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mercoledì 23 settembre 2020

Cancro al seno e Reiki: l'esperienza di Afrodite K

 


In questo ultimo anno nel quale, a causa del cancro al seno, ho perso moltissime amiche e compagne attiviste mi sono chiesta cosa potevo fare nell'ambito del fatidico mese dedicato al tema del cancro al seno. Chi mi conosce sa bene che non ho grande simpatia per la maggior parte degli eventi che vengono organizzati durante l'Ottobre Rosa, ma era davvero tanto che desideravo unire 2 temi a cui ho dedicato tempo, energia, azioni ed esperienza: cancro al seno e Reiki.
Il cancro al seno lo conosco da tanti punti di vista (paziente, caregiver, attivista...). Il Reiki anche, tanto da far diventare questa tecnica ormai da anni la mia professione principale all'interno della scuola nazionale ilReiki.
Vi aspetto a questa conferenza che terrò, con tante informazioni e... un bel po' di Cuore.

lunedì 25 novembre 2019

Violenza contro le donne e cancro al seno: quanto siamo indietro...

Oggi è la Giornata Internazionale per l'eliminazione della Violenza contro le Donne, ottima occasione di riflessione... Da quando ho aperto il Blog Afrodite K iniziando ad impegnarmi socialmente sul tema cancro e lavoro e su quello del cancro al seno, ho conosciuto moltissime persone, virtualmente o direttamente. Tra loro, molte donne attiviste impegnate nel sociale all'interno di organizzazioni e associazioni che mi hanno offerto la loro solidarietà e il loro supporto. Sono a loro infinitamente grata. Si tratta, tuttavia, nella maggior parte dei casi di singoli gesti individuali. Se dovessi dire, però, che sento le istanze raccolte sotto il cappello "Oltre il nastro rosa" adeguatamente rappresentate dall'attivismo femminile italiano odierno, la risposta è negativa...

martedì 3 settembre 2019

Cancro al seno e reggiseni: l'ennesima bufala per fare business


Ci risiamo, ecco uno dei tanti modi per fare business sfruttando l'enorme bacino di clientela delle donne che hanno avuto il cancro al seno o che vivono nella paura di beccarselo.
Un'azienda, sta tappezzando i social con un video bufala che riporta frasi inesatte e "forti" come: "Un importante studio del 2009 ha concluso che i reggiseni con ferretto sono una delle principali cause di cancro al seno". Una delle principali cause... roba da pazzi! Chiaramente segue la pubblicità di dell'azienda stessa con i suoi favolosi reggiseni appositamente brevettati da dottoresse donne che, ovviamente, salveranno la vita a moltissime donne che, immensamente grate, glieli pagheranno.
La notizia mi ha colpito non tanto per la bufala "medica" quanto piuttosto per l'ennesimo tentativo di lucrare sul cancro al seno aggiungendo casistiche ad un elenco già ampiamente nutrito (vedi Cancro al seno & business).
Facciamo un po' di chiarezza vai che l'informazione è l'unica arma contro chi si tuffa con triplo carpiato nell'immensa piscina economica offerta dalle donne in genere e da quelle che temono una malattia così frequente (1 donna su 8).

giovedì 15 agosto 2019

Cancro: tra battaglia e disperazione ci sono anche altre strade


Ecco...un'altra persona muore.
Per malattia, per incidente, perché si muore.
E come tutti coloro che in questi ultimi anni si sono allontanati dal proprio corpo, anche NADIA TOFFA mi lascia un insegnamento, un'opportunità per ricordarmi (se ormai ce ne fosse bisogno, ma in fondo ce n'è sempre perché la dimenticanza e l'oblio su questi temi è sempre in agguato) che esiste la malattia, la sofferenza e la morte.
Questa volta la vocina dentro mi sussurra di ricordarmi e ricordare che ci sono tante strade.
Nadia, come molti del resto, almeno dal punto di vista mediatico, è stata portatrice di quella più quotata, quella del reagire alla malattia ed alla morte con il piglio guerriero e la bandiera del pensiero positivo, dell'apertura, del sorriso, sempre.
Poi c'è l'altra via. Quella mesta, chiusa nella cupa disperazione, quella del pensiero negativo, veicolata nell'immaginario da chi non "regge" il colpo, da chi è più debole e la forza di lottare non ce l'ha.
Tutto questo nel mio sentire rischia di farci dimenticare che ci sono altre possibilità.
Soprattutto ce n'è una terza. Quella di attraversare il dolore fisico e mentale (che c'è, è una realtà, non ce lo raccontiamo...) senza annegare nella sofferenza. Attraversarlo e magari mostrarlo (con qualche sorriso in meno e un po' di sano realismo in più) rimanendo nel proprio intimo sereni.
Ecco sì, la terza via, quella del dolore sereno e non rabbioso. Davvero la sento come la mia strada, non mi riconosco nelle altre.
Grazie Nadia per avermelo ricordato.

