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mercoledì 27 gennaio 2016

Statuto dei lavoratori autonomi: 100.000 motivi per tutelare la malattia. Sul serio però ...

Il 28 gennaio lo Statuto dei lavoratori autonomi approda al Consiglio dei Ministri. Per la battaglia che da 2 anni cerca di ottenere equità e giustizia per le partite iva colpite da malattia grave e prolungata si tratta di una tappa importante, un treno da non lasciari sfuggire visto che lo Statuto contiene una parte dedicata proprio alla malattia. Da un lato c'è profonda attesa e soddisfazione per la presenza nel testo di una delle richieste della Petizione "Diritti ed assistenza per i lavoratori autonomi che si ammalano" (la possibilità di congelare i contributi previdenziali per un massimo di 2 anni e la successiva rateizzazione), dall'altro lato però......
le richieste fatte erano belle variegate e nello Statuto non vi è alcun accenno ad esse:
  • Indennità di malattia che copra l'intero periodo di inattività (i 61 giorni massimo in un anno concessi alla Gestione Separata Inps sono ovviamente ridicoli in caso di patologie gravi e prolungate);
  • Indennità di malattia a chi abbia un minimo contributivo all’INPS di almeno 3 annualità nel corso della sua intera vita lavorativa (e non solo negli ultimi 12 mesi perchè questo penalizza chi ha versato per una vita ma nell'ultimo hanno, prima di ammalarsi, ha avuto la sfortuna di lavorare di meno oppure ha una malattia che si prolunga per più anni);
  • Ridefinizione delle indennità economiche su valori che siano effettivamente sostitutivi del reddito (80% del reddito per la malattia ospedalizzata e 30% per quella domiciliare), usando come parametro il reddito percepito prima della malattia;
  • Indennizzo economico che permetta l'equiparazione tra malattia e degenza ospedaliera in caso di terapie invasive (chemio, radio etc) perchè questo potrebbe essere il meccanismo con cui si riesce ad arrivare fino ai 180 giorni di indennità previsti in caso di ospedalizzazione;
  • Riconoscimento della copertura pensionistica figurativa per tutto il periodo della malattia;
  • Possibilità di sospendere e congelare tutti i pagamenti (INPS, IRPEF....), che saranno poi dilazionati e versati a partire dalla piena ripresa lavorativa (e senza l'applicazione di more perchè non si può tassare una malattia); questo lo Statuto pare prevederlo ma che ne sarà delle more?
  • Esclusione "certa" dagli studi di settore e non sulla base del buon senso (contando solo sul fatto che, se chiamati dall'Agenzia delle Entrate basti un certificato medico)
E' vero che da qualcosa bisogna pur cominciare, ma fare le cose a modino da subito, no? E gli artigiani/commercianti in tutto questo che fine fanno? Loro non hanno gli stessi diritti in caso di malattia grave? Son forse figli di nessuno?

Insomma per onestà intellettuale, gioiamo sì per l'inizio di questo cammino (che sarà lungo prevedo....) ma da qui a gridar vittoria ce ne corre. Le discriminazioni e le iniquità a cui sono sottoposti gli autonomi in cao di malattia grave sono davvero ancora molte. Troppe.
Ormai ci sono oltre 100.000 firme che gridano vendetta. Per quanto ancora verranno ignorate?

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