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mercoledì 18 gennaio 2017

Indennità di malattia e partite iva: eliminare le limitazioni d'accesso della Gestione Separata Inps

Mercoledì 11 gennaio Afrodite K stava in ospedale per aiutare una freelance della Gestione Separata ammalata di cancro e senza indennità di malattia e di degenza ospedaliera perchè negli ultimi 12 mesi non ha un minimo contributivo (non interessa a nessuno se dal 1998 versa copiosi contributi all'Inps). Nello stesso giorno, in Commissione Lavoro presso la Camera, si sono svolte le audizioni delle parti sociali relative allo Statuto dei lavoratori autonomi contenente un'ampia parte dedicata alla malattia. Già in un precedente post avevo anticipato queste importanti audizioni. Importanti per segnalare possibili emendamenti e correzioni finalizzate alla migliore tutela delle partite iva che si ammalano. Beh, le audizioni ci sono state ed Afrodite K si è visionata ben benino le registrazioni della webTV della Camera ......

Quello che ci auspicavamo e cioè che fossero evidenziate alcune iniquità presenti nel testo per quanto riguarda la malattia, si è realizzato soprattutto grazie all'intervento di Cristina Zanni di Acta Associazione dei Freelance (sostenuto ampiamente da Andrea Dili di Alta Partecipazione).
Nello specifico Acta, in piena coerenza con la Petizione di Afrodite K (che tra l'altro sostiene fin dal suo lancio nel febbraio del 2014), sulla malattia chiede i seguenti miglioramenti:

Nelle situazioni di malattia e con riferimento agli eventi più gravi e ostativi dell’attività lavorativa, ad integrazione di quanto già previsto dal DDL C. 4135, propone di utilizzare parametri oggettivi per la definizione di malattia grave, di rafforzarne la tutela e di ampliarne le possibilità di accesso.
Definizione: oltre alle malattie oncologiche, chiede che siano incluse tutte le condizioni di salute, derivanti da infortuni o malattie, che comportino l'impossibilità di attendere alla propria attività lavorativa, anche in misura parziale, per un periodo di tempo superiore a 60 gg consecutivi e comunque tutti i casi nei quali venga riscontrata da parte di un'autorità medica riconosciuta dalle strutture pubbliche un’invalidità permanente dell'integrità fisica pari ad almeno il 50%, facendo riferimento alla tabella delle menomazioni INAIL. Il testo parla di 100% dell’inabilità lavorativa temporanea, ma INPS e INAIL riconoscono solo i gradi di invalidità permanente, cioè una menomazione definitiva che sia oggettivamente riscontrabile da un medico allo stabilizzarsi della patologia (risulterebbe infatti molto difficile certificare il grado di un’inabilità solo temporanea). Facendo riferimento alla tabella delle menomazioni INAIL, Acta ritiene che il 100% sia un parametro evidentemente troppo elevato e riteniamo al contrario il 50% un parametro adeguato.
Acta richiede l'ampliamento della possibilità di accesso, attraverso due interventi:
- l’eliminazione dell’esclusione dall’indennità di coloro che hanno un reddito superiore al 70 per cento del massimale su cui si versano i contributi, con riferimento al reddito e al massimale dell'anno precedente (all’incirca superiori ai 70.000 euro annui). L’esistenza di questo massimale non è coerente con un contributo assistenziale, ma lo configura come un’imposta.
- l’accesso all’indennità sia permesso anche a coloro che nel corso dell’anno precedente hanno versato meno di 3 mesi, se hanno versato più di 3 mesi nell’anno in corso o in quello precedente il computo e se hanno almeno 5 anni di contribuzione alla gestione separata. In questo modo sarebbe garantita la copertura della malattia anche per un anno di disoccupazione o semi-disoccupazione
Per quanto riguarda il rafforzamento della tutela Acta richiede il raddoppio delle indennità e la copertura dei periodi di malattia con versamenti di contributi pensionistici figurativi (prevista per i lavoratori dipendenti)
Grazie Acta, sei una garanzia, sempre.

Adesso si tratterà di vedere se la Commissione Lavoro c'ha orecchie per intendere e mani per fare....

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