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venerdì 4 novembre 2016

Malattia delle partite iva: Senato approva lo Statuto dei lavoratori autonomi

Dopo quasi 3 anni, lentino ed adagino si procede verso una migliore tutela della malattia per i lavoratori autonomi. Il Senato ha approvato il 3 novembre il testo del Jobs Act dei lavoratori autonomi, il DDL 2233 che contiene “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”. Il testo contiene un'importante sezione dedicata alla MALATTIA nella quale sono state inserite alcune delle richieste previste dalla Petizione di Afrodite K "Diritti e tutele per i lavoratori autonomi che si ammalano", vediamo quali....

La Petizione di Afrodite K appoggiata dall'Associazione dei Freelance ACTA, ha superato le 104.000 firme, e chiede che venga rispettata la Costituzione Italiana (nei suoi articolo 3-32-38-53) e la risoluzione del Parlamento Europeo) per dare anche agli autonomi la possibilità di una malattia dignitosa visto che sono lavoratori e contribuenti come gli altri. Nello specifico vediamo le nostre richieste in rapporto al testo del Senato:
  1. Indennità di malattia che copra l'intero periodo di inattività (i 61 giorni massimo in un anno concessi alla gestione Separata Inps sono ovviamente ridicoli in caso di patologie gravi e prolungate) - il testo del Senato (art.7 comma 8) prevede la possibilità di arrivare a 180 giorni attraverso l'escamotage dell'equiparazione con la degenza ospedaliera (punto 4)
  2. Indennità di malattia a chi abbia un minimo contributivo all’INPS di almeno 3 annualità nel corso della sua intera vita lavorativa (e non solo negli ultimi 12 mesi perchè questo penalizza chi ha versato per una vita ma nell'ultimo hanno, prima di ammalarsi, ha avuto la sfortuna di lavorare di meno) - questo aspetto importantissimo è stato totalmente trascurato e costituirà uno dei motivi per cui lavoratori autonomi che magari hanno lavorato una vita ma pochissimo nell'anno prima di ammalarsi, non potranno accedere alle agevolazioni del punto 1 e 4. "Fatta la legge, trovato l'inganno". Meditate gente, meditate.
  3. Ridefinizione delle indennità economiche su valori che siano effettivamente sostitutivi del reddito (80% del reddito per la malattia ospedalizzata e 30% per quella domiciliare), usando come parametro il reddito percepito prima della malattia - il testo del Senato (art.7 comma 8) prevede, in caso di equiparazione indennità di malattia/indennità di degenza ospedaliera, il raddoppiamento della cifra riconosciuta. Raddoppio sì ma rispetto a quale punto di partenza? Le cifre riconosciute sono comunque molto basse.
  4. Indennizzo economico che permetta l'equiparazione tra malattia e degenza ospedaliera in caso di terapie invasive (chemio, radio etc) - il testo del Senato (art.7 comma 8) lo prevede in caso di "malattia certificata come conseguente a trattamenti terapeutici di malattie oncologiche, o di gravi patologie cronico-degenerative ingra-vescenti o  che comunque comportino una inabilità lavorativa temporanea del 100%". Bene, benissimo, ma se le terapie previste non sono salvavita e comunque le complicazioni che hai ti tengono fermo per mesi e mesi (oltre i 60g tutelati), in tasca ce l'hai ugualmente.
  5. Riconoscimento della copertura pensionistica figurativa per tutto il periodo della malattia - il testo del Senato non ne parla..... per i dipendenti questo è scontato, per gli autonomi?
  6. Possibilità di sospendere e congelare tutti i pagamenti (INPS, IRPEF....), che saranno poi dilazionati e versati a partire dalla piena ripresa lavorativa (e senza l'applicazione di more perchè non si può tassare una malattia) - il testo del Senato (art.13 comma 3) lo prevede. Vorremmo vedere scritto nero su bianco che la rateizzazione non venga penalizzata da interessi e more altrimenti lo Stato diverrà lo strozzino dei malati.
  7. Esclusione "certa" dagli studi di settore e non sulla base del buon senso (contando solo sul fatto che, se chiamati dall'Agenzia delle Entrate basti un certificato medico) - il testo del Senato non ne parla ma sembra che comunque questo argomento verrà inserito nella prossima Legge di Stabilità
Ecco il testo approvato dal Senato che purtroppo si è perso per strada alcuni importanti emendamenti che erano stati presentati in Commissione Lavoro.

Adesso tutto è passato al vaglio della Camera. Potrebbe essere l'occasione per verificare quanto tutti i Deputati che hanno appoggiato Afrodite K nella sua battaglia si prenderanno la briga di migliorare il testo e soprattutto di occuparsi del punto 2 della nostra Petizione.....

13 commenti:

  1. Di fronte al poco di cui si legge, che sarà prevedibilmente ulteriormente ridotto dalla Camera, sarebbe interessante conoscere preventivamente quale sarà l'incremento dei contributi che ci appiopperanno con la scusa delle "maggiori" (sic!) tutele....

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  2. In realtà Afrodite K terrà d'occhio le condizioni della rateizzazione e soprattutto il limite della contribuzione minima negli ultimi 12 mesi, grande fregatura perchè è inutile aumentare i servizi se poi molti magari non potranno avere accesso (ma l'aliquota per malattia, magari maggiorata pure, la pagheranno come tutti gli altri)

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  3. Scusa Afrodite K, cosa significa "lavoro autonomo non imprenditoriale"? La legge non si applica a chi è titolare di impresa? Cioè mia moglie che ha attività di estetica continuerà ad avere zero diritti? Grazie.

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    1. titolari di imprese società agenzie, non dovrebbero avere diritto a niente

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    2. Chiedo scusa A. K. ma esistono anche le imprese individuali: perché non dovrebbero avere diritti? Un sincero Grazie per quello che fai. Ciao da Gioacchino.

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    3. e' quello che sostengo da anni, ma è dura rivendicare qualcosa per chi non versa niente per la malattia. Occorre creare il precedente per poi insistere sul fatto che è anticostituzionale avere lavoratori tutelati nella malattia e altri no.....

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  4. Perdonatemi forse la questione l'avete già chiarita in passato ma vorrei capire se l'approvazione di queste eventuali novità incidono anche sulla categoria professionale degli artigiani (sempre partite Iva) che però non aderiscono alla gestione separata. Grazie

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    1. non dovrebbero incidere se non appartengono alla GS. Su questo Afrodite K si è già espressa e cotinuerà a battersi

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    2. Grazie e, in ogni caso, condivido e sostengo questa valida iniziativa.

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  5. chi da il suo contributo con partita iva ,deve essere tutelato con gli stessi diritti dei lavoratori assunti .
    La differenza che poi non esiste e quella che in regime di tassazione si guarda il reddito finale da tassare , ma su salute si dovrebbe essere tutti uguali .

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