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venerdì 7 agosto 2015

Lavoratori autonomi e malattia: la storia di Tiziana Volpi

Ecco la storia di Tiziana Volpi ed il VIDEO del servizio realizzato dall'Indignato Speciale su Canale 5. 
Sono un avvocato del Foro di Civitavecchia, classe 1973, iscritta alla Cassa Forense dal 2004 ed ho sempre pagato regolarmente tutte le rate, riscattando addirittura gli anni di Università. ll 20.05.2014 improvvisamente, sono stata colpita da una forte emicrania e vomito. Mi hanno immediatamente trasportata con l'ambulanza dapprima presso il nosocomio S.Paolo di Civitavecchia e .... 


dopo aver effettuato una TAC nella quale si evinceva chiaramente una "emorragia cerebellare", sono stata trasportata con codice rosso presso il Policlinico "Gemelli" di Roma.Sono stata in prognosi riservata per diversi giorni.
Fortunatamente il mio fisico ha reagito abbastanza bene anche se successivamente sono stata trasferita presso il Centro di Riabilitazione "San Raffaele" di Roma per problemi relativi alla perdita di equilibrio.
Dimessa il 13 giugno 2014 e giunta a casa, oltre ai problemi riabilitativi, dovuti alla perdita di peso ed al periodo trascorso allettata, ho dovuto affrontare problemi psicologici di tipo ansioso e depressivo.
Solo con la forza di volontà che da sempre mi contraddistingue sono riuscita a uscirne fuori con tanta fatica. Avevo paura di uscire di casa, di guidare, di stare in mezzo alla gente, e di dormire. Ancora oggi prendo degli ansiolitici ed antidepressivi e sono in cura presso il Policlinico Umberto I di Roma con il Prof. Francesco Di Sabato per via di forti emicranie che durano anche 2-3 gg consecutivi con vomito.
Con il tempo ho ripreso a lavorare. Non è stato facile perché vivendo in una cittadina si era sparsa la voce della mia malattia e molti clienti si sono rivolti nel frattempo ad altri Colleghi.
Attualmente ho degli attacchi di mal di testa esagerati, per questo prendo ansiolitici ed antidepressivi come cura da circa un anno e mezzo e dovrò continuare per un altro anno. Naturalmente l'emorragia mi ha sballato diversi valori, non avevo mai sofferto di tiroide, oggi ho una tiroidite cronica da controllare ogni 6 mesi, ho il colesterolo, mai avuto in precedenza essendo io una sportiva e salutista.
Ho dovuto chiedere il parere medico anche per iniziare di nuovo a fare attività sportiva perché non posso stancarmi troppo, così come per prendere un aereo, potevo viaggiare solo per voli di poche ore. Insomma mi sto riprendendo, ma la mia vita non è più la stessa, soprattutto sotto l'aspetto emotivo, dopo che vivi certe esperienze e momenti, rifletti per ogni cosa che fai.
Ho deciso quindi, non avendo lavorato per diversi mesi, di inoltrare una richiesta di indennizzo alla Cassa Forense per ricevere un aiuto economico, come previsto dall'Art. 18 comma 2" legge 141/92.
La Cassa mi ha inviato a visita nel dicembre 2074 dal medico loro fiduciario a Roma. Il 01.04.2015 ricevo il diniego dell'indennizzo con la motivazione "il Medico Distrettuale ha ritenuto che tale evento non abbia
impedito, in maniera assoluta, l'esercizio della professione per almeno tre mesi". Ritengo personalmente che l'attestazione resa dal Medico Distrettuale, sia priva di ogni fondamento medico-legale.
Ho naturalmente proposto reclamo rispetto a questa decisione ma al momento non si conosce ancora l'esito. 
Ci tengo a precisare che non si tratta di una questione economica, poiché se e quando mi verrà riconosciuto l'indennizzo sarà pari ad "l/24 della media dei redditi professionali annui, dichiarati dall'iscritto relativamente ai dieci anni solari anteriori all'evento o per tutti gli anni di iscrizione alla Cassa, se inferiori a dieci, con rivalutazione al l00%, ai sensi dell'art.2, comma 2, della legge n.576/80, fermo restando, per la media dei redditi, il limite massimo del contributo versato, di cui all'art.10, comma 1", lettera a) della legge. In ogni caso l'ammontare mensile lordo dell'indennizzo non può essere inferiore, per
ogni mese, ad 1/12 della pensione minima di vecchiaia dell'anno in cui si è verificato l'evento.
L'assistenza indennitaria non è cumulabile, per lo stesso periodo, con l'indennita di maternità, di cui al decreto legislativo n.151/2001, come modificato dalla legge n. 28912003. L'indennizzo è corrisposto in unica soluzione applicando la ritenuta fiscale del 20%".
Si tratta, invece, di una questione di giustizia per chi come me ha sempre pagato dei contributi che non sa neppure se mai arriverà a percepire stante i tempi e che crede nel lavoro che fa.

Tiziana Volpi avvocatessa di Civitavecchia

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3 commenti:

  1. Per essere comprensibile, la normativa della previdenza sociale pubblica va interpretata in una ottica più ampia altrimenti la lotta rimane quella di un individuo isolato per diritti che sembrano assurde rivendicazioni contro la legge stabilita da decenni.
    https://www.facebook.com/chiudiamoinarcassa/posts/884538218260441

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    1. e per ottica più ampia intendi parlare di tutti gli autonomi e non solo di una categoria come gli ordinisti della cassa forense, beh..... in questo Blog ci vai a nozze!!!

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    2. E' tutto il welfare che non funzione, ecco l'articolo del Corriere sul "Welfare al contrario"

      http://www.corriere.it/economia/15_agosto_07/welfare-contrario-cosi-stato-aiuta-piu-ricchi-che-poveri-584623f4-3cdf-11e5-a2f1-a2464143b143.shtml

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