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martedì 7 marzo 2017

Malattia dei lavoratori autonomi: dalla Commissione Lavoro alla Camera

Altro passo in avanti. Il DDL 4135 conosciuto come lo Statuto dei lavoratori autonomi è passato dalla Commissione Lavoro (che ha modificato il testo pervenutogli dal Senato e discusso/votato i circa 200 emendamenti proposti) alla Camera. Afrodite K da tempo, sulla parte relativa alla malattia delle partite iva, tiene d'occhio questo Statuto che ha incorporato alcune delle richieste della sua Petizione ed ha segnalato alcuni punti critici di cui occorreva tener conto. Andiamo a vedere se essi sono stati risolti nel testo definitivo passato alla Camera ....

Sì è vero, rispetto a quell'estate 2013 nella quale ho ricevuto la diagnosi di cancro al seno, i passi in avanti fatti per la tutela delle partite iva che si ammalano, anche grazie alla battaglia di Afrodite K, sono davvero moltissimi. Il Presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano nel presentarlo alla Camera lo definisce giustamente come "Il disegno di legge che cerca di dare una risposta all'esigenza di contrastare la condizione di fragilità dei lavoratori autonomi privi di un'adeguata rete di protezione che ne garantisca la tutela nei momenti di maggiore debolezza".

In sintesi quali sono al momento le vittorie ottenute rispetto alla tutela della malattia (le richieste della Petizione cioè che sono state accolte ed inserite dentro il testo dello Statuto):
  • Prolungamento dell'indennità di malattia oltre i 61 giorni previsti per la Gestione Separata in caso di terapie invalidanti attraverso l'escamotage dell'equiparazione indennità di malattia/indennità di degenza ospedaliera (la seconda infatti può arrivare fino a 180 giorni).
  • Sospensione/congelamento dei contributi previdenziali per un massimo di 24 mesi e successiva rateizzazione nel tempo.
Ma alcune questioni rimangono ancora irrisolte ed occorre non abbassare la guardia.

Per quanto riguarda specificatamente la tutela della malattia, nel testo definitivo (dalla pag.18) stilato dalla Commissione Lavoro e passato all'assemblea della Camera dei Deputati purtroppo, come sottolineano nei loro interventi i relatori di minoranza Tiziana Ciprini (M5S) e Roberto Simonetti (Lega Nord) durante la presentazione (resoconto stenografico del 6 marzo 2017), ci siamo persi per strada alcuni "pezzi". Elementi sui quali da mesi Afrodite K sta insistendo. Soprattutto quello che riguarda i requisiti di accesso all'indennità di malattia e degenza ospedaliera per la Gestione Separata perchè ogni giorno personalmente mi trovo accanto ad una lavoratrice autonoma freelance gravemente ammalata che ne rappresenta la preoccupante personificazione e che mi ricorda costantemente la gravità della legge attuale.

Ecco i punti critici (è l'on Ciprini a parlare in corsivo) che non sono passati e sui quali occorre proseguire la battaglia:

Malattia sì, ma non per tutti: "Una prima criticità è proprio l'ambito di applicazione di questo disegno di legge. Scorretto parlare dello Statuto dei lavoratori autonomi, si tratta infatti di una versione molto, ma molto light, perché non riguarda tutti i 3 milioni e 300 mila lavoratori autonomi (lavoratori in proprio, senza dipendenti), ma solo una parte di essi. ...... Sono, infatti, esclusi i piccoli imprenditori, i coltivatori diretti, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un'attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia, come a dire che le piccole imprese individuali, come una piccola attività estetica, debbano continuare ad avere diritti pari a zero...... Come sottolineato dall'associazione R.E.TE. Imprese Italia, il fenomeno della piccola impresa, nella sua evoluzione recente, tende ad avvicinarsi al lavoro autonomo di «seconda generazione». Il lavoro prevalentemente personale costituisce un elemento comune tra lavoratore e piccolo imprenditore. Certamente l'attuale intervento sul lavoro autonomo avrebbe potuto rappresentare l'occasione per intervenire con provvedimenti ad hoc anche sulla disciplina delle tutele degli artigiani che al pari dei lavoratori autonomi di più hanno sofferto e soffrono la crisi e rappresentano la vera spina dorsale e risorsa essenziale del tessuto imprenditoriale italiano. Così è nella proposta di legge del M5S n. 3108, con la quale abbiamo proposto all'attenzione del Parlamento misure e tutele per gli autonomi ma estese anche all'artigiano e al piccolo commerciante: esclusione dagli studi di settore e sospensione dal pagamento dei contributi previdenziali per gli autonomi ma estesa anche agli artigiani, abolizione del minimo imponibile dovuto dagli artigiani a favore della Gestione speciale INPS, sospensione dei versamenti dei tributi in caso di grave malattia e degenza per gli autonomi ma estesa anche alla categoria degli artigiani...." (qua il rischio evidente è di applicare la stessa discriminazione tra lavoratori dipendenti ed autonomi in caso di malattia alla stessa categoria degli autonomi al suo interno)

