosa e attenta alle problematiche che riguardano le donne. Ha affrontato con coraggio e realismo un tema molto delicato come quello del cancro al seno che in genere viene costantemente banalizzato e "pinkizzato".