giovedì 9 maggio 2019

Ricostruzione del seno dopo un cancro: complicanze e scarsa informazione

Quello della ricostruzione mammaria dopo un tumore al seno è un tema che mi è molto caro. Ne ho già parlato in passato (vedi l'articolo "Luci e ombre del Bra-Day per la consapevolezza della ricostruzione mammaria post mastectomia"). In questo articolo più tecnico troverete, invece, una serie di ricerche sulle complicazioni che possono seguire la ricostruzione mammaria post-mastectomia, quello che può andare storto. Articolo portasfiga con eccesso di pensiero negativo? Niente del genere. Parlerei piuttosto di par condicio visto che di descrizioni entusiastiche e di inviti a tornare come (e meglio) di prima le donne operate di cancro al seno ne ricevono più che a sufficienza.

mercoledì 27 marzo 2019

Cancro al seno: prendersi cura di sé sfruttando i benefici del Reiki

Una diagnosi di cancro al seno è tra le situazioni più difficili che una donna possa affrontare. Il dolore, lo stress e il trauma sono davvero notevoli e le donne in questa condizione hanno bisogno di tutto il supporto possibile. Un aiuto aggiuntivo può provenire da una tecnica energetica che riduce i sintomi di questa condizione, gli effetti collaterali dei trattamenti e lo stress che accompagna questa malattia: il Reiki. Anche la scienza comincia ad annoverare un certo numero di studi che valutano gli effetti del Reiki su pazienti con carcinoma mammario. Essi indicano che il Reiki può essere uno strumento complementare prezioso per il trattamento di questa patologia e sinergico rispetto alla medicina tradizionale. Afrodite K ne sa qualcosa...

domenica 25 novembre 2018

Nemmeno il cancro al seno si salva dalla violenza sulle donne

Matrioska di AltNovesette
E come ogni anno torna la Giornata Mondiale contro la Violenza alle Donne.
Una delle caratteristiche della violenza è quella di avere innumerevoli facce, alcune molto visibili fatte di calci, pugni e acidi, altre più insidiose, sottili, invisibili, addirittura socialmente accettate.
Beh.... anche l'esperienza del cancro al seno può rappresentare una violenza per moltissime donne. Io ne so qualcosa e, insieme al post di Grazia De Michele (amica e compagna di battaglie passate e future), vi racconto cos'è per me la violenza nel cancro al seno...

La serenità che adesso è entrata nella mia vita contaminandola di fiducia, amore e pace ha dovuto navigare in acque tempestose, insidiose e violente, piene di attacchi alla mia identità e ai miei bisogni, acque torpide di umiliazioni e dolore sotto un cielo di indifferenza e manipolazione tinta di rosa. E ancora in parte lo fà...
Da anni mi impegno per andare Oltre il nastro rosa e perché per tutte noi donne valga, in ogni giorno dell'anno, #NonUnaDiMeno! e che queste violenze finiscano...

martedì 23 ottobre 2018

Quando sarò guarita dal cancro al seno?: ecco i dati (quelli veri)

Evvai sono guarita! Fatta la chemio, passati i 5 anni, il cancro al seno non tornerà più. Una frase che ho sentito moltissime volte. Manco fosse vero... Di questo tema avevo già parlato in altri articoli: "Cancro al seno: basta col mito delle sopravvissute", "Non chiedetemi se sono guarita, non lo so!", e "L'appello di un medico: evitate la trappola della "guerriera" che lotta contro il cancro al seno". Qui invece parlerò il linguaggio dei dati, quelli tratti dalla relazione del 2016 "La frazione dei guariti dal cancro" di Stefano Guzzinati (Registro Tumori del Veneto) nella quale sono presenti informazioni specifiche sul cancro al seno. Tenetevi forte perché di sicuro non siete abituati a sentir parlare del tumore al seno con questa neutralità, obiettività e realismo. Da decenni ci propinano una visione rosata rispetto ad un'epidemia che è lontanissima dall'essere sconfitta. Quella che segue, invece, è la realtà dei fatti.

mercoledì 17 ottobre 2018

Luci e ombre del Bra-Day per la consapevolezza della ricostruzione mammaria post mastectomia