Malattia "grave" sì, ma quale?: "....è necessario ampliare la definizione di «malattia grave», includendo ogni condizione di salute grave, conseguente a trattamenti terapeutici, che obblighi l'interessato a sospendere, in misura totale o parziale, l'attività lavorativa per un periodo di tempo superiore a 60 giorni consecutivi. La disposizione in commento dovrebbe fare riferimento a tutti i casi di malattia grave certificata che comporti sia un'inabilità temporanea del 100 per cento, sia un'inabilità permanente dell'integrità fisica pari ad almeno il 50 per cento"

Indennità di malattia sì, ma con sbarramento
: "Stupisce inoltre il mancato accoglimento in Commissione del nostro emendamento che avrebbe introdotto la previsione secondo cui la misura minima di contributi necessari per godere dell'indennità di malattia non debba essere quella maturata negli ultimi 12 mesi prima della malattia (come accade oggi), bensì negli ultimi 36 mesi nonché la copertura figurativa del medesimo periodo di malattia: misure che avrebbero veramente contribuito alla tutela effettiva e piena della lavoratrice autonoma in caso di malattie improvvise o che si ripresentano a distanza di tempo ...." (la Petizione chiede di tener conto di un più ampio spettro temporale di versamento dei contributi)

Sospensione degli oneri contributivi, ma non fiscali: "La norma non prende in alcuna considerazione la possibilità di sospendere, in caso di malattia grave o infortunio, anche il versamento dei tributi...." (come richiesto dalla Petizione) 

Incrociamo le dita per le more: "....non contiene inoltre la specifica previsione del divieto di applicare maggiorazioni per interessi legali o di mora in caso di rateizzazione e restituzione delle somme oggetto della sospensione" (la Petizione chiede esplicitamente di non applicare more)

Studi di settore forse no, ma indici di affidabilità in caso di malattia?: "...anche se, per effetto del recente .... «decreto fiscale», si prevede la soppressione degli studi di settore in sostituzione dei quali saranno introdotti, dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2017, – con un escamotage semantico – i cosiddetti indici sintetici di affidabilità fiscale, cui saranno collegati livelli di premialità per i contribuenti più affidabili, permane il vulnus dell'assoggettamento del lavoratore autonomo ai predetti studi di settore o agli analoghi indici di affidabilità. ....."
(la Petizione chiede esplicitamente l'esclusione da studi di settore in caso di malattia)

Per quanto riguarda la malattia dei professionisti iscritti agli ordini, l'articolo 6 (comma 1) del nuovo testo, reca una delega al Governo finalizzata al rafforzamento delle prestazioni di sicurezza e di protezione sociale dei professionisti iscritti a ordini e a collegi. Il decreto delegato dovrà consentire agli enti di previdenza di diritto privato, anche in forma associata, ove autorizzati dagli organi di vigilanza, di attivare, oltre a prestazioni complementari di tipo previdenziale e sociosanitario, anche altre prestazioni sociali, finanziate da apposita contribuzione, con particolare riferimento agli iscritti che hanno subito una significativa riduzione del reddito professionale per ragioni non dipendenti dalla loro attività o che siano stati colpiti da gravi patologie. Già, la malattia non fa differenze, nemmeno tra i diversi tipi di lavoratori autonomi e non ti chiede a quale cassa previdenziale sei iscritto.\


Infine, per quanto riguarda il finanziamento delle nuove tutele per malattia/maternità è previsto un aumento della relativa aliquota contributiva fino ad un max di 0,5 (insomma, praticamente quello che otteniamo ce lo paghiamo, il che può andar anche bene, ma occorre essere consapevoli che non stiamo ricevento un regalo)

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