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lunedì 22 giugno 2015

La malattia non fa differenze: NO alla discriminazione tra lavoratori autonomi diversi!

Questo è un tema che mi sta davvero molto a cuore. Quando ho iniziato questa battaglia alla fine del 2013 e lanciato la Petizione "Diritti ed assistenza per i lavoratori autonomi che si ammalano" chiaramente l'ho fatto da quella che era la mia posizione specifica (freelance della Gestione Separata Inps) e con le informazioni specifiche delle ingiustizie e discriminazioni applicate a quella particolare categoria di lavoratori autonomi. Con il tempo però sono entrata in contatto via via con le esperienze e le storie anche delle altre partite ive ammalate: commercianti, artigiani, professionisti degli ordini.... Ecco perchè ad oggi Afrodite K ribadisce con fermezza: NO alla discriminazione tra lavoratori autonomi in caso di malattia grave e prolungata. E vi spiego anche il perchè.....

E' vero, dire lavoratori autonomi è dire tutto e niente. Si tratta di un contenitore vastissimo che va dall'impresa al singolo lavoratore, dall'artigiano al commerciante, dal professionista al consulente, vagando per un numero spropositato di Casse previdenziali diverse con aliquote diverse e regole/diritti diversi. Insomma un gran casino.
La battaglia di Afrodite K si è  concentrata soprattutto sui lavoratori autonomi indipendenti, quelli che praticamente lavorano da soli, non hanno collaboratori o se li hanno sono pochissimi e comunque il valore aggiunto del loro lavoro è dato principalmente da se stessi. Della serie è tutto concentrato su di me, se mi ammalo io, son dolori.
Ma anche tra i lavoratori indipendenti le differenze sono davvero molte.
In una fase in cui il lavoro autonomo di per sè non esiste, non viene considerato, non ha diritti, il problema si pone di meno.
Man mano che i riflettori si stanno accendendo su questa bella fetta del mercato del lavoro, il rischio è quello di continuare ad applicare anche all'interno della categoria "lavoro autonomo" la stessa logica discriminatoria che attualmente vige tra lavoro autonomo e lavoro dipendente.
E proprio non ci siamo. Se cadiamo in questa trappola vuol dire che non abbiamo capito un piffero di niente.
Di questo dovrà sicuramente tener conto la recente proposta di legge sui lavoratori autonomi per quanto riguarda la sezione dedicata alla malattia (ma del resto anche in generale).
In caso di malattia, per un verso o per un altro, tutti i lavoratori autonomi sono penalizzati.
Il professionista appartenente alla gestione separata che magari lavora da casa avrà costi fissi bassi ma un'aliquota Inps altissima.
L'ordinista ha un'aliquota molto più bassa ma una contributzione minima obbligatoria da pagare anche a fatturato zero.
L'artigiano ed il commerciante che si ammalano devono continuare a pagare attrezzature, merci, materie prime, affitti e sprofondano rapidamente nei debiti.
C'è chi paga una % di aliquota per l'indennità di malattia e chi no.
L'elenco è lungo e potrebbe continuare....ma la tutela del lavoratore in caso di malattia sta scritta nero su bianco nella nostra Costituzione (art.38).
E allora?
Allora i diritti del lavoratore autonomo che si ammala hanno da esserci per tutti. E questo è quanto.

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