Oggi è il 17 ottobre. Eh già... il giorno del Bra-Day. È la Giornata Internazionale per la consapevolezza sulla ricostruzione mammaria che ha l’obiettivo di divulgare informazioni corrette e complete sulla ricostruzione del seno. Si tratta di una giornata organizzata in oltre 10 paesi. C'è pure l'Italia. Per tutto il mese di ottobre, eventi in ogni dove per ricordare alle donne che possono tornare come prima. Fico, no? Insomma... sì e no.

lunedì 1 ottobre 2018

Riscrivere la narrazione del cancro al seno

Ormai non c'è più alcun dubbio. Dopo decenni di monopensiero occorre ri-scrivere la narrazione dominante sul cancro al seno. L'articolo che segue è la traduzione (a cura di Valentina Bridi, tra le organizzatrici del Flash Mob #oltreilnastrorosa del 13 ottobre 2018 a Milano) di "Rewriting the Common Narrative" scritto da Melissa Mcallister nel 2016. Godetevi questa acuta analisi sulla narrazione del tumore al seno e meditate...

giovedì 2 novembre 2017

Tumore ereditario al seno e ovaio: Lettera Aperta di aBRCAdaBRA

Pubblico con piacere la Lettera Aperta che le attiviste toscane di aBRCAdaBRA Onlus, associazione che si occupa del tumore ereditario al seno ed all'ovaio, hanno recentemente divulgato. Il testo della lettera è un ottima occasione per presentare il tema e sensibilizzare rispetto alla sua diffusione ed alle azioni concrete che esso sollecita. 
Care Amiche e Amici toscani, facciamo chiarezza è la prima cosa che ci sentiamo di dire contro i concetti sintetici troppo spesso divulgati parlando di prevenzione, di malattia, di fattori predisponenti, come una mutazione genetica. 

giovedì 22 giugno 2017

Lavoratori autonomi e malattia: la storia di Ilaria B.

Quando un acquario ascendente gemelli incontra un cancro. Il mio nome, dopo quello di bastian contrario che mi sono conquistata fin da piccola, è Ilaria. Ho 43 anni e lavoro come traduttrice. Sono socia attiva di ACTA, un’associazione che si occupa della difesa dei diritti dei professionisti indipendenti. Conoscevo da tempo la lotta di Daniela Fregosi, alias Afrodite K, e certamente questo è stato uno dei motivi che mi ha spinta a impegnarmi con ACTA. Tuttavia, mai avrei immaginato che la mia strada si sarebbe incrociata in questo modo con quella di Afrodite K, ma si sa che la realtà supera sempre l’immaginazione.

giovedì 19 gennaio 2017

Lavoratori autonomi e malattia: la storia di Paola V.

"Seguo da sempre il tuo blog, in quanto lavoratrice autonoma, all'epoca vedendo un tuo video mi ero indignata di quanto siamo "mal messi" noi lavoratori in proprio. Poi nel 2015 ho scoperto un tumore al seno anche io, ad aprile, (ho un hotel e sono cuoca), improvvisamente ho dovuto mollare tutto, fortunatamente la mia famiglia ha portato avanti la stagione ormai imminente, solo con il servizio di b&b, per via dell'assenza della cuoca... Da lì sono iniziate tutte le cure ma anche le disavventure......

domenica 15 gennaio 2017

Lavoratori autonomi e malattia: aiutatemi ad aiutare una di noi

A chi mi rivolgo? A chi mi conosce ed a tutti coloro che mi hanno dimostrato in questi ultimi 3 anni stima e riconosciuto credibilità. Ai liberi professionisti ed a chi segue la battaglia di Afrodite K. Ai tanti lavoratori dipendenti consapevoli che gli insufficienti o mal applicati diritti che hanno in caso di malattia rappresentano invece per molti altri diritti assolutamente inesistenti o ridicoli. A tutti coloro che conoscono il cancro perchè ci sono passati o hanno assistito i loro cari. A quelli che non sopportano le iniquità e vogliono essere vicini a chi soffre. E infine a tutti coloro che sono grati di ciò che hanno (familiari che stanno loro vicini, uno straccio di sicurezza economica ed una salute che tutto sommato regge) sapendo che ad altri non è toccata la stessa fortuna. C'è bisogno di voi gente....

mercoledì 30 novembre 2016

Afrodite K ed il marketing del cancro al seno su Radio Radicale

Il 28 novembre 2016 su Radio Radicale, nel corso della rubrica "Fai Notizia", è stato trasmesso un servizio sul marketing del cancro. E` possibile riascoltare il servizio qui. Dura dieci minuti, ma è denso di informazioni utili sulla questione della strumentalizzazione di questa particolare malattia che Afrodite K spesso affronta in molti suoi post. Oltre ad Afrodite K, ci sono interviste a Grazia de Michele conosciuta come l'Amazzone Furiosa, Giuseppe Serravezza, oncologo e direttore scientifico della Lega Italia per la Lotta ai Tumori (LILT) di Lecce, Marianna Burlando, psicologa e presidente della LILT di Lecce e Chiara Bodini, ricercatrice presso il Centro Salute Internazionale dell'Università di Bologna.
Un grazie gigante a colei che ha realizzato il servizio: Stefania Prandi, fotografa e giornalista scrupolosa e attenta alle problematiche che riguardano le donne. Ha affrontato con coraggio e realismo un tema molto delicato come quello del cancro al seno che in genere viene costantemente banalizzato e "pinkizzato".

venerdì 25 novembre 2016

La violenza di genere del cancro al seno: non una di meno!

Matrioska di AltNovesette
Oggi è la Giornata Mondiale contro la Violenza alle Donne ed ovunque se ne parla.
Una delle caratteristiche della violenza è quella di avere innumerevoli facce, alcune molto visibili fatte di calci, pugni ed acidi, altre più insidiose, sottili, invisibili, addirittura socialmente accettate.
Beh.... anche l'esperienza del cancro al seno può rappresentare una violenza per moltissime donne. Io ne so qualcosa e, prendendo spunto dal bellissimo post di Grazia De Michele (amica e compagna di battaglie passate e future), vi racconto cos'è per me la violenza di genere del cancro al seno.....

mercoledì 23 novembre 2016

Afrodite K sostiene l'Associazione aBRCAdaBRA

Un'altra giovane donna se n'è andata, Fabiana Gregori, socia fondatrice e membro del Consiglio Direttivo di aBRCAdaBRA Onlus associazione che si propone di sostenere le persone portatrici di mutazione genetica BRCA1 e BRCA2, mutazioni che aumentano la predisposizione a sviluppare un cancro al seno e all'ovaio e sono responsabili della maggior parte dei tumori eredo-familiari.
Un'altra donna ancora che si somma alle 12.000 che ogni anno muoiono. Troppe, davvero troppe.....

martedì 8 novembre 2016

Afrodite K sostiene la battaglia per l'informazione ed il riconoscimento della vulvodinia

Afrodite K da tempo segue la battaglia portata avanti da VulvodiniaPuntoInfo Onlus per la sensibilizzazione, la corretta informazione ed il riconoscimento della vulvodinia come patologia invalidante. Nel mondo, ne soffre una donna su sette e in Italia ne sono colpite 4 milioni di donne. La vulvodinia è una sindrome caratterizzata da dolore pelvico cronico che colpisce i genitali esterni. La patologia vulvare provoca sintomi di bruciore e dolore vulvare e si manifesta con sensazione di punture di spillo, scosse elettriche e fitte. Per una donna colpita azioni semplici come camminare o indossare un paio di jeans diventa molto difficile; persino indossare gli slip può risultare insopportabile. La sfera del piacere sessuale e riproduttiva ne risultano fortemente compromesse.  Nonostante l’alta incidenza, la vulvodinia è una patologia sotto-diagnosticata, poiché sconosciuta a molti medici (il tempo medio per una diagnosi è di 4 anni!!). Se poi in tutto questo c'hai anche la fortuna di essere una lavoratrice autonoma, apriti cielo!
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sabato 5 novembre 2016

Il New York Times parla della ricostruzione del seno "piatta" dopo un tumore

Un grazie gigante a Melanie Testa (di cui ho già parlato in un post) per la segnalazione dell'interessante articolo "Going flat after breast cancer" apparso sul New York Times. Ve ne propongo la traduzione. In Italia su questi temi siamo davvero anni luce indietro e la presentazione alle donne di "tutte" le opzioni a loro disposizione dopo un tumore al seno è reale solo in teoria. Nella pratica effettiva vengono proposte solo le opzioni più plausibili (non si capisce però per chi) e completamente oscurate le altre tanto che se te ne viene in mente una diversa c'è pure il rischio che ti senti "strana e sopra le righe". Questo non deve assolutamente succedere! Qualsiasi opzione venga scelta deve essere prima conosciuta (non posso scegliere veramente ciò che non conosco o ciò che non è socialmente accettabile), in seconda battuta deve andare incontro ai bisogni percepiti dalla donna e non a quelli che gli altri (medici, altre donne, amici e familiari, società...) le attribuiscono o le proiettano addosso. Assolte queste due condizioni, ad ognuna la propria strada